L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

I colori di Abigaille

di Irina Sorokina

Una nuova produzione di Nabucco in cui dominano i toni del grigio è illuminata da un buon cast in cui splende l'Abigaille di Marta Torbidoni.

MODENA, 26 ottobre 2025 - Recandosi in una bella domenica autunnale al Teatro Comunale Pavarotti Freni di Modena, non ci si riesce a evitare un pensiero di fondo che, forse, non si cristallizza in pieno. Un ennesimo Nabucco, sussurra la voce interiore, quanti si sono visti in tanti, tantissimi anni? In questi giorni la terza opera di Verdi è in scena in un nuovo allestimento coprodotto con più enti, I Teatri di Reggio Emilia, OperaLombardia, Azienda del Teatro di Giglio di Lucca: un’unione consolidata e ben conosciuta che di solito produce buoni risultati. Non va diversamente anche questa volta; il nuovo allestimento non vanta autentica originalità (il che sarebbe stato un vero miracolo), ma è assemblato in modo efficace. E vanta un buon cast dominato da Marta Torbidoni nell’impervio ruolo dell’usurpatrice Abigaille.

Il color grigio in molte sfumature è scelto da Anna Bonomelli per le scene e i costumi; non può certo dire che desti indignazione, ma una certa qual noia di sicuro. Un’opera energica, piena di colpi di scena, in grigio? I luoghi dell’azione sono accennati appena con pochi elementi, semplici forme geometriche e luci led allo scopo di disegnare gabbie.

La regia porta la firma di Federico Grazzini. il quale, sicuramente, è a conoscenza di più messe in scena dell’opera verdiana. Ha un bel curriculum, ha già affrontato Nabucco al Teatro dell’Opera di Roma e ha curato i numerosi allestimenti per il Wexford Opera Festival. Il suo Nabucco è senza azzardi e senza colpi di scena; con mano pressoché invisibile mette in scena una bambina piccola a giocare con un aereo in compagnia del padre e della madre incinta mentre l’attenzione del pubblico dovrebbe dedicarsi alla magnifica esecuzione di “Va’ pensiero”, impone a Zaccaria impegnato a cantare di stringere la mano al coro disturbando la concentrazione del pubblico sul canto e creando la sensazione di qualcosa di assurdo… Non continuiamo l’elenco e rendiamo giustizia al bel disegno di luci di Giuseppe Di Iorio assistito da Luca Asioli.

Parlando del valoroso cast, è giusto iniziare da Marta Torbidoni che, interpretando l’impervio ruolo di Abigaille, sale un gradino più alto anche se già si trovava in pole position. La sua Abigaille è passionale e vibrante e la voce che dona al personaggio, è importante, di vero soprano lirico spinto, con l’inclinazione naturale a esprimere l’aspetto drammatico del personaggio, senza trascurare quello lirico e vulnerabile. Non si risparmia nemmeno un po’, il bravo soprano, affronta la scrittura difficile con coraggio da leonessa, ma rivela anche il lato intimo della creduta figlia di Nabucco.

Fabian Veloz affronta con sicurezza e il coraggio il ruolo del titolo, il suo Nabucco sa poco di un re e molto di un dittatore del ventesimo secolo; la voce non è dotata di grande fascino, tuttavia è capace di donare piacere a chi l’ascolta. Riccardo Zanellato conosce bene la parte di Zaccaria e nella recita domenicale a Modena lo troviamo in una buona forma; la voce di basso imponente, profonda, ben timbrata e vellutata a tratti acquista una certa ruvidità che si addice bene alle sentenze ieratiche del personaggio. Il pathos del suo Zaccaria è sincero e coinvolgente anche quando incide sulla linea di canto, mentre il fraseggio è segnato da grande chiarezza ed espressività.

Matteo Desole riesce a fare del ruolo d’Ismaele qualcosa di più importante del previsto; crea un personaggio dall’animo lacerato e dalla coscienza profonda con voce squillante, ben impostata, acquista sfumature dolenti che penetrano nella profondità dei cuori che l’ascolta. Chiara Mogini è una Fenena molto umana che desta simpatia e compassione e affascina con la sua voce dal bel colore; “Oh, dischiuso il firmamento” è un momento del vero godimento per il pubblico. Ottimi professionisti figurano negli altri piccoli, ma importanti ruoli Lorenzo Mazzucchelli (un sacerdote di Belo), Laura Fortino (Anna), Saverio Pugliese (Abdallo).

Sul podio del Teatro Comunale di Modena, alla guida dell’Orchestra Filarmonica Italiana, troviamo Massimo Zanetti; la sua direzione segnata da energia costante rende lo spirito deciso e a tratti “militare” dell’opera del giovane Verdi, evidente nell’ouverture, nelle cabalette e nei finali. Lodevole l'attenzione verso tutti i gruppi di strumenti, tra cui gli archi dal suono ricco di sfumature, sembrano privilegiati. Il Coro Lirico di Modena preparato da Giovanni Farina, giustamente trionfa nelle celebri pagine corali. L’aspetto teatrale del Nabucco modenese è decisamente superato dalla parte musicale e gli applausi generosi segnano il trionfo di Giuseppe Verdi, del suo Nabucco e di tutti gli artisti impegnati nella produzione.

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