Clarissa Bevilacqua. La luce nel violino
26 luglio 2025 – Si doveva stare sotto le prime stelle della sera, nel chiostro della fortezza, ma il cielo ha consigliato altrimenti: il recital per violino solo di Clarissa Bevilacqua si svolge nell'auditorium ipogeo, spazio non meno suggestivo per apprezzare un programma pensato con animo luminoso. Kreisler, Bach, Hindemith, Paganini e Ysaÿe si inanellano con coerenza, grazie alla spontanea comunicativa con cui la ventiquattrenne, milanese di nascita e cosmopolita di formazione e carriera, lo introduce al pubblico. Fra questi, emerge anche una prima italiana, Sun Plaits – Bridges and Links di Augusta Read Thomas, scritto appositamente per Bevilacqua, pezzo di schietto virtuosismo in cui una intensa vena espressiva fuga ogni possibilità di vacua esibizione o di ammiccante melodismo, suggerendo, semmai, una sentita luce d'utopia nell'immagine naturalistica. Il controllo tecnico, l'intonazione sempre a fuoco, la chiarezza d'articolazione vanno di pari passo con la qualità del suono e con una musicalità innata e non scontata, che sa aderire con naturalezza a un programma che attraversa tre secoli. Festeggiatissimi – non poteva essere altrimenti – i due bis di Ysaÿe e Bach, anch'essi scelti con attenzione all'equilibrio di relazioni e citazioni che percorre l'intero impaginato.
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