L'ape musicale - rivista di musica arti cultura

 

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Tra Mahler e Beethoven

Rai5, giovedì 22/02/2018 - 21:15

Rai5, sabato 24/02/2018 - 11:51

Rai5, domenica 25/02/2018 - 18:45

“Ora il sole osa sorgere e splendere ancora, come se una sciagura nella notte non fosse avvenuta. La sciagura è avvenuta: certo, a me solo è toccata, e il sole splende ovunque e per tutti gli altri, là fuori”. Sono gli struggenti versi che introducono il primo dei cinque Kindertotenlieder di Gustav Mahler, che l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai propone nel concerto di giovedì 22 febbraio alle 20.30 all’Auditorium “Arturo Toscanini” di Torino, in diretta-differita alle 21.15 su Rai5. 
Sconcerto, mesta rassegnazione, nostalgia, risentimento, senso di vuoto, annullamento del tempo: sono una vera e propria disamina del dolore e della sua evoluzione i “canti per i fanciulli morti”, i cinque componimenti del poeta tardoromantico Friedrich Rückert, musicati da Mahler tra il 1901 e il 1904. A interpretarli è chiamata il mezzosoprano Michele Breedt, interprete di riferimento del repertorio mahleriano, che ha collaborato con direttori come Seiji Osawa, Christian Thielemann, Franz Welser-Möst e Philippe Jordan. 
Sul podio è impegnato il direttore d’orchestra tedesco Hartmut Haenchen, cresciuto nella ex Germania dell’Est e successivamente trasferitosi in Olanda, per poi lavorare nei maggiori teatri del mondo, da Parigi a Londra, da Tokyo a Madrid, fino al debutto nel 2016 al Festival wagneriano di Bayreuth dove è stato acclamato per il suo Parsifal, che ha diretto anche nel 2017. Al suo ritorno con l’Orchestra Rai – dopo il debutto nel marzo 2016 – propone anche, sempre di Mahler, Blumine, ossia il brano originariamente concepito come secondo movimento della Prima Sinfonia del compositore boemo, successivamente espunto ed eseguito come pezzo a sé stante. La serata si chiude con la Sinfonia n.5 in Do minore Op.67 di Ludwig van Beethoven, resa celebre dal suo incipit, che una tradizione vuole essere stato definito dallo stesso compositore come “il destino che bussa alla porta”.


 

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