L’ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

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TOSCA

DI GIACOMO PUCCINI

AL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

 

Jader Bignamini, direttore

Gianni Marras, regia

su libero adattamento dalla regia originale di Alberto Fassini

 

Maestro del Coro

Guido Levi, luci

Andrea Oliva, ripresa luci

Paola Crespi, adattamento costumi

Francesco Rescio, assistente alla regia

Alhambra Superchi, Maestro del Coro di Voci Bianche

 

Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna

Coro di Voci Bianche del Teatro Comunale di Bologna

Scuola di Teatro Alessandra Galante Garrone

 

Allestimento del Teatro Comunale di Bologna

Lo spettacolo è realizzato grazie al contributo della

Associazione Amici del Teatro Comunale di Bologna.

 

 

Giovedì 20 febbraio 2014, alle ore 20.00, nella Sala Bibiena del Teatro Comunale di Bologna debutta Tosca di Giacomo Puccini.

Tratta dal dramma storico La Tosca di Victorien Sardou - reso celebre dall’interpretazione che ne diede l’allora famosissima diva Sarah Bernhardt -, l’opera in tre atti di Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica - che andò in scena il 14 gennaio 1900 al Teatro Costanzi di Roma - torna sul palcoscenico del Teatro Comunale in un nuovo allestimento diretto da Gianni Marras, liberamente adattato alla messinscena che fece per il Comunale nel novembre del 1999 Alberto Fassini, regista d’opera già allievo di Luchino Visconti, scomparso nel 2005.

Con grande rispetto della drammaturgia pucciniana, il lavoro registico di Alberto Fassini ambientava la vicenda in uno spazio che, pur mantenendo tutti gli elementi indispensabili del libretto - la statua della Madonna, il quadro della Maddalena, la porta nascosta che suggerisce immediatamente l’atmosfera cupa di Palazzo Farnese, l’angelo di Castel Sant’Angelo che diventa quasi una spada di Damocle -, veniva tuttavia rivisto in chiave non oleografica.

“Basandomi sull’idea originale di Fassini - così Gianni Marrasspiega la sua regia, su libero adattamento dell’originale - che puntava non solo sul bianco e nero della scena ma anche dei contrasti emotivi dei personaggi, ho voluto sottolineare con maggior evidenza lo spessore teatrale che c’è nel teatro e nella drammaturgia di Giacomo Puccini”.

Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro Comunale debutta il giovane direttore Jader Bignamini.

Formatosi professionalmente all’interno dell’Orchestra Sinfonica La Verdi di Milano, Bignamini nonostante la giovane età si è già fatto apprezzare per il forte carisma e la personalità dirompente, che l’hanno portato in breve tempo a dirigere le più importanti orchestre italiane. Recente, e molto apprezzato, il suo debutto a Parma ad inaugurazione del Festival Verdi 2013 con la direzione del Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi.

Sulla scena, si alterneranno Ainhoa Arteta, Annalisa Raspagliosi, Tiziana Caruso nel ruolo di Floria Tosca; Stefano Secco, Massimiliano Pisapia, Ji Myung Hoon nel ruolo di Mario Cavaradossi; Raymond Aceto, Angelo Veccia, Thomas Hall nel ruolo del Barone Scarpia.

Completano il cast Alessandro Svab nel ruolo di Cesare Angelotti; Alessandro Busi nel ruolo del Sagrestano; Cristiano Olivieri nel ruolo di Spoletta; Luca Gallo nel ruolo di Sciarrone; Michele Castagnaro e Raffaele Costantini nel ruolo del Carceriere; Valentina Pucci e Alice Bertozzo nel ruolo del Pastorello.

Argomento dell’opera.

L'azione si svolge a Roma, il 14 giugno 1800, nell'atmosfera che segue la caduta della prima Repubblica Romana.

La napoleonica Repubblica Romana è appena stata abolita e sono in corso rappresaglie nei confronti degli ex repubblicani. Fra questi Cesare Angelotti, già console della Repubblica che, evaso da Castel Sant’Angelo, trova rifugio nella Chiesa di Sant’Andrea della Valle. Qui incontra il suo amico pittore Mario Cavaradossi che gli assicura aiuto e collaborazione. Il colloquio fra i due è interrotto dal sopraggiungere della cantante Floria Tosca, amante del pittore, che si lascia andare ad una scenata di gelosia perché si accorge che il volto di Maria Maddalena che Mario sta dipingendo è quello della marchesa Attivanti. Dopo essere stata rassicurata dal pittore, Tosca lascia la chiesa e i due amici fuggono via.

Il resto della storia si sviluppa intorno al personaggio del barone Scarpia, capo delle Guardie Pontificie il quale, venuto a conoscenza dell’intesa fra il fuggiasco ed il pittore, ordisce una trappola per conseguire il duplice obiettivo di sedurre Tosca e catturare Angelotti. Fa dunque arrestare Cavaradossi con l’accusa di cospirazione e poi costringe Tosca, con la promessa di un salvacondotto per il suo amato, a promettersi a lui ed a rivelare il nascondiglio di Angelotti.

Tosca cede al ricatto ma, non appena ottenuto il documento, estrae un coltello ed uccide Scarpia. Corre dunque a salvare il suo uomo ma giunge tardi perché, nel frattempo, Mario è stato fucilato. Colta dalla disperazione, Tosca si toglie la vita gettandosi nelle acque del Tevere.

Dopo la “prima” di giovedì 20 febbraio, Tosca replica venerdì 21 (ore 20, Turno C), sabato 22 (ore 18.00, Turno Pomeriggio), domenica 23 (ore 15.30, Turno Domenica), martedì 25 (ore 20, fuori abbonamento), mercoledì 26 (ore 20, Turno A), giovedì 27 (ore 20, fuori abbonamento), venerdì 28 (ore 20, Turno B), sabato 1 marzo (ore 20, Fuori abbonamento), domenica 2 marzo (ore 15.30, fuori abbonamento).

In occasione delle recite di Tosca, nel Foyer Respighi del Teatro saranno esposte le foto della prova generale dell’opera, realizzate da Rocco Casaluci.


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