L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

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Mariam Batsashvili

Mariam Batsashvili suona il primo gran coda italiano



LA STAR VENTENNE PREMIO LISZT

A PIANO CITY

PER LA GIOVENTU’ MUSICALE


Sabato 20 maggio, doppio concerto (ore 15 e 16.30)
GAM Sala da Ballo, via Palestro 16 - Milano

A Milano si ascolterà sabato 20 maggio la pianista che a soli 23 anni è già una star mondiale. La musicista georgiana Mariam Batsashvili è in rapidissima ascesa da quando ha ricevuto uno dei riconoscimenti più ambiti dai pianisti: il primo premio al concorso internazionale «Liszt» del 2014, unica donna nella storia della competizione.
Le sue qualità virtuosistiche si potranno ammirare in occasione di Piano City, grazie alla Gioventù Musicale d’Italia,fondazione che sostiene i giovani talenti e diffonde la cultura musicale fin dal 1952.

L’appuntamento del 20 maggio è nella Sala da ballo della Galleria d’Arte Moderna con due concerti, alle 15 e alle 16:30, entrambi a ingresso gratuito (con prenotazione). Non mancherà in programma Franz Liszt, accompagnato da Bach, Beethoven e Chopin.

L’evento sarà anche un’opportunità unica per ascoltare le note del gran coda Tallone, primo pianoforte da concerto italiano di proprietà della Gioventù Musicale d’Italia costruito nel 1966 dall’accordatore e artigiano Cesare Augusto Tallone.

Ingresso libero previa prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti.
Le prenotazioni vanno effettuate chiamando la Fondazione Gioventù Musicale d'Italia al numero 02-89400840 o 02-89400848 (lun-ven dalle 10 alle 18) oppure inviando una mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

MARIAM BATSASHVILI, pianoforte
PRIMO PREMIO CONCORSO INTERNAZIONALE LISZT DI UTRECHT 2014

Johann Sebastian Bach (1685 - 1750)
Concerto in re minore BWV974 (dal Concerto per oboe di Alessandro Marcello)

Ludwig Van Beethoven (1770 - 1827)
Rondo a Capriccio in sol maggiore op.129

Franz Liszt (1811-1886)
Liebesträume - Three Nocturnes S. 541

Fryderyk Chopin (1810-1849)
Andante Spianato e Grande Polacca Brillante in mi bemolle maggiore op.22


Biografia Mariam Batsashvili

A soli 23 anni, Mariam Batsashvili rientra già a pieno titolo, come pianista, tra le promesse più luminose della sua generazione. Il primo importante riconoscimento a livello internazionale Mariam se lo è aggiudicato con la vittoria, nel 2014, al prestigioso Concorso Internazionale Franz Liszt di Utrecht, dove ha vinto il Primo Premio, il Junior Jury Award ed il riconoscimento assegnato dalla stampa accreditata. “La vincitrice Batsashvili trasforma ogni frase musicale in qualcosa di speciale”, così ha scritto il quotidiano olandese NRC Handelsblad, e la giuria internazionale del Concorso l’ha definita “un’artista completa” dal “tocco meraviglioso” e pieno di “sincera emozione”.

Come vincitrice del Concorso Liszt, Mariam ha avuto l’opportunità di suonare per la prima volta con grandi orchestre, tra le quali possiamo ricordare la Dutch Radio Philharmonic Orchestra diretta da James Gaffigan alla Concertgebouw di Amsterdam (Liszt Piano Concerto No. 1), la Rotterdam Philharmonic Orchestra diretta da Rafael Payare (Tchaikovsky Piano Concerto No. 1) e la Brussels Philharmonic Orchestra (Saint-Saëns Piano Concerto No. 2). Mariam ha tenuto recitals in oltre 30 Paesi in tutto il mondo; in Cina si è esibita alla NCPA di Beijing e alla Shanghai Concert Hall e ha suonato in Corea del Sud, Indonesia, Brasile, Stati Uniti, Sud Africa, Francia, Spagna, Norvegia, Repubbliche Baltiche, Benelux e Germania. E’ stata ospite in numerosi festival internazionali, quali ad esempio il Beethovenfest di Bonn, il Festival Pianofortissimo di Bologna e il Delft Chamber Music Festival.

Mariam Batiashvili è stata scelta dalla European Concert Hall Organisation (ECHO) come ‘Rising Star’ per la Stagione 2016/17, e suonerà nelle più importanti sale da concerto d’Europa: per le Società Filarmoniche di Parigi, Colonia e Lussemburgo, per il Musikverein di Vienna, il Palais des Beaux-Arts di Bruxelles, il Müpa di Budapest, L’Auditori di Barcellona, la Stockholm Concert Hall, il Southbank Centre di Londra, la Elbphilharmonie di Amburgo, e tornerà alla Concertgebouw di Amsterdam. Mariam debutterà annche alla Wigmore Hall di Londra e alla Sala della Filarmonica di San Pietroburgo. Sarà inoltre solista con la Staatskapelle di Weimar diretta da Kirill Karabits e con l’Orchestra Filarmonica di Digione diretta da Gábor Takács-Nagy. Infine suonerà il Concerto n. 1 di Cajkovskij con la Wurttemberg Philharmonic Orchestra Reutlingen diretta da Norichika Iimori presso la Herkulessaal di Monaco.

Nata nel 1993 a Tbilisi, in Georgia, Mariam Batsashvili compie I primi studi musicali con Natalia Natsvlishvili alla E. Mikeladze Central Music School nella sua città natale. In seguito prosegue la sua formazione alla Hochschule für Musik Franz Liszt di Weimar con Grigory Gruzman. Nel 2011 si aggiudica il Primo Premio al Concorso Internazionale Franz Liszt per giovani pianisti di Weimar, e nel 2015 ha ricevuto il prestigioso Arturo Benedetti Michelangeli Award. Mariam Batsashvili è sostenuta da una borsa di studio del Deutsche Stiftung Musikleben.


Tallone, genio del suono, e il suo gran coda

Note biografiche di CESARE AUGUSTO TALLONE (1895 – 1982)

Cesare Augusto Tallone è stato uno dei più importanti accordatori e costruttori di pianoforti d’Italia.

Fu considerato uno dei più grandi accordatori viventi: Alfred Cortot, Edwin Fischer, Arturo Toscanini, Ludwig Hoffmann, Mieczyslav Horzowski e Nicolai Orloff, oltre ai più importanti insegnanti e pianisti milanesi, non volevano che lui per i propri strumenti.

La sua bravura fu tale da riuscire ad accordare separatamente cinque pianoforti per il maestro Giovanni Anfossi: riuniti nel salone di un albergo sopra Stresa, risultarono essere perfettamente identici nella serie degli armonici. In seguito a questo fatto Luisa Baccara, la pianista e compagna di Gabriele D’Annunzio, lo volle come accordatore al Vittoriale. Qui Tallone ebbe possibilità di sistemare lo Steinway di Liszt, in modo talmente sublime da ricevere dal Vate la denominazione di «artefice in costruzioni sonore».

Tallone è famoso soprattutto per essere stato l’accordatore di fiducia di Arturo Benedetti Michelangeli, che aveva conosciuto giovanissimo nel 1935 e che iniziò a seguire dal 1939 in poi.

Parallelamente a quest’attività, che richiedeva lunghi periodi di assenza in concomitanza con le tournée di Michelangeli, Tallone si dedicò ai suoi pianoforti. Costruì prima diversi modelli di pianoforte verticale; passò poi, dietro incoraggiamento del Cardinale Montini (poi Papa Paolo VI), alla costruzione del mezza coda (1954), del tre quarti di coda (1962) e infine del quartino e del gran coda (entrambi nel 1966). In tutto, dal 1949 al 1990, sono stati costruiti e venduti 718 pianoforti Tallone (405 verticali e 313 coda).

Convinto della superiorità del suono italiano, per quasi cinquant’anni della sua vita inseguì il sogno di costruire il primo pianoforte da concerto italiano, intendendo il lavoro non «in funzione di un successo personale, ma nella visione di un utile da rendere alla […] Nazione e all’arte». E così nel 1966, all’età di 71 anni, riuscì nel suo intento, realizzando il primo pianoforte gran coda per la Gioventù Musicale d’Italia.

Cresciuto e formatosi in un ambiente intriso d’arte, Tallone trovò la sua strada nella musica, affermandosi prima quale accordatore di pianoforti (per più di trent’anni collaborò con Arturo Benedetti Michelangeli) e poi quale costruttore di pianoforti (in tutto 718 strumenti, 405 verticali e 313 coda).

Cesare Augusto Tallone nacque a Bergamo nel 1895, ma all’età di quattro anni si trasferì a Milano.

Nella sua famiglia si viveva unicamente per l’arte. Fu il settimo figlio di Eleonora Tango (1864–1938), donna di straordinaria forza, fede e cultura, e del pittore Cesare Tallone (1853–1919), noto ritrattista, amato docente all’Accademia Carrara di Bergamo (fu suo allievo Pelizza da Volpedo) e poi all’Accademia di Brera, di cui divenne il direttore. Suoi fratelli e sorelle furono Guido (pittore), Ermanno (fondatore della Galleria d’Arte), Alberto (stampatore) e Giuditta (pianista e pittrice).

Nel dicembre 1914, in anticipo di leva, venne arruolato con tutti gli altri fratelli nel Regio Esercito Italiano. Fu soldato valoroso, dal forte patriottismo, concepiva «la vita come una lunga strada, fiancheggiata dalla rinuncia e dal sacrificio, con il dovere al centro».

Nelle battaglie sul Carso contrasse nel 1915 un principio di colera: finito nel Lazzaretto, riuscì a sopravvivere per miracolo, ripromettendosi fermamente di «utilizzare nel modo migliore il dono della vita». Ricevette così una licenza per rimettersi in forze.

Durante questo periodo, in cui ebbe piccole parti d’attore nella compagnia di Annibale Ninchi, avvenne un incontro che segnò il suo futuro: a Firenze ebbe modo di assistere a un concerto di Pietro Montani, che eseguiva musiche di Debussy: l’evento lo segnò a tal punto da farlo decidere a offrirsi operaio nella FIP di Alpignano (Torino), Fabbrica di Pianoforti Italiani, aperta da Francesco Romani, «il pioniere del pianoforte italiano».

Romani accolse nel 1919 Cesare Augusto come se lo avesse atteso da anni e seduta stante lo affidò ai migliori maestri. Qui il giovane ebbe modo di apprendere le diverse fasi della lavorazione dello strumento e di perfezionarsi nella difficile pinzatura degli armonium.

Venuto a conoscenza delle critiche condizioni di salute del padre, si recò in tutta fretta a Milano, ma riuscì solo ad assistere al funerale. Ritornò dunque ad Alpignano, dove nel frattempo Francesco Romani era stato ucciso nei moti rivoluzionari che agitavano l’Italia in quel periodo, mentre trasportava su un camioncino il materiale per la fabbrica.

Dopo questi funesti episodi, Tallone tornò definitivamente a Milano. Qui, grazie al fratello Alberto, fu presentato ai signori Zari, che gli fecero registrare e accordare alcuni pianoforti in via Dante, tutti venduti immediatamente dopo essere stati sistemati. In un mese il negozio si svuotò e Tallone venne invitato a Bovisio come consulente artistico. Si trasferì dunque in Brianza, dove ebbe modo di conoscere le eccezionali capacità degli artigiani del luogo. Con Cesare Augusto responsabile della Fabbrica Zari, la produzione aumentò pur rimanendo invariato il numero di operai e si segnalarono, da parte degli acquirenti, miglioramenti nell’efficienza e nella qualità del suono.

Convinto della necessità di fare sempre nuove esperienze, egli iniziò – oltre allo studio del pianoforte – quello del violino e del contrabbasso. Il rapporto con i signori Zari, che si protrasse per una decina di anni, fu molto importante poiché pose per la prima volta il problema della mancanza di un pianoforte nazionale e gli permise di entrare in contatto con tecnici tedeschi. L’esperienza fu illuminante perché Tallone poté esercitarsi in tutti gli aspetti specifici della lavorazione dei pianoforti, decidendo di studiare il tedesco e recandosi in Germania per ottenere l’attestato di accordatore.

Ritornato dalla Germania, Tallone decise di licenziarsi dalla Zari e di sposarsi con Lissy, «la tedeschina», nel 1930: «[…] fu certo un atto di fede e di coraggio, perché vicino alle nozze e senza riserve economiche […]. Ma solo in tal modo potevo avere contatti diretti col pubblico in genere e con gli insegnanti in specie: nella libera professione di accordatore, sperimentando nel vivo della produzione mondiale».

Si rivolse ai migliori insegnanti di Milano – quali Appiani, Anfossi e Lonati – diventando in poco tempo il più richiesto accordatore della città. Ebbe modo di conoscere Vittorio Maria Vanzo che, divenuto amico intimo, lo introdusse a Toscanini. Aveva rapporti d’amicizia anche con Maria Rota e la famiglia Rota-Rinaldi, oltre che con altri musicisti dell’epoca come il duo Bormioli-Semprini, Edwin Fischer e il giovanissimo Arturo Benedetti Michelangeli.

Quando il negozio si trasferì in via del Bollo, frequentatori assidui della bella sede settecentesca furono, tra gli altri, il compositore e pittore Felice Lattuada, il pittore Sora di Lecco, oltre che Benedetti Michelangeli, il duo Bormioli-Semprini e un nugolo di giovani pianisti.

La Ditta Tallone fu attiva dal 1931 al 1982, anno della morte di Cesare Augusto, con un’interruzione tra gli anni 1943-1949. Cambiò sede più volte, ma fondamentalmente rimase sempre in una posizione centrale o in prossimità del Conservatorio.


Note sul primo pianoforte gran coda italiano

La genesi del primo gran coda italiano è una storia nella storia.

La realizzazione dei primi pianoforti italiani a mezza coda fu sponsorizzata dal Concorso pianistico Bartolomeo Cristofori indetto dalla RAI nel 1955, per i trecento anni della nascita dell’inventore dello strumento. Al vincitore, Eli Perrotta, venne dato in premio un pianoforte a mezza coda costruito da Cesare Augusto Tallone.

In seguito alla grande risonanza che ebbe questo concorso, la baronessa Dorothy Lanna della Quara, presidente della Gioventù Musicale d’Italia, commissionò a Tallone il suo primo pianoforte gran coda. Lo strumento è ancora oggi di proprietà della Gioventù musicale d’Italia.

A ridosso della costruzione del primo gran coda italiano si colloca un altro importante avvenimento nella vita di Tallone: la sua collaborazione con i tecnici della ditta Yamaha.

Nel 1965, durante la tournée in Giappone di Arturo Benedetti Michelangeli, accompagnato come sempre da Tallone, la casa Yamaha notò l’eccellente assistenza e preparazione del suo accordatore. Fu così che Tallone venne invitato nella sede di Hamamatsu della Yamaha, dove fu accolto dal presidente Kawakami, che gli commissionò un pianoforte a tre quarti di coda. Soddisfatto del risultato e ritenendo che lo strumento fosse il migliore tra tutti gli esemplari di marche fuoriclasse, si decise a richiamare Tallone in Giappone per fargli dirigere la costruzione di un gran coda da concerto: la fabbricazione, grazie ai mezzi e alla prestazione dei tecnici nipponici, fu terminata in due mesi. Il pianoforte così nato venne chiamato “Tamaki Miura”, in onore della cantante giapponese che aveva ispirato Puccini nella composizione della Madama Butterfly, e in una serie di prove tecniche risultò il migliore tra quelli delle grandi marche mondiali.

Rientrato dalla tournèe in Giappone con Arturo Benedetti Michelangeli forte delle conoscenze tecniche acquisite, Tallone mise mano al sogno di tutta la vita: la realizzazione per primo pianoforte gran coda italiano da concerto.

Non è dunque un caso che questo, il gran coda della Gioventù Musicale d’Italia (n° 2244), avesse originariamente una meccanica Yamaha (in seguito sostituita con la Renner).

Lo strumento venne inaugurato il 4 febbraio 1967 alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano con un concerto del M° Mario Delli Ponti, con un programma che si estendeva da Scarlatti a Debussy, passando per Beethoven, Franck e Mussorgsky.

Nel 2016, a cinquant’anni da quella richiesta, la stessa Gioventù musicale lo ha riportato in vita, dopo un percorso accurato di restauro dell’AIARP (Associazione Italiana Accordatori Riparatori di Pianoforti. L’occasione per presentarlo al pubblico è stata il Piano City Milano. A suonarlo è stata la pianista russa Yulianna Avdeeva primo premio al Concorso Internazionale Chopin di Varsavia nel 2010.


 

 

 
 
 

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