Un piccolo festival che pensa in grande
di Ossama el Naggar
La rassegna dedicata a Rossini nella Foresta Nera offre sempre gustose rarità e giovani interpreti: quest'anno sono in cartellone Sémiramis, versione francese di Semiramide curata da Michele Carafa, La gazza ladra, L'occasione fa il ladro e Le Mariage en poste di Jean-Baptiste Weckerlin; nei cast si distinguono tre giovani italiani, Claudia Muschio, Davide Zaccherini e Ilaria Monteverdi.
WILDBAD 22-27 luglio 2026 - Nel panorama dei festival lirici europei, Rossini in Wildbad (23 luglio a 2 agosto) un caso pressoché unico. Lontano dal prestigio mondano di Salisburgo o dall’imponente macchina organizzativa del Rossini Opera Festival di Pesaro, il festival della cittadina termale della Foresta Nera ha saputo costruirsi, nel corso di quasi quarant’anni, un’identità fondata sulla ricerca musicologica, sulla valorizzazione dei giovani interpreti e su un’autentica passione per il belcanto.
Fondato nel 1989 e diretto fin dagli inizi da Jochen Schönleber, il festival prende spunto dal soggiorno di Gioachino Rossini a Wildbad nel 1856. Ma quello che avrebbe potuto essere un semplice richiamo storico è stato trasformato dal suo direttore artistico in un progetto culturale di grande respiro. Schönleber ha intuito che onorare Rossini non significava limitarsi a riproporre i titoli più celebri, bensì riportare alla luce opere dimenticate, versioni alternative, partiture inedite e repertori trascurati, offrendo al tempo stesso una preziosa palestra ai giovani cantanti specializzati nel repertorio belcantistico.
La decisione del Festival Rossini in Wildbad di inaugurare la nuova rassegna Rossini et le Belcanto en français con la prima esecuzione in forma di concerto in epoca moderna di Sémiramis, il rifacimento francese di Semiramide, ha assunto i contorni di un evento di autentico rilievo musicologico.
Commissionata per l’Opéra di Parigi nel 1860 con l’obiettivo di valorizzare le celebri sorelle Marchisio, la versione fu affidata in larga misura al fidato Michele Carafa (1787–1872), amico di Rossini. Carafa rielaborò la traduzione di Joseph Méry, concentrando l’azione sul nucleo drammatico del triangolo Sémiramis–Arsace–Assur e inserendo l’immancabile balletto previsto dalle convenzioni del grand opéra.
Si narra che lo stesso Rossini, colpito dall’esito dell’operazione, abbia esclamato: «Avete riportato in vita un morto». La nuova e pregevole edizione critica di Sémiramis, curata dal musicologo Gianmarco Rossi, sembra conferire ulteriore credito a questa celebre affermazione. Un colloquio con lo stesso Rossi ha inoltre rivelato l’esistenza di numerose altre versioni francesi di opere del repertorio belcantistico. Esse potrebbero costituire la base per futuri progetti editoriali e teatrali, aprendo una prospettiva di straordinario interesse per studiosi e appassionati.
Sul piano musicale il livello si è mantenuto costantemente elevato. Direttori quali José Miguel Pérez-Sierra (La gazza ladra) e Andriy Yurkevych (Sémiramis) hanno offerto letture stilisticamente impeccabili, sostenuti dall’Orchestra e dal Coro della Filarmonica Szymanowski di Cracovia, protagonisti di esecuzioni caratterizzate da trasparenza, precisione ritmica ed eleganza.
Uno dei maggiori punti di forza del festival rimane tuttavia la qualità del cast. Wildbad continua infatti a confermarsi come uno dei più importanti vivai del canto rossiniano. Accanto ad artisti ormai affermati, come Diana Haller e Marina Viotti, si sono distinti giovani interpreti destinati con ogni probabilità a importanti carriere internazionali: Claudia Muschio, Davide Zaccherini, Nathanaël Tavernier, Patrick Kabongo, Ilaria Monteverdi e Juliette Amirault, solo per citarne alcuni.
Tre giovani cantanti italiani si sono distinti in modo particolare, lasciando intravedere carriere di primissimo piano: Claudia Muschio, Davide Zaccherini e Ilaria Monteverdi.
La bresciana Claudia Muschio (nata nel 1995) è stata una Ninetta di eccezionale livello nella Gazza ladra, rivelando tutte le qualità del grande soprano rossiniano. La sua voce coniuga un timbro personalissimo e di rara avvenenza con un registro acuto luminoso e disinvolto, una coloratura impeccabile e trilli di sorprendente naturalezza, mai artificiali o meccanici. Non meno notevoli sono risultati il suo carisma scenico, la naturale presenza teatrale e una recitazione spontanea e priva di manierismi, capaci di rendere profondamente commovente il calvario della giovane Ninetta. È difficile non prevedere per questa artista un avvenire di assoluto rilievo.
Il forlivese Davide Zaccherini (nato nel 1996) si è imposto come la vera rivelazione dell’Occasione fa il ladro. Ha dato prova di una versatilità fuori dal comune, eccellendo in due idiomi tenorili rossiniani profondamente diversi. Se Isacco è essenzialmente un ruolo di carattere, che richiede un’emissione volutamente più nasale e penetrante, Alberto esige invece l’eleganza, l’agilità e la raffinatezza lirica proprie di un autentico tenore di grazia. Zaccherini ha affrontato entrambe le scritture con identica sicurezza. Dotato di un timbro particolarmente seducente, di un registro acuto luminoso e disinvolto e di una tecnica belcantistica pressoché irreprensibile, ha dato vita a un Alberto di irresistibile fascino. La sua recitazione naturale, l’innato senso del comico e il fraseggio di grande eleganza lo impongono all’attenzione come un artista di eccezionale talento, la cui carriera merita di essere seguita con il massimo interesse.
Palermitana, Ilaria Monteverdi (nata nel 2001) ha conquistato il pubblico nei panni di Berenice nel’Occasione fa il ladro, conferendo all’eroina una coloratura tersa e cristallina, acuti duttili e un timbro lirico di rara avvenenza. La cavatina «Vicino è il momento» ha coniugato impeccabile finezza vocale e una convincente caratterizzazione di una giovane donna intelligente, indipendente e dotata di autentica personalità scenica
Anche sul piano registico Jochen Schönleber ha confermato le proprie qualità. Le sue produzioni hanno evitato sia il tradizionalismo museale sia le provocazioni gratuite, privilegiando invece una lettura intelligente, rispettosa del testo e teatralmente efficace. Che si trattasse della graziosa leggerezza di Le Mariage en poste (opéra-comique di metà Ottocento di Jean-Baptiste Weckerlin in prima ripresa moderna), della brillante comicità dell’Occasione fa il ladro o dell’ambientazione anni Cinquanta della Gazza ladra, ogni spettacolo ha dimostrato come sia possibile rinnovare un’opera senza tradirne lo spirito.
Ma forse l’aspetto più affascinante di Rossini in Wildbad risiede proprio nella sua atmosfera. Il tradizionale concerto inaugurale nel bosco, il Waldkonzert, circondato dagli alberi del Sommerberg e frequentato insieme dagli abitanti del luogo e dagli appassionati provenienti da tutta Europa, riassume perfettamente l’identità del festival: un evento internazionale che non ha mai perso il legame con il proprio territorio.
In un’epoca in cui molti festival sembrano inseguire esclusivamente il prestigio mediatico e il divismo, Rossini in Wildbad continua a ricordare che la scoperta rappresenta ancora uno dei piaceri più autentici della vita musicale. Grazie alla lungimiranza di Jochen Schönleber, il festival è oggi uno dei più importanti centri europei dedicati non solo a Rossini, ma all’intero universo del belcanto.
foto Patrick Pfeiffer (La gazza ladra)
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Vienna, La gazza ladra, 25/11/2022
Pesaro, La gazza ladra, 10/08/2015
Palermo, Semiramide, 14-15/03/2026
