L’Ape musicale

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Festa di belcanto

di Gustavo Gabriel Otero

I Puritani tornano al Colón di Buenos Aires dopo oltre mezzo secolo d'assenza. Una splendida Jessica Pratt affiancata da Francesco Demuro e la direzione di Maurizio Benini sono fra gli ingredienti di un grande successo.

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BUENOS AIRES, 21 settembre 2025 - Nei suoi 117 anni di esistenza, il Teatro Colón di Buenos Aires ha messo in scena I Puritani di Vincenzo Bellini solo in quattro stagioni (1911, 1921, 1961 e 1972). Il tempo trascorso dall'ultima produzione era ormai più che eccessivo per un titolo che possiamo definire di repertorio, nonostante le sue difficoltà vocali.
La presentazione in forma di concerto non sembrava a priori la decisione migliore per un'opera quasi sconosciuta al pubblico di Buenos Aires dopo cinquantatré anni di assenza, ma la qualità vocale e musicale dello spettacolo ha fatto dimenticare la mancanza di una messa in scena: è stata una vera festa del belcanto il pomeriggio di domenica 21 settembre nella sala di Calle Libertad.
Punto di forza della rappresentazione è stata la direzione musicale del maestro Maurizio Benini, vero conoscitore profondo di questo repertorio. La sua direzione ha dimostrato attenzione in ogni momento sia ai solisti, al coro e ai maestri dell'orchestra stabile, sia ai tempi, agli attacchi e alle sfumature. L'eccellenza del risultato orchestrale è stata merito del lavoro approfondito del maestro e della risposta dell'orchestra.
Jessica Pratt ha letteralmente incantato il pubblico nei panni di Elvira, con una straordinaria gradazione dei chiaroscuri, dei filati, dei pianissimi e delle colorature. Acuti e sovracuti impeccabili, emessi senza apparente sforzo e con il volume necessario per sovrastare il coro e l'orchestra. Una vera serata trionfale per il soprano britannico-australiano.
Il tenore italiano Francesco Demuro nel ruolo di Arturo ha offerto un canto di singolare nobiltà ed espressività. Il suo bellissimo timbro vocale e la sua adeguata proiezione hanno riempito la sala e commosso il pubblico per la sua generosa dedizione. I suoi acuti sono fermi e sicuri. Sia il do diesis di “A te o cara”, sia i re di “Vieni fra queste braccia” e il fa acuto di “Ella è tremante, ella è spirante”, risolto con un ottimo falsetto.
L'argentino Germán Alcántara, residente in Europa, è stato un Sir Riccardo Forth dal timbro baritonale ideale. Con un'emissione potente e impetuosa ha dimostrato tutto il suo valore come artista.
Il giovane basso italiano Riccardo Fassi, con una tecnica solida e una voce di volume medio, ha incarnato Sir Giorgio Valton con adeguata espressività. Una voce da tenere d'occhio e da seguire nella sua evoluzione futura.
María Luisa Merino Ronda è stata una Enrichetta di Francia molto corretta, mentre Hernán Iturralde (Lord Gualtiero Valton) e Gastón Oliveira Weckesser (Sir Bruno Robertson) hanno apportato qualità nei loro brevi ruoli.
Il Coro Stabile del Teatro, diretto da Miguel Martínez, ha suonato con accenti perfetti in tutte le sue sezioni, contribuendo così all'eccellenza della serata.


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