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Valčuha e Prosseda in concerto

 

CONCERTO SINFONICO

DIRETTO DA JURAJ VALČUHA

Direttore JURAJ VALČUHA

 

Pianoforte ROBERTO PROSSEDA

 

Orchestra del Teatro Comunale di Bologna

 

Felix Mendelssohn-Bartholdy

Concerto per pianoforte e orchestra in sol minore n. 1, op. 25

 

Roberto Prosseda, pianoforte

 

Sergej Vasil’evic Rachmaninov

Sinfonia n. 2 in mi minore, op. 27

 

 

Giovedì 30 aprile 2015, alle ore 20.30, all’Auditorium Teatro Manzoni di Bologna, il Maestro Juraj Valčuha dirige l’Orchestra del Teatro Comunale nel quinto appuntamento della Stagione Sinfonica 2015.

Juraj Valčuha, dopo lo strepitoso successo di critica e di pubblico ottenuto con la recente direzione di Jenufa di Leos Janacek, torna a dirigere l’Orchestra del Teatro Comunale nel secondo e ultimo dei suoi concerti per la Stagione Sinfonica in corso.

Solista d’eccezione nel Concerto per pianoforte e orchestra in sol minore n. 1 di Felix Mendelssohn-Bartholdy sarà il grande pianista italiano Roberto Prosseda, divenuto famoso a livello internazionale in seguito proprio alle sue incisioni Decca dedicate a musiche inedite di Felix Mendelssohn, tra cui quella con il Concerto in mi minore con Riccardo Chailly e la Gewandhaus Orchester.

Il programma del concerto prevede, dopo l’esibizione di Prosseda nel Concerto per pianoforte e orchestra di Mendelssohn, l’esecuzione della Sinfonia n. 2 in mi minore, op. 27 di  Sergej Vasil’evic Rachmaninov.

“Nipote del filosofo illuminista Moses Mendelssohn, rampollo di una famiglia dell’alta borghesia tedesca e giovanissimo amico dell’anziano poeta Johann Wolfgang von Goethe, Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847) crebbe in un ambiente raffinato e colto. Musicista versatile, fu compositore, direttore d’orchestra, pianista, ma anche scrittore, manager musicale e pittore.

La genesi del Concerto per pianoforte e orchestra in Sol minore op. 25 risale agli anni del grande viaggio di formazione intrapreso dal musicista tedesco poco più che ventenne. Come un rituale iniziatico, congedatosi da Goethe a Weimar purtroppo per l’ultima volta, nella primavera 1830 comincia per Mendelssohn il grand tour attraverso le principali città d’Europa. […] L’opera, terminata durante il viaggio di ritorno verso Monaco di Baviera nell’autunno 1831, è dedicata a Delphine von Schauroth, giovanissima ed eccellente pianista con cui Mendelssohn aveva intrecciato in quei mesi una liaison amoureuse. […] La prima esecuzione ebbe luogo alla presenza di Federico Guglielmo III di Prussia il 17 ottobre 1831 in un grande concerto a favore dei poveri di Monaco. Il programma della stessa serata prevedeva anche la Sinfonia n. 1 in Do minore op. 11 e l’Ouverture op. 21 per Ein Sommernachstraum. Sul podio, nella triplice veste di pianista, direttore e compositore, con la sua piccola bacchetta inglese figurava Mendelssohn stesso. Archiviato il successo bavarese, Felix parti alla volta di Parigi, dove il suo Concerto fu eseguito in forma privata da Franz Liszt in una sala presso la casa di pianoforti Erard.

Fu solo a Londra, patria d’elezione ove Mendelssohn giunse per la seconda volta nella primavera del 1832, nell’ultima tappa del suo viaggio, che il Concerto op. 25 fu replicato piu volte: nell’occasione, il compositore era accompagnato dall’orchestra di professionisti della Philharmonic Society. Infine il Concerto fu eseguito anche da Fanny in una delle sue rarissime apparizioni pubbliche, un recital di beneficenza tenutosi a Berlino il 19 febbraio 1838.[…]”.

“Il clima di agitazione e i crescenti tumulti che andavano dilagando a Mosca e la conseguente precarietà del lavoro indussero Sergej Rachmaninov (1873-1943), nell’autunno del 1906, a lasciare la Russia e stabilirsi, insieme alla famiglia, a Dresda. […] Rachmaninov aveva in mente una nuova sinfonia che riscattasse l’insuccesso della precedente. L’esecuzione della prima, il 15 marzo 1895 a San Pietroburgo, affidata all’orchestra diretta da Aleksandr Glazunov, era stata infatti un fiasco clamoroso, oggetto di feroci attacchi da parte del pubblico e della critica. In seguito a questo episodio, era iniziato per Rachmaninov un lungo periodo di depressione. […].

La Seconda sinfonia op. 27 comincio dunque a prendere forma nelle stanze della Garten Villa verso la fine del 1906. […] Durante il soggiorno estivo nella residenza di famiglia a Ivanovka, dove nel frattempo venne alla luce Tatjana, sua secondogenita, Rachmaninov lavoro all’orchestrazione, ma la composizione poté dirsi terminata soltanto ai primi di gennaio 1908, a pochi giorni dal debutto. La nuova sinfonia fu eseguita sotto la direzione del compositore per la prima volta l’8 febbraio di quell’anno a San Pietroburgo insieme al Concerto per pianoforte in La minore op. 16 di Edvard Grieg suonato da Aleksandr Ziloti, suo cugino per parte di padre.

Due settimane dopo nella Sala della Nobiltà a Mosca, nel triplice ruolo di compositore, direttore e pianista, Rachmaninov diresse di nuovo la sinfonia e si esibì nel suo Secondo concerto per pianoforte e orchestra op. 18. Dopo la débâcle della Prima sinfonia arrivo il momento del riscatto. […] Nel dicembre dello stesso anno la sinfonia gli frutto il premio Glinka.

Erede della tradizione sinfonica tardo-romantica, Rachmaninov  compose un lavoro di dimensioni molto ampie e di forte impatto emotivo. Inserita in una perfetta architettura pervasa da un intenso lirismo, l’opera presenta alcune caratteristiche tipiche della scrittura del compositore russo, come l’impiego della forma ciclica e la citazione reiterata del motivo della sequenza Dies irae. L’opera si

articola nei quattro movimenti canonici. […]”.

dal programma di sala a cura di Silvia Urbani