L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Grande musica, fra Regio e Rai

di Alberto Ponti

Il 2025 che sta per chiudersi può definirsi in ultima analisi, a Torino, un anno di alto livello.

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Tra i protagonisti segnaliamo in primo luogo Andrea Battistoni, che da una giovanile irruenza sembra attestarsi su visioni interpretative più meditate e mature, evidenti non solo nella Terza Sinfonia di Saint-Saëns eseguita a gennaio con l'Orchestra Sinfonica Nazionale ma anche, sul versante operistico, in due opere assai differenti tra loro quali Andrea Chénier di Umberto Giordano e Francesca da Rimini di Riccardo Zandonai, portate entrambe in scena sul palcoscenico del Teatro Regio, di cui il maestro veronese è stato di recente nominato direttore musicale. Se il primo titolo, nell'allestimento di Giancarlo del Monaco e forte di un impeccabile Gregory Kunde nel ruolo principale, chiude infatti a giugno la scorsa stagione con un dramma popolare a forti tinte che pare fatto apposta per l'istrionico temperamento di Battistoni, il secondo, chiamato ad aprire la presente stagione 2025-26, consente alla sua bacchetta di mettere in luce con maggior efficacia le numerose sottigliezze della scrittura. Nonostante il successo di stima nei confronti degli esecutori, su cui spiccano il tenore Marcelo Puente (Paolo), il soprano Barno Ismatullaeva (Francesca) e il baritono George Gagnidze (un arrembante e convincente Gianciotto Malatesta), l'opera soffre indiscutibilmente della presenza solo a sprazzi di momenti di autentica ispirazione non viziata da ambizioni intellettuali, cui in parte rimedia l'avvincente regia firmata da Andrea Bernard, e per tale caratteristica intrinseca non restituisce forse appieno al grande pubblico tutto lo sforzo e lo scavo sulla partitura compiuto dal maestro concertatore. E poiché nella vita gli esami non finiscono mai, non rimane che attenderlo sul temuto banco di prova della Tosca pucciniana che, con la regia di Stefano Poda, sarà nel prossimo mese di giugno 2026 l'ultimo spettacolo prima della pausa estiva.

Una sorta di ulteriore cross reference tra Regio e Auditorium di via Rossini chiama in causa il coro del massimo teatro cittadino che, oltre a brillare tra le mura di casa propria, rifulge, per il comparto femminile, sotto la guida dell'esperto Ulisse Trabacchin, nel firmamento di The Planets di Gustav Holst (che mancavano alla Rai dal lontano 1957) diretti da John Axelrod sempre a gennaio con l'Orchestra Sinfonica Nazionale, in una serata in cui il duttile direttore texano si fa apprezzare anche nel complesso Rendering di Schubert/Berio.

Se fino a una decina di anni fa lo avremo definito una promessa, in un settore come la direzione d'orchestra dove è assai più difficile emergere in veste di enfant prodige rispetto ad uno strumentista, ora Pietari Inkinen è un'ottima realtà e il finlandese classe 1980 non fa rimpiangere l'indisposto Andrés Orozco-Estrada quando, a febbraio, è chiamato a sostituirlo in una tanto fiammeggiante quanto misteriosa Sinfonia di Leningrado di Šostakovič.

Il direttore principale dell'OSN ritorna alla ribalta nel corso della primavera dapprima con la Scozzese di Mendelssohn e la Symphonie espagnole di Édouard Lalo in coppia con la violinista ventitreenne Maria Dueñas, altro nome da tenere d'occhio per il futuro, e poi in un'incursione nel repertorio novecentesco di Debussy (Prelude a l'apres midi d'un faune), Respighi (La boutique fantasque) e Stravinskij (Le sacre du printemps), distinguendosi per lucidità, stile e impronta personale. Parte del merito va ovviamente anche all'Orchestra Sinfonica Nazionale, autentica eccellenza del nostro paese, in grado di suonare sotto qualsiasi direttore plasmandosi alle sue idee ed esigenze, come avviene, ancora sotto la bacchetta di Orozco-Estrada nella recente performance a inizio ottobre, per l'inaugurazione della stagione 2025-26, della grandiosa Terza Sinfonia di Mahler, che ha riempito la sala con un affollamento che non si vedeva da tempo.

Seguiti e applauditi sono stati i concerti diretti da Robert Treviño, con programmi impegnativi e capaci di instaurare un particolare magnetismo tra pubblico e interpreti a partire sempre da Mahler (Sinfonia n. 9) per arrivare alla recente Ottava di Bruckner, passando per la decisamente meno nota Sinfonia n. 2 di Edward Elgar. Accanto a Treviño, in marzo, un solista del calibro di Augustin Hadelich, imbracciando un Guarneri del 1744 appartenuto nientemeno che a Henryk Szeryng, si conferma tra i protagonisti del violino di oggi con un'impressionante esecuzione del Concerto di Čajkovskij.

Altri giovani affermati a livello internazionale che hanno fatto la propria apparizione e lasciato il segno all'Auditorium 'Toscanini' sono stati Marc Bouchkov ancora al violino (Concerto di Sibelius) e Nikolai Lugansky e Marie-Ange Nguci al pianoforte (rispettivamente nel temibile Concerto n. 3 di Prokof'ev e nella altrettanto ardua Burleske di Richard Strauss).

Non è una novità la maestria di Fabio Luisi, chiamato a inizio giugno sul podio per l'Incompiuta di Schubert e la Settima di Bruckner, entrambe indagate a fondo con un controllo assoluto del mezzo sonoro e del gesto in un'interpretazione intrisa di profonda tensione e drammaticità.

Un altro musicista che non ha bisogno di presentazioni è Kirill Petrenko, ospite ad ottobre con un impaginato raffinatissimo: Janáček (le rare Lachische Tänze), Bartók (suite da Il mandarino meraviglioso) e Beethoven (Sinfonia n. 2). Petrenko dipana le fila di brani tanto diversi senza alcuna concessione retorica, con una scansione del fraseggio vicina alla perfezione, vivacità agogica, esattezza di articolazione e velocità elettrizzante che riesce ad imprimere agli elementi dell'orchestra torinese allo stesso modo in cui crea un suo tratto individuale con i Berliner Philarmoniker che guida di consueto. Se, incredibilmente, le due date con Petrenko sono lungi dal far registrare il tutto esaurito, il richiamo di Antonio Pappano e della London Symphony, ai quali è affidata l'apertura di MiTo Settembre Musica, è destinato ad avere maggior presa sul pubblico, che riempie l'auditorium del Lingotto fino all'ultimo dei posti disponibili, all'interno di una rassegna che, di fronte a una cospicua riduzione degli appuntamenti rispetto a qualche anno fa, nell'ultima edizione ha saputo alzare la qualità degli stessi. Pappano e la LSO danno così vita a una serata memorabile, spaziando da Rossini (Ouverture da Semiramide) e Chopin (Concerto n. 2 con il pianoforte del coreano Seong-Jin Cho, dal suono sofisticato e ricco di chiaroscuri) fino a Šostakovič (la scoppiettante e irriverente Sinfonia n. 9) e Victor De Sabata (il quasi sconosciuto poema sinfonico Juventus), affrontando ogni brano con impeccabile messa a punto timbrica e dinamica, intonazione mirabile e intesa assoluta tra i vari reparti, grazie anche alla prestazione delle prime parti, eccezionali negli interventi solistici.

Spostandoci nuovamente sul palcoscenico del Regio, la rappresentazione di Rigoletto di Verdi, nella colorata versione scenica di Leo Muscato, trae la sua forza dalla direzione di Nicola Luisotti e della Gilda impersonata da Giuliana Gianfaldoni, voce non potente ma versatile e ricercata. In maniera analoga, nella Dama di picche di Čajkovskij, andata in scena ad aprile in un nuovo allestimento di Sam Brown in coproduzione con la Deutsche Oper di Berlino, emergono Valentin Uryupin sul podio, capace di mantenere tempi serrati in tre ore abbondanti di musica, e un cast tutto slavo (con la Liza di Zarina Abaeva e il German di Mikhail Pirogov) eccetto la Contessa di Jennifer Larmore.

Notevole successo riscuote infine il recente (novembre) mozartiano Ratto dal serraglio: regia molto tradizionale, coppia di protagonisti non perfetti ma volenterosi (Olga Pudova come Konstanze e Alasdair Kent come Belmonte) affiancati dalla travolgente Blonde di Leonor Bonilla, e infine preziosa e attenta concertazione di Gianluca Capuano. Un mix di ingredienti semplici ma efficaci che, una volta di più, dimostra di funzionare.

Torino, concerto Treviño/OSN, 04/12/2025

Torino, Francesca da Rimini, 21/10/2025

Torino, concerto Petrenko/OSNRai, 16/10/2025

Torino, concerto Orozco-Estrada/OSN Rai, 09/10/2025

Torino, concerto Cho/Pappano/LSO, 02/09/2025

Torino, concerto Luisi/OSNRai, 05/06/2025

Torino, Pikovaya Dama, 16/04/2025

Torino, concerto Hadelich/Robert Treviño/OSNRai, 21/03/2025

Torino, concerto Nguci/Albrecht/OSNRai, 20/02/2025

Torino, concerto Inkinen/OSNRai, 06/02/2025


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