L’ape musicale

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Prêtre: cinquant'anni alla Scala

Il 22 febbraio il grande Maestro festeggia 50 anni di attività alla Scala dirigendo un concerto straordinario con la Filarmonica e Rudolf Buchbinder al pianoforte

Il 22 febbraio 2016 il Teatro alla Scala omaggia il Maestro Georges Prêtre con un concerto straordinario con la Filarmonica della Scala e il pianista Rudolf Buchbinder. Nella scorsa stagione il Teatro aveva dovuto cancellare gli eventi celebrativi organizzati per il 90° compleanno dell’artista, nato a Waziers (Francia) il 14 agosto 1924, in seguito un incidente in cui il M° Prêtre aveva riportato la frattura del femore.

Il M° Prêtre è ora ristabilito e ha dato la sua disponibilità a tornare al Piermarini a 50 anni dal suo debutto per dirigere alcuni dei brani più significativi della sua lunghissima carriera. Il concerto si aprirà con l’ouverture da Egmont di Beethoven diretta dal M° Prêtre e proseguirà con il Concerto per pianoforte e orchestra n° 3 di Beethoven diretto ed eseguito al pianoforte dal M° Buchbinder. Nella seconda parte il M° Prêtre dirigerà l’ouverture da La forza del destino di Verdi e il Boléro di Ravel, mentre il M° Buchbinder eseguirà la parafrasi da concerto del Rigoletto di Liszt.

Georges Prêtre, uno dei massimi direttori del nostro tempo, è legato alla Scala, ai suoi musicisti e al suo pubblico da un rapporto strettissimo cresciuto in 50 anni di attività insieme. Prêtre debutta infatti nel 1966 dirigendo un leggendaria produzione del Faust di Gounod con Mirella Freni, Nicolai Gedda e Nicolai Ghiaurov e la regia di Jean-Louis Barrault (ripreso nel 1977). Due anni più tardi dirige Turandot con la regia di Margherita Wallmann e, a pochi giorni di distanza, Die Walküre con Jon Vickers. Nel 1969 dirige Roméo et Juliette di Berlioz con Liliana Cosi nella coreografia di George Skibine, nel 1970 Samson et Dalila di Saint-Saëns con Shirley Verrett e Pier Miranda Ferraro, nel 1972 Carmen con Fiorenza Cossotto, nel 1973 e 1977 Pelléas et Mélisande di Debussy con la regia di Gian Carlo Menotti, nel 1975 La bohème di Puccini nella regia di Franco Zeffirelli con Luciano Pavarotti e Ileana Cotrubas (ripresa nel 1976 e 77), nel 1976 Werther di Massenet con Alfredo Kraus e Elena Obraztsova, nel 1978 Madama Butterfly e subito dopo Manon Lescaut di Puccini con Sylvia Sass e Plácido Domingo in una regia di Piero Faggioni. Ancora nel 1978 dirige il dittico raveliano formato da L’enfant et les sortilèges e da L’heure espagnole; torna nel 1981 per Cavalleria rusticana e Pagliacci, regia di Zeffirelli con Domingo e Obraztsova e nel 1982 per Les Troyens di Berlioz nella regia di Luca Ronconi. Gli ultimi impegni operistici di Prêtre alla Scala sono Turandot con la regia di Keita Asari nel 2001 e Pelléas et Melisande con la regia di Pierre Médecin, ma occorre ricordare anche gli innumerevoli concerti con l’orchestra del Teatro e con la Filarmonica, che nel 2005 gli dedica una serata speciale per i suoi “4 volte vent’anni”.


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