L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Bonato l’eclettico

di Giuseppe Guggino

Verdi, Mozart e Prokof'ev compongono uno slegato impaginato che vede impegnata l’Orchestra Sinfonica Siciliana guidata dall’eclettico Alessandro Bonato. Nel concerto di Mozart si apprezza anche il robusto pianismo di Peter Donohoe.

Palermo, 6 febbraio 2026. - Dopo i primi accordi a tutto organico sono le valenti trombe di Giuseppe Di Benedetto e Antonino Peri nella sinfonia di Oberto Conte di San Bonifacio ad aprire un concerto poco organico nell’impaginato quanto funzionale a saggiare l’eclettismo tanto dell’Orchestra Sinfonica Siciliana quanto del direttore, il trentenne Alessandro Bonato.

In Verdi al fuoco delle tinte romantiche non si sacrifica la trasparenza delle sonorità con un lavoro che alla contrapposizione dei blocchi sonori sa coniugare l’uso del cesello. Al pari di quanto accade nel drammatico Concerto in Re minore n. 20 di Mozart, dove ad un’orchestra dalle sonorità ben calibrate si contrappone il robusto e vigoroso pianismo di Peter Donohoe. Non dissimilmente che nell’ultimo accordo del Rondò, l’intesa forse non pare piena dal punto di vista interpretativo, con il direttore veneto restio a caricare di nervosismo i colori orchestrali e il pianista britannico impegnato a perseguire un fraseggio tardoromantico, approccio che culmina in un’elaboratissima cadenza di sapore brahmsiano. La validità tecnica del solista e la coerenza con cui porta al termine il concerto sono apprezzabili e valgono le numerose chiamate alla ribalta, premiate da un generoso bis mozartiano: la Fantasia K 397.

Per la seconda serata ci si sposta nel Novecento inoltrato, con una nutrita suite dal balletto Romeo e Giulietta di Sergej Prokof'ev. Per l’occasione a una delle tre suites del compositore russo si preferisce l’assemblaggio di Gianandrea Noseda che, in quattordici numeri, non tralascia nulla di significativo dai quattro atti del balletto, se non la musica di sutura. Alle prese con una difficile scrittura che alterna preziosismi cameristici e timbrici a bordate aggressive di suono, tanto la compagine quanto la bacchetta si muovono con apprezzabile intesa, salutata da applausi assai convinti, al diafano spegnersi dei legni, dopo le poderose ripetizioni del tema della morte di Giulietta.

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