L'acconto del Welfare non erogato spiegato meglio
Riceviamo per conoscenza e volentieri pubblichiamo
Al Presidente della Regione
Al Sindaco di Venezia
AL Prefetto
Al Sovrintendente
con preghiera di trasmissione ai Componenti del Consiglio di Indirizzo
Agnese Lunardelli
Luigi De Siervo
Alessandro Tortato
Maurizio Jacobi
Cari Signori,
per un momento non vogliamo parlare della nomina della Direttrice Beatrice Venezi, per un momento vogliamo che proviate a comprendere meglio, e nel senso più concreto possibile, quali sono le conseguenze di un vostro preciso atto: quello della sospensione dell’acconto welfare alle lavoratrici e ai lavoratori del Teatro La Fenice.
Partiamo da lontano.
Il CCNL delle Fondazioni lirico sinfonico è fermo da oltre 20 anni, solo nel 2024 abbiamo ottenuto un adeguamento che per darvi una idea ha portato mediamente un aumento di 40€ lordi mensili a fronte di una perdita di potere d’acquisto del 40 %.
Nel 2018, la Direzione del Teatro, consapevole che gli stipendi fermi agli anni 90 (1900) sono poco meno che ridicoli, ha proposto di utilizzare l’unico metodo consentito dalla legge per aiutare i lavoratori ad arrivare dignitosamente a fine mese (non a comprare la casa in montagna).
Questo metodo è rappresentato dal WELFARE quindi un pagamento non monetario ma in servizi tra i più disparati. Un metodo che, lo ammettiamo, inizialmente ci ha lasciati interdetti, confusi, insoddisfatti: se dopo 20 anni di attesa ti propongono servizi invece che l’aumento dovuto, il minimo che un lavoratore possa pensare è…non è giusto.
Tuttavia non potendo scegliere altre strade e accettando la caparbietà della Dirigenza, abbiamo imparato a conoscere questo mezzo di aiuto: diciamolo una sorta di sussidio. Un sussidio che non potrà mai sostituire un adeguamento ISTAT all’inflazione dell’ultimo trentennio ma quantomeno utile.
Ogni anno dal 2019 poco prima di Natale arriva l’acconto, dopo che il CDI ha valutato in buono stato la previsione di Bilancio dell’anno in corso.
Circa 300 famiglie attendono ogni anno questa boccata di ossigeno. Ossigeno che avete deciso di NON garantire e per spiegarvelo ancora una volta non ci aiuterete a:
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Pagare le rette dall’asilo nido
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Pagare la spesa settimanale;
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Pagare l’ assicurazione medica che PURTROPPO è divenuta indispensabile;
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Pagare tasse scolastiche o universitarie;
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Acquistare libri di testo;
Etc etc etc
Sappiamo bene che il welfare:
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non è oggetto di un accordo sindacale scritto;
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non fa parte del trattamento economico stabile;
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non è inserito nel contratto di secondo livello.
Sappiamo che la Fondazione può sospenderlo senza violare formalmente la legge, ma avete deciso di voltare le spalle a circa 300 famiglie, vorremmo essere sicuri che lo abbiate compreso. Ciò che avete deciso, sarà anche legale ma moralmente non è giusto e strategicamente non lungimirante.
Siamo l’unica AZIENDA di cui vi preoccupate economicamente a quanto pare, perché non abbiamo mai sentito di ritorsioni in altre partecipate dopo uno o più scioperi.
E’ utile ricordare forse che una giornata di sciopero è una giornata NON retribuita (non ci pagate insomma) e quando scioperiamo esercitiamo un nostro diritto: non possiamo smettere di pensare con la nostra testa e come Amministratori francamente dovreste essere fieri di questo. Siamo stati informati in riunione che il bilancio di quest’anno non ha subito alcuna pesante variazione rispetto alla previsione di elargizione welfare perciò tecnicamente sostenibile.
Cogliamo l’occasione per augurare al Neo eletto Presidente Stefani un buon lavoro con il sincero auspicio di vederla spesso a Teatro in modo che possa toccare con mano la professionalità che tutto il mondo ci invidia ma che il Sindaco e il CDI hanno deciso di punire.
Venezia, 25 novembre 2025
TEATRO LA FENICE
LA RSU
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