Etica e speranza
Editoriale, 2025: le segnalazioni dell'Ape musicale
Editoriale, il Teatro nel 2025
Editoriale, un anno di musica a Torino
Editoriale, 2025: la fine di Rai5?
Editoriale, Venezi, Venezia e il dovere dell'informazione
Dai confronti consuntivi nella redazione sull'anno appena trascorso emerge un panorama ricco di soddisfazioni e speranze [le segnalazioni dell'Ape musicale]. I nomi di artisti degni di nota sono molti, numerosi quelli giovani e italiani di nascita, adozione o elezione, sottolineatura che non vuole assumere connotati nazionalistici o autarchici: al contrario, si tratta di portare in primo piano la responsabilità di un patrimonio immateriale fatto di persone che meritano cura e rispetto.
Il riconoscimento della Pratica del canto lirico all’italiana come Patrimonio immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco è stato di fatto travisato nella narrazione ufficiale come un riconoscimento “all’opera italiana”. Vale a dire che dalle persone, dal lavoro intellettuale artistico e artigianale di tutte le professionalità legate all’opera e al canto (e quindi anche strumentisti, direttori, registi, scenografi, costumisti, studiosi, macchinisti, docenti, sarti, critici, danzatori, coreografi, maestri preparatori e di sala… senza dimenticare il pubblico) si è passati a un generico, superficiale orgoglio cristallizzato, dalla necessità di politiche serie in favore dell’arte e di tutti i lavoratori a essa legati allo sfornare mappazzoni nazional popolari per crogiolarsi passivamente nella retorica e nell’idea che Rossini, Verdi e Puccini siano amati in tutto il mondo. Basta? Non ci pare, se non si affrontano alcuni punti nodali, che vedono strettamente legati legislatura e mentalità comune.
- Il contratto degli artisti freelance - vale a dire la maggior parte dei nomi che vediamo in evidenza nelle locandine di opere e concerti - è anacronistico e inadeguato; non considera i periodi di prove (che, come lo studio di una parte, comportano spese anche importanti) né li tutela in caso di malattia o cancellazione delle recite. Il contratto degli artisti stabili - a partire da orchestre e cori - è parimenti troppo datato e da più parti si segnalano tensioni, stipendi inadeguati, mancanza di stabilità. Non dimentichiamo ad esempio, per quanto riguarda le tutele sul lavoro, le proteste degli artisti del coro dell'Arena di Verona per i forti disagi vissuti durante la produzione di Nabucco con la regia di Stefano Poda.
- Il Nuovo Codice dello Spettacolo che il governo sta elaborando presenta numerosi punti critici, fra cui una preoccupante prospettiva di ingenerenza artistica sia nelle scelte di programmazione (in favore di un repertorio italiano più tradizionale) sia nella gestione stessa delle istituzioni musicali, nei quali l'intervento diretto del ministero assume un ruolo preponderante.
- Il caso Venezi alla Fenice non è ancora risolto e ha messo in evidenza questioni fondamentali e incontrovertibili legate al merito e alle ingerenze extra artistiche, ma anche un preoccupante brodo di coltura di disinformazione e distorsione dei fatti, volontarie o legate alla mancanza di specifiche competenze. Non va invece dimenticato che questa è la punta di un iceberg e che crisi e controversie ricorrono, purtroppo, nei nostri teatri (basti pensare ai mesi attesi per la riconferma del sovrintendente Polo a Trieste, o alle diatribe intorno alle nomine al San Carlo, solo per fare due esempi). Editoriale, Venezi, Venezia e il dovere dell'informazione
- I casi di inchieste e procedimenti giudiziari per episodi (e in qualche caso le accuse sono di prassi) di corruzione all’interno di alcuni conservatori seguiranno, ovviamente, il loro iter, nondimeno si tratta di una questione da non trascurare, tanto più che riguarda non solo istituzioni pubbliche, ma anche il lavoro dei docenti e la formazione di nuove generazioni.
- Rai 5 e stata dismessa, se non la forma, nei fatti, a conferma di un percorso distruttivo che potrebbe non aver ancora trovato il suo epilogo. Editoriale, 2025: la fine di Rai5?
- Una diffusa narrazione che previlegia la singolarità dell'evento e il suo impatto emotivo determina, fra le altre conseguenze legate alla prevalenza dell'occasionalità su una sistematicità culturale, il rischio del prevalere dell'arbitrio momentaneo su una libertà data dalla competenza. Ciò è evidente soprattutto nell'ambito del repertorio barocco nello iato fra assodate conoscenze musicologiche in tema di strumentazione, forme, logiche drammaturgiche e scelte esecutive anche in palese contraddizione. In ogni caso, sarà necessario guardarsi da ogni forma di iconocrazia e iconolatria che di fronte alla supremazia dell'immagine e dell'apparenza può offuscare l'essenza.
Verona, il disagio dei lavoratori dell'Arena
Comunicato sindacale dai lavoratori dell'Arena di Verona
Venezia, comunicato sindacale dei lavoratori della Fenice
Editoriale, fatti e mistificazioni intorno alla Fenice
Editoriale, 2025: la fine di Rai5?
