Il valore della musica
Si rinnova la virtuosa collaborazione fra la Form Orchestra Filarmonica Marchigiana e i Conservatori di Pesaro e Fermo, che quest'anno si amplia all'Arcom, Associazione Regionale Cori Marchigiani, per il Requiem di Verdi. Un'occasione anche per riflettere sul ruolo, la formazione e la dignità dei musicisti.
PESARO, 27 marzo 2026 - Dopo Heldenleben lo scorso anno, il progetto si ripete e alza il tiro. L'Orchestra Filarmonica Marchigiana torna a proporre un programma di grande impegno coinvolgendo nel proprio organico studenti dei conservatori di Pesaro e Fermo e, trattandosi quest'anno del Requiem di Verdi, non solo la produzione si amplia con il comparto vocale, ma affianca ai solisti il coro Arcom. L'Associazione regionale cori marchigiani, nata nel 1988, unisce oltre centodieci gruppi con lo scopo di coordinare e valorizzare la tradizione della coralità popolare. Una tradizione ricca, preziosa, assai vivace, pur in binari diversi da quelli che portano a partiture come il Requiem verdiano, terreno più di ensemble lirico sinfonici professionali. Eppure, la cosa funziona: il progetto coordinato e supervisionato da Martino Faggiani raduna oltre centocinquanta coristi dal Filarmonico Rossini e dal San Carlo di Pesaro, dal Tommasini di Serra De' Conti (AN), dal Tonini Bossi e dal Musicarte di Senigallia (AN). Si percepisce subito la dedizione con cui l'impegno eccezionale è stato preparato e il risultato premia tanta cura: il coro è adeguatamente compatto, chiaro e attento. Forse con qualche prova in più si sarebbe potuto limare ulteriormente qualche dettaglio ed evitare qualche attacco un po' brusco delle voci maschili, ma nel complesso l'operazione può dirsi riuscita e supera di gran lunga l'esito del galà maceratese di un paio d'anni fa.
In orchestra, sotto la bacchetta del docente di direzione a Pesaro Manlio Benzi, i ragazzi dei conservatori si integrano senza impacci con i professori della Form e mostrano, anzi, scuola solida e grande concentrazione. Tutti aspetti che danno molto da pensare in una serata come questa, evento eccezionale, ma anche momento di incontro, formazione e riflessione sul futuro e la diffusione del fare musica. In un paese che sta umiliando gli artisti professionisti su più fronti, istituzionali e comunicativi, cosa si consegna a questi ragazzi? L'invito a lasciar perdere o a cercare fortuna altrove? Chi è bravo, oggi, è bravo sul serio, vediamo nelle nuove generazioni talenti veri e veramente preparati. Ma come si preparano al mondo del lavoro, a essere non solo solisti, ma anche professori d'orchestra, e le orchestre poi come potranno accoglierli, con che organici, che contratti? C'è bisogno di queste nuove leve e dobbiamo loro questa opportunità. Sentirli suonare in iniziative lodevoli come questa versa nuovo sale nella piaga di un sistema da risanare nel profondo, valorizzando gli artisti a tutti i livelli, perché ogni livello concorre, se sa assolvere al proprio ruolo, a formare un tessuto di diffusione della pratica musicale in cui crescono il pubblico e quelli che saranno professionisti sempre più affinati. Quest'urgenza evidente a livello nazionale, con eclatanti punte d'iceberg, si manifesta anche nel locale, in una regione in cui proliferano teatri e iniziative a cui sarebbe necessario dare il giusto valore, coordinamento e sostegno. Ciò vale, naturalmente, pure per la coralità, quella espressa da Arcom come dai complessi consolidati nelle stagioni e nei festival lirici. Si festeggia una bellissima iniziativa di collaborazione fra la ICO regionale e istituzioni di formazione e pratica musicale, eppure si soffre pensando alla quotidianità che ci circonda e che circonda i musicisti.
Il cast solistico è composto da voci di calibro lirico ben equilibrate fra loro e tutte legate, per nascita, studi ed esperienze biografiche, al territori marchigiano. Il soprano Yulia Tkachenko ha voce luminosa, buona sostanza il mezzosoprano Mariangela Marini; Davide Giusti affronta la partitura con misura adeguata al testo sacro e Alessandro Abis fa fronte con onore all'impegno nonostante un'indisposizione che gli provoca visibile disagio.
Grandi applausi per la prima pesarese all'auditorium Scavolini per la stagione dell'Ente Concerti – e con uno spazio anche in sostegno di Medici Senza Frontiere. Il tour prosegue poi a Fermo, Foligno (dove il tenore è stato Riccardo Della Sciucca, molto apprezzato nei giorni scorsi a Fano in Carmen) , Senigallia, Ancona e Jesi. Un'iniziativa da ripetere anche nei prossimi anni, una bellissima idea che non deve essere un fiore nel deserto, ma uno spunto per dare valore alla musica e ai musicisti.
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Roma, Verdi/Requiem, 12/07/2023 (con l'orchestra nazionale dei Conservatori)
