L’ape musicale

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pietro spagnoli

Opera italiana fra Settecento e Rossini

Il grande baritono romano offre una lezione di canto barocco e classico con le arie più celebri di Gluck, Giordani, Haydn, Gassmann, ma soprattutto Mozart e Rossini.

LUGO (RA) – Il festival barocco Purtimiro volge al termine e mercoledì 28 dicembre al Teatro Rossini alle 20.30 ecco il suo penultimo appuntamento, l'attesissimo recital del grande baritono Pietro Spagnoli in duo col pianista Giulio Zappa, che prende il titolo “Opera italiana fra Settecento e Rossini”, con musiche di Gluck, Giordani, Haydn, Gassmann, Salieri, Mozart, Rossini. 

Pietro Antonio Arcangelo Spagnoli, baritono romano, classe 1964, sembra avere un destino barocco già all'anagrafe. La sua biografia racconta delle prime entusiasmanti esperienze nel Coro della Cappella Sistina, dove milita fino alla muta della voce, esibendosi più volte sotto la direzione di Padre Domenico Bartolucci alla presenza di Paolo VI. Lo ritroviamo in Vaticano e a Santa Cecilia a educare la prorompente voce baritonale, poi al Coro della Rai e l'affinamento con una grande maestra, Mirella Solenghi Ronconi. Quindi, vinto a soli 22 anni il Concorso Giovanni Battista Pergolesi di Roma, lo vediamo prendere il volo per una straordinaria carriera solistica che lo porta ad esibirsi in tutti teatri del mondo nel repertorio classico belcantistico, con punte d'eccellenza in Rossini, di cui è considerato fra i maggiori interpreti. 

Con la complicità del pianista monzese Giulio Zappa (già allievo di Irwin Gage) eccolo impaginare per Purtimiro un affascinante recital costruito fra barocco e classicismo, con gli highlight vocali di molti autori: si parte con la struggente aria di Paride “Oh del mio dolce ardor” dal Paride ed Elena di Gluck, per proseguire con il 'tormentone barocco' “Caro mio ben” di Giuseppe Tommaso Giordani (tanto famosa questa aria da concerto quanto sconosciuto il suo autore e le sue opere), poi la formidabile Aria di Rodomonte “Mille lampi di accese faville” dall'Orlando Paladino di Franz Jospeh Haydn, quindi l'aria di Delirio “Se di fare 'impresario” dall'Opera seria di Floriano Leopold Gassmann. Chiude la prima parte del concerto una delle arie più conosciute di Antonio Salieri, “Nell'impero di Cupido” dal secondo atto di Falstaff. Dopo l'intervallo il pubblico potrà finalmente tuffarsi nei capolavori di Mozart e Rossini: le arie più celebri da Don Giovanni e Nozze di Figaro per il salisburghese, l'aria da concerto “L'ultimo ricordo” e le due arie di Dandini e Don Magnifico dalla Cenerentola per il Cigno di Pesaro (e Cignale di Lugo).

Biglietti 7-22 euro, info 0545 38542, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., biglietteria online: www.vivaticket.it

 


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