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Lonquich in recital, tra Schubert e Rihm

Martedì 14 novembre ore 20.30, Biblioteca Centro San Domenico, a conclusione del ciclo “Ritratto d’artista” il pianista Alexander Lonquich esegue le Sonate D.625 e D.958 di Schubert associandole a Ländler di Rihm e Nella nebbia di Janáček, tra nostalgie espressioniste e suggestioni parigine. Emerge in questo programma l’originalità immaginativa di Lonquich che quest’anno ha ottenuto il Premio Abbiati dell’Associazione Nazionale dei Critici Musicali Italiani come miglior solista «per la versatilità e la costante maturazione come musicista totale che unisce l’attività solistica intensa e motivata, il lavoro come direttore d’orchestra e camerista, l’impegno in ambito didattico e l’ideazione di laboratori musical-teatrali, alcuni dedicati all’infanzia, progettati per far dialogare musica, cultura e altri linguaggi d’arte».

Schubert è autore che occupa un posto centrale nella ricerca interpretativa di Lonquich sin dagli esordi della sua brillante carriera, quando a soli sedici anni, nel 1977, vinse il Concorso Casagrande di Terni. «Schubert l’ho scoperto negli anni Settanta – afferma Lonquich – quando la sua immagine di compositore stava mutando. Da compositore intimista, capace di scrivere splendide melodie, grande autore di Lieder nonché d’importanti opere da camera e sinfoniche ma pur sempre ritenuto per così dire “bucolico”, si stava scoprendo – grazie a pianisti come Brendel e Richter, a certi direttori d’orchestra, ai contributi della musicologia storica – un altro Schubert; cioè un autore segnato da un pessimismo abissale, da una visione profondamente drammatica dell’esistenza che egli sapeva esprimere in maniera unica anche nelle forme lunghe». È lo Schubert delle ultime Sonate che arriva a nuova sintesi degli stilemi sonatistici tradizionali, con sorprendenti intuizioni formali, armoniche e tecniche, rintracciabili anche nella tarda Sonata in do minore D. 958. Scritta nel 1828, a pochi messi dalla morte, mostra chiare ascendenze beethoveniane ed è la più carica di appassionate irrequietezze tra le sue ultime tre Sonate. Anche nella Sonata in fa minore D. 625 – scritta dieci anni prima e incompiuta in alcune parti – si rintracciano molte impronte beethoveniane, tanto da essere definita come la “Sonata Appassionata di Schubert”.

LONQUICH III

Martedì 14 novembre ore 20.30

Biblioteca Centro San Domenico, Bologna

Alexander Lonquich pianoforte

Franz Schubert Sonata in fa minore D.625

Leóš Janáček Nella nebbia

Wolfgang Rihm Ländler

Franz Schubert Sonata in do minore D.958

Programma completo su www.bolognafestival.it. Informazioni 051 6493397

Biglietti in vendita a Bologna Welcome (Piazza Maggiore 1/E) e online su www.bolognafestival.it

Alexander Lonquich. Musicista di particolare ricercatezza, pianista e direttore, percorre con originalità un vasto repertorio, creando suggestive e inedite associazioni tra autori delle epoche più diverse. Esecuzioni filologiche dei Concerti di Beethoven, realizzate insieme all’Orchestre des Champs-Elysées, lo interessano come la possibilità di intrecciare gli stili compositivi di Schumann e del contemporaneo Heinz Holliger. Alternando pianoforte e fortepiano, costruisce programmi che spaziano da C.Ph.E. Bach a Schumann e Chopin. Nel corso della sua carriera Lonquich  ha collaborato con importanti direttori, tra cui Claudio Abbado, Kurt Sanderling, Philippe Herreweghe, Marc Minkowski. Considerevole anche l’attività cameristica, svolta con musicisti come Steven Isserlis, Isabelle Faust, Christian Tetzlaff, Joshua Bell, Frank Peter Zimmermann. Come direttore-solista collabora stabilmente con l’Orchestra da Camera di Mantova, con cui ha eseguito l’integrale dei Concerti di Mozart e dal 2014 è direttore principale dell’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza (OTO), orchestra under 30 che riunisce i migliori diplomati dei Conservatori italiani. Ha diretto orchestre come Camerata Salzburg, Mahler Chamber Orchestra, Royal Philharmonic Orchestra, Deutsche Kammerphilarmonie. Come solista ha registrato pagine di Mozart, Schubert, Schumann per l’etichetta discografica EMI. Tra le incisioni realizzate con l’etichetta ECM si distinguono una antologia con musiche del compositore israeliano Gideon Lewensohn; un CD dedicato alla musica pianistica francese del XX secolo con gli Improptus di Fauré, Gaspard de la nuit di Ravel e i Préludes di Messiaen; il CD con Kreisleriana di Schumann e la Partita di Holliger; un CD interamente dedicato a Schubert con la violinista Carolin Widmann. Ai numerosi impegni concertistici, negli anni Lonquich ha affiancato un intenso lavoro in campo didattico tenendo masterclass in Europa, Stati Uniti ed Australia. Ha collaborato inoltre con l’Accademia Pianistica di Imola, l’Accademia Musicale Chigiana e la Hochschule für Musik di Colonia. Nel 2013 ha creato nella propria abitazione fiorentina, assieme alla moglie Cristina Barbuti, “Kantor-Atelier”, un piccolo spazio teatrale dove le materie a lui care – psicanalisi, musica, teatro – vengono approfondite grazie a laboratori, seminari e concerti. Tra i prossimi impegni una tournée con Philippe Herreweghe e l’Orchestre des Champs-Elysées eseguendo il Concerto per pianoforte di Schumann; una serie di concerti insieme a Lorenza Borrani (violino) e Alec Frank Gemmill (corno naturale) con pagine cameristiche di Brahms e Schumann.


 

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