L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

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Figaro Reloaded

di Susanne Krekel

Der tollste Tag di Johanna Doderer (musica) e Peter Turrini (libretto) debutta al Gärtnerplatz di Monaco: questa versione senza lieto fine della vicenda delle Nozze di Figaro non riesce a convincere.

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  • MONACO di BAVIERA, 23 novembre 2025 - Perché quest'opera riesce a essere così poco attraente? Ha tutti gli ingredienti per una serata all'opera di successo: musica coinvolgente, libretto avvincente, costumi espressivi, senza dimenticare i magnifici cantanti e attori, una splendida orchestra e una direzione impeccabile. Eppure, alla fine, si rimane un po' perplessi.

    Forse non era stata una buona idea, dopotutto, cercare di reinterpretare la storia di Figaro e Susanne di Beaumarchais dopo Da Ponte e Mozart. Con un testo in tedesco, perché no, e un finale completamente diverso? Per lunghi momenti, l'opera originale si svolge nella mente del pubblico, a patto che conosca il Figaro di Mozart. Si annuisce interiormente: «Sì, ci siamo, i dialoghi introduttivi, si prendono le misure della camera...» C'è Cherubino, c'è la sedia, e c'è la lite tra Marcellina e Susanna... C'è il conte che corteggia Susanna, c'è la scena del travestimento, dove le cose diventano piuttosto esplicite tra Cherubino e la contessa, c'è Cherubino nascosto nell'armadio che poi salta dalla finestra, c'è Antonio che si lamenta dei suoi fiori appassiti: tutti gli elementi familiari ci sono, eppure non funziona. La drammaturgia è goffa e irregolare, i momenti di tensione si costruiscono e crollano immediatamente, o la trama si svolge semplicemente senza convinzione. La scenografia disorganizzata non migliora le cose: il palcoscenico è incorniciato da elementi neri e marroni che suggeriscono vagamente alte finestre e tende arricciate – ah, siamo in un castello! – e al centro sono ammucchiati i soliti elementi scenografici: un letto posto di traverso, la solita sedia, una mensola/armadio, alcune casse. Il tutto è lugubre; si sente che finirà male.

    A volte si ha semplicemente voglia di ascoltare cantanti meravigliosi interpretare le magnifiche opere composte da Mozart. Johanna Doderer ci offre creazioni senz'altro belle, ma di genere diverso. A Marzelline viene affidata un'aria in cui invita le giovani donne a chiedersi se l'amore e il desiderio siano il loro unico diritto. Anna Agathonos la interpreta con grande convinzione e profonda emozione, sublimata dalla musica di Doderer. Anche il monologo di Cherubino è commovente, accompagnato dall'orchestra in stile melodrammatico e superbamente interpretato da Paul Clementi, che incarna questo ruolo parlato con una tale musicalità che sembra quasi di sentirlo cantare.

    Susanne, interpretata da Anna-Katharina Tonauer, e Figaro, interpretato da Daniel Gutmann, passano con disarmante disinvoltura dal parlato al recitativo e poi al canto. La loro complementarità è notevole: l'energico basso-baritono e il caldo mezzosoprano. La loro recitazione è altrettanto magistrale. Mentre nella versione di Beaumarchais/Da Ponte/Mozart tutto finisce bene dopo il processo, perché Figaro viene rivelato come il figlio perduto di Marcellina, qui la situazione degenera. Il Conte, interpretato con maestria lubrica e perversità da Daniel Schliewa, corrompe il giudice Don Guzman di Stibizia (Timos Sirlantzis): Marcellina aveva prestato in passato trenta monete d'oro a Figaro, e ora alla riconoscenza del debito si aggiunge la promessa di matrimonio. Il giudice non esita e Figaro è condannato a onorare questa promessa falsificata. Ogni resistenza è vana. Figaro e Susanna sono disperati, in balia del Conte e del giudice. Susanna tenta un ultimo azzardo: si concederà al Conte se lui renderà possibile il matrimonio. È troppo facile per il Conte; vuole vederla resistere e sottometterla. Lui la aggredisce, Figaro interviene e lo strangola con la sua frusta. La Contessa, vestita con l'abito da sposa di Susanna, scopre il Conte morto e lo deride, perché lei è riuscita a conquistare un giovane amante. Cherubino arriva, scambia la Contessa per Susanna e fugge inorridito quando si rende conto del suo errore. La Contessa crolla e lascia la scena, metà ridendo e metà piangendo. La performance di Réka Kristóf è magnifica. «E adesso?» chiede Susanna a Figaro. Anche lui è sconvolto. Così finisce la serata, lasciando la scena e il pubblico perplessi. Gli applausi per la performance degli attori e dei musicisti rimangono piuttosto discreti. Le domande persistono.


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