Il coraggio della tenerezza
L'elisir d'amore coprodotto dal Maggio Musicale Fiorentino e l'Orchestra Haydn con la direzione di Alessandro Bonato e la regia di Roberto Catalano approda a Bolzano e continua a incantare.
BOLZANO, 7 novembre 2025 - “Oh! buono! oh! caro! un altro sorso.” Valeva proprio la pena, dopo il debutto estivo nella cavea del Maggio Musicale Fiorentino, di fare il bis a Bolzano con questo Elisir d'amore firmato dal tandem Bonato-Catalano, in una felice coproduzione fra Arno e Adige.
Non si resta delusi dallo spettacolo con scene di Emanuele Sinisi, costumi di Ilaria Ariemme e luci di Oscar Frosio che Stefania Grazioli riprende benissimo nel nuovo spazio, rinnovando lo spirito della fiaba urbana del clochard che imbroglia a fin di bene, il cui inganno consiste in fondo nel ricreare la magia infantile del “facciamo che...”. “Facciamo che questa bibita è un elisir prodigioso” che fa dimenticare il grigiore quotidiano, la routine d'ufficio, le diffidenze, la paura d'amare, che fa, insomma, (ri)scoprire la felicità.
Nello spazio chiuso ci si trova anche a godere fino in fondo della concertazione di Alessandro Bonato, direttore principale dell'Orchestra Haydn, con cui pare aver condiviso un autentico elisir di fiducia e complicità. Ci si ricorda, allora, di quali finezze sia capace il Donizetti orchestratore, di quanto conti il colore, il palpito, il disegno che sorge dalla buca per fare teatro con il canto e la scena, non solo per accompagnarli. Bonato ha il coraggio – e lo si gusta appieno fra quattro mura – di abbandonarsi alla tenerezza, il che non significa farsi leziosi e svenevoli: tutt'altro, è la sincerità che permea lo sbocciare dell'amore di Adina e Nemorino, è il sussulto lieve che descrive la natura in “Chiedi all'aura lusinghiera” e ci racconta il moto dei cuori. Gli incisi dei legni – con rubati quasi impercettibili, di gran gusto e sensibilità – morbidi come gli archi definiscono la delicatezza del sentimento proprio perché sanno animarsi anche dell'esuberanza marziale o del brio della commedia con una presenza tangibile e mai sovrastante. Il tempo respira con il canto, con l'azione, con il senso di ciò che si dice, si sente, si fa; come il battito cardiaco può accelerare o rilassarsi rivelando la misura e la logica della forma e della scrittura di Donizetti e Romani. Si ha la sensazione che ogni frase prenda esattamente lo spazio che le serve, né più né meno, e non c'è bisogno d'altro: quel che appare è un'incantevole, naturale semplicità; quel che è sottesa è la più grande cura e intelligenza di lettura.
Le impressioni positive ricavate a Firenze si confermano e accrescono anche per i due membri del cast immutati: Roberto De Candia (fresco di debutto in Wozzeck) è un Dulcamara di classe eccelsa, maestro della parola cantata e del teatro musicale in cui nulla pare mai troppo o troppo poco; Hae Kang è un Belcore parimenti di qualità, caratterizzato con franca arguzia e senza eccessi.
La voce maschia di Matteo Roma non è quella che ci si aspetta di solito per Nemorino e ci costringe a drizzare viepiù le orecchie per scoprire un personaggio meno ingenuo (per non dire tontolone) e più romantico dell'usato. Lucrezia Drei centra bene la figura di un'Adina che cela dolore e turbamento dietro la maschera di capricciosa freddezza, ben evidente nello scioglimento del cantabile di “Prendi per me sei libero”, che fa il paio con il cesello della “Furtiva lagrima” ascoltata pochi minuti prima.
Gabriella Ingenito si ritaglia il suo giusto spazio come Giannetta dalla voce brillante come la presenza attoriale e una lode speciale va all'Ensemble vocale Continuum, preparato da Luigi Azzolini, che eredita un impegno anche scenico notevolissimo, ritagliato sulla consumata consuetudine teatrale dei colleghi del Maggio Musicale Fiorentino.
Un vivo, meritato successo arride a questa inaugurazione della stagione lirica della Haydn: il pubblico ha un'evidente fame d'opera e la Fondazione con il suo direttore principale ha tutte le carte in regola per soddisfarla nel migliore dei modi. Non resta che augurare buon lavoro a tutti, a partire dal neo direttore artistico André Comploi.
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