Alle radici dell'opera
Il Monteverdi Continuo Ensemble propone un appuntamento con musiche di Landi, Peri, Rossi e, naturalmente, Monteverdi nel segno del mito di Orfeo per il Münchner Opernfestspiele, protagonista il baritono Mauro Borgioni.
MONACO di BAVIERA, 28 giugno 2026 - Il Monteverdi Continuo Ensemble festeggia il suo 25° anniversario con un concerto eccezionale nell’ambito del Festival dell’opera di Monaco: La morte d’Orfeo, in forma di opera da camera, è composta con maestria e varietà a partire da brani vocali e strumentali di Claudio Monteverdi e dei suoi contemporanei. L’ensemble riunisce musicisti della Bayerische Staatsorchester e specialisti indipendenti di musica barocca; è diretto da Friederike Heumann, che ha anche ideato il programma di questo concerto.
Il potere della musica e l’inevitabilità della morte — questi temi umani ancestrali — sono al centro della leggenda di Orfeo. Friederike Heumann ha scelto la morte del semidio come punto di partenza. Attraverso una serie di pagine tratte dalle opere di Stefano Landi, Claudio Monteverdi, Jacopo Peri e Luigi Rossi — interpretate dallo stesso Orfeo, da un narratore o dal traghettatore Caronte — la prima parte racconta la storia ben nota: l’amore per Euridice, la sua morte e il tentativo di riportarla in vita. La seconda parte si concentra sulla fine di Orfeo. Secondo una versione della leggenda, egli rinunciò per sempre alle donne, per finire poi dilaniato dalle Menadi in preda alla furia. Tornato negli Inferi, ritrova Euridice, ma lei ha già bevuto le acque del Lete e lo ha dimenticato. Spinto da Caronte, beve a sua volta e trova pace nell’oblio. L’intera rappresentazione dimostra coerenza e crea un’atmosfera incantevole; gli eccezionali strumentisti e il magnifico baritono Mauro Borgioni si immergono totalmente nella musica, offrendo una serata di grande intensità. Danze, sinfonie e altri brani strumentali mettono in risalto l’intera gamma sonora della strumentazione barocca antica — che spazia da vari strumenti a corda (in particolare l’arpa e il lirone, che qui evocano la lira di Orfeo, affiancati da archi di meraviglioso nitore) fino al cornetto e alle percussioni. Il repertorio vocale è altrettanto variegato, con Mauro Borgioni che interpreta con sensibilità pagine d’amore e di lamento con una voce limpida e pura. Una canzone da osteria sfrenata e tumultuosa offre un finale sorprendente quando Caronte invita Orfeo a cercare l’oblio nelle acque del Lete. Eppure, sembra che l’invito sia rivolto a tutti noi — e forse non è solo acqua quella che dovremmo bere?
Insomma, una serata divertente con artisti eccezionali, che si è conclusa tra applausi entusiastici: cosa si può chiedere di più?
