L'ape musicale - rivista di musica arti cultura

 

 

 

 

 

Marina Cvetaeva

I versi di Marina Cvetaeva e le note di Rachmaninov

Russia 1917

I cent’anni che hanno cambiato il mondo

Martedì 14 novembre 2017 ore 21

Unipol Auditorium, Via Stalingrado 37, Bologna

Marina Cvetaeva

LUIGI LO CASCIO letture

ALEXANDER ROMANOVSKY pianoforte

Musiche di Rachmaninov

Dopo il grande successo della prima serata di Russia 1917 – I cent’anni che hanno cambiato il mondo, dedicata a Pasternak, che ha avuto uno straordinario consenso di un foltissimo pubblico di tutte le età –dagli studenti di Università e licei agli insegnanti, agli appassionati di letteratura e di musica – prosegue martedì 14 novembre 2017, alle ore 21, presso l’Unipol Auditorium di Via Stalingrado 37, la rassegna ideata da Musica Insieme e realizzata grazie a Gruppo Unipol, con il patrocinio del Comune di Bologna e dell’Università di Bologna, e sotto gli auspici del Centro per il libro e la lettura del Ministero dei Beni e delle Attività culturali.

Protagonisti della serata, dedicata a Marina Cvetaeva, saranno Luigi Lo Cascio, tra i più amati attori del nostro Paese, cui è affidata la lettura dei versi della poetessa russa, accompagnato al pianoforte da Alexander Romanovsky, oggi uno tra i maggiori pianisti della sua generazione. Il programma musicale sarà interamente dedicato alle composizioni di Sergej Rachmaninov. La serata sarà introdotta da Marco Bazzocchi, Professore Ordinario di Letteratura Contemporanea dell’Università di Bologna.

L’ingresso al concerto è gratuito, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Luigi Lo Cascio, attore di cinema e di teatro, acclamato dalla critica e dal pubblico per le sue indimenticabili interpretazioni in pellicole di successo, come La bestia nel cuore di Cristina Comencini, ha vinto i premi più prestigiosi, tra cui il David di Donatello per I cento passi del regista Marco Tullio Giordana. Alexander Romanovsky, dopo la vittoria al prestigioso Concorso “Busoni” nel 2001, ha dato vita a una brillante carriera internazionale che lo vede impegnato in recital e come ospite di orchestre che vanno dalla New York Philharmonic alla Filarmonica della Scala.

“Un abisso di purezza e di forza”: così Pasternak descrisse la poesia di Marina Cvetaeva. Figlia di un professore universitario e di una pianista, ella crebbe in un ambiente agiato e ricco di stimoli culturali. Allo scoppio della Rivoluzione, il marito Sergej Efron si arruolò nella Guardia Bianca, fedele allo zar, sparendo dopo qualche mese. Iniziò per la poetessa un lungo calvario di solitudine, umiliazione, lutti, esilio e profonda indigenza, che la condurrà al suicidio.

I suoi versi sono una delle testimonianze più toccanti degli eventi drammatici che hanno travolto la sua patria. Da essi emerge uno sguardo lontano dall’aspetto politico di quanto stava accadendo: non vi sono facili entusiasmi o critiche veementi, ma solo gli occhi di una donna e di una madre, che colgono il dramma della morte e della violenza. Così troviamo accostati i versi in cui invoca pietà per il figlio innocente dello zar, a quelli per le proprie figlie, vittime entrambe di un tragico destino.

Marina Cvetaeva ebbe un forte legame con la musica: «Mia madre ci inondò di musica – scriveva – come se fosse sangue, il sangue di una seconda nascita». Ai suoi versi è accostato proprio il pianoforte, nel cui timbro la poetessa riconosceva la voce stessa della madre, con il Preludio in sol minore op. 23 n. 5 e gli Études-Tableaux op. 39 di Sergej Rachmaninov. Brillanti, ma a tratti sognanti, virtuosistici, ma al contempo ricchi di melodie piene e cantabili, gli Études-Tableaux risalgono proprio a quel fatale 1917 che avrebbe mutato per sempre la vita della poetessa, ma anche quella del compositore che, così distante dalla Rivoluzione, dai suoi ideali e dalle sue violenze, avrebbe lasciato definitivamente la patria.

PER INFO: Musica Insieme Tel. 051-271932 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. –www.musicainsiemebologna.it

 

Marina Cvetaeva

LUIGI LO CASCIO letture

ALEXANDER ROMANOVSKY pianoforte

 

Poesie:

 

A Boris Pasternak

[Ai miei versi scritti così presto]

[Io ti racconterò – del grande inganno]

[Dio è giusto]

[Per una comune strada popolare]

[Azzurre come il cielo le acque]

[Coraggio, mia Lira, riconosciamolo!]

[Se l’anima è nata alata]

[A Sergej Efron]

[C’è nella mia figura – fermezza di ufficiale]

La presa della Crimea

[Oh tu, mio funghetto, bianco lattaiolo]

[Un bianco sole e basse, basse nubi]

[Non so dove sei tu e dove sono io]

[Maledetto, ti ho sciolto nel bicchiere]

[La mia strada non passa vicino alla tua casa]

Quelli delle fabbriche

Il treno della vita

Versi per il figlio

A Vladimir Majakovskij

Motivo biblico

[Spalano i mucchi di neve]

Alla memoria di Sergej Esenin

Lo so morirò al crepuscolo

Musica:

Sergej Rachmaninov:          Études-Tableaux op. 39

                                               Preludio in sol minore op. 23 n. 5

I PROTAGONISTI

 

LUIGI LO CASCIO

Luigi Lo Cascio si diploma nel 1992 all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” con un saggio su Amleto, diretto dal maestro Orazio Costa. Tra il 1992 e il 2000 lavora essenzialmente in teatro con vari registi, tra cui Giuseppe Patroni Griffi, Carlo Cecchi, Carlo Quartucci, Roberto Guicciardini ed Elio De Capitani. Nel 1995 mette in scena, presso il CSS di Udine, il suo primo testo teatrale: Verso Tebe.

Nel 2001 vince il David di Donatello come migliore attore protagonista per I cento passi (2000). Il regista Marco Tullio Giordana lo dirigerà ancora nel film La meglio gioventù (2003), che gli vale il Nastro d’argento 2004, ex aequo con tutti i protagonisti maschili del film. Nel 2001 vince la Coppa Volpi come miglior attore al Festival del Cinema di Venezia per Luce dei miei occhi di Giuseppe Piccioni.

Nel 2005, tornato al teatro, dirige ed interpreta un monologo tratto dal racconto di Franz Kafka, La Tana, di cui cura anche la riscrittura. Nel 2006 lavora con Luca Ronconi nello spettacolo Il silenzio dei comunisti, vincendo, sempre come migliore attore, il prestigioso premio UBU nell’edizione 2006-2007. Nel 2008 mette in scena lo spettacolo La caccia, una sua riscrittura di Le Baccanti di Euripide. Nel 2014 dirige e interpreta la parte di Iago in una sua riscrittura in siciliano dell’Otello di William Shakespeare.

Ha scritto e diretto il film La città ideale, presentato al Festival di Venezia nel 2012 nella sezione “La settimana della critica” e vincitore del premio Arca giovani. Come attore cinematografico ha recitato, tra gli altri, nei seguenti film: Buongiorno notte, regia di Marco Bellocchio; Mio cognato, regia di Alessandro Piva; La bestia nel cuore, regia di Cristina Comencini; Il dolce e l’amaro, regia di Andrea Porporati; Noi credevamo, regia di Mario Martone; I nostri ragazzi, regia di Ivano De Matteo; Il nome del figlio, regia di Francesca Archibugi.

ALEXANDER ROMANOVSKY

Descritto da Carlo Maria Giulini come “straordinariamente dotato”, il pianista Alexander Romanovsky è nato in Ucraina nel 1984. Intraprende lo studio del pianoforte all’età di cinque anni e a tredici si trasferisce in Italia per studiare all’Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola con Leonid Margarius. Prosegue poi gli studi presso il Royal College of Music di Londra con Dmitry Alexeev. L’affermazione a livello internazionale avviene nel 2001 con la vittoria al prestigioso Concorso “Busoni” di Bolzano. Il New York Times in quell’occasione ha scritto di lui: «È speciale, non solo possiede una tecnica straordinaria e la creatività nei colori e nella fantasia, ma è anche un musicista sensibile e un lucido interprete».

Da quel momento, Alexander Romanovsky si è esibito come solista al fianco delle più importanti compagini internazionali. Recentemente è apparso presso la Sala Grande del Concertgebouw di Amsterdam, la Sala Čajkovskij di Mosca, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e il Teatro Olimpico a Roma, e presso Asahi e Kioi Concert Hall di Tokyo, Teatro Municipal del Cile e Sala Verdi a Milano. Si esibisce regolarmente al fianco delle maggiori orchestre in Europa, Asia e America, come Filarmonica della Scala, Orchestra del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, Royal Philharmonic, Swedish Radio Symphony Orchestra, NHK Symphony Orchestra, Chicago Symphony e New York Philharmonic, diretto da Vladimir Spivakov, Valerij Gergiev, Michail Pletnëv, Vladimir Fedoseyev, Sir Antonio Pappano, Gianandrea Noseda, Diego Matheuz e James Conlon. Tra i prossimi impegni, varie tournée in Europa, Venezuela, Stati Uniti, Taiwan e Corea del Sud.

La sua discografia, che spazia da Beethoven a Brahms, Schumann e Rachmaninov è stata ampiamente acclamata dalla critica e si è arricchita con la recentissima pubblicazione di Childhood Memories. Dal 2014 ricopre la carica di Direttore Artistico del Concorso pianistico internazionale “Vladimir Krainev” di Mosca.

Fondazione Musica Insieme

Galleria Cavour 2

40124 Bologna

Tel. 051-271932

Fax 051-279278

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www.musicainsiemebologna.it


 

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