L’ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

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Madrigali e villanelle

rinascono le voci della Roma del primo Seicento con l'Ensemble vocale e strumentale di Musica Antica del Conservatorio "Santa Cecilia"

Sabato 3 maggio alle 17.00 "Madrigali e Villanelle nella Roma del primo ‘600" per la Stagione di Musica Antica al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali (Piazza S. Croce in Gerusalemme 9/A), nata dalla collaborazione tra il museo stesso e il Conservatorio "Santa Cecilia" e affidata alle cure di un comitato artistico composto da Maria Selene Sconci, Enrico Casularo e Andrea Damiani.

Il concerto è preceduto alle ore 16.15 da una visita guidata alla collezione di liuti, tiorbe e chitarre barocche del museo, a cura del M. Andrea Damiani.

L'ingresso al concerto è libero fino ad esaurimento dei posti. Per la vista guidata è necessario munirsi di biglietto del museo. Info e prenotazioni: tel. 06.7024153.

Dedicato alla musica a Roma nel primo Seicento, il concerto presenta una scelta di madrigali e villanelle, brevi composizioni vocali - più aulici e raffinati i madrigali, più spigliate e vivaci le villanelle - molto amate nei circoli musicali del tempo. Appartengono ad autori un tempo famosi e oggi purtroppo noti soltanto a pochi, per colpa della colpevole trascuratezza verso la scuola romana del Seicento, quando la città attraversava invece un periodo di grande splendore musicale.

Gli autori in programma sono Antonio Cifra, Domenico Crivellati, Gerolamo Frescobaldi, Gerolamo Kapsberger, Giovanni Maria Nanino, Giovanni de Macque.

Esegue l'Ensemble vocale e strumentale di Musica Antica del Conservatorio "Santa Cecilia" formato da allievi dei corsi di specializzazione in canto barocco e liuto del Conservatorio stesso, affiancati dai docenti Andrea Damiani (tiorbe, liuti e chitarre) e Angela Naccari (clavicembalo).

Molte delle musiche in programma, in particolare quelle di Antonio Cifra, sono conservate presso la Biblioteca del Conservatorio "Santa Cecilia", che può essere considerata una fonte di importanza eccezionale per questo genere di musica, ancora poco conosciuto ed eseguito, probabilmente perché i musicisti romani del Seicento sono stati per lungo tempo considerati come degli epigoni del Palestrina, restii alle innovazioni che venivano portate avanti da musicisti come Monteverdi in altre realtà musicali. La storiografia più recente ha però dimostrato come tra sedicesimo e diciassettesimo secolo Roma sia stata un centro fondamentale della nascita del moderno stile monodico, basandosi sulle solide basi della tradizione palestriniana ma sforzandosi di trovare vie nuove, caratterizzate dalla ricerca espressiva. La maggior parte dei brani che si ascolteranno sono in stile concertato, in cui le voci dialogano e si alternano in varie combinazioni sul basso continuo, che proprio secondo la tradizione della scuola romana deve avere una strumentazione ricca e variata.

Info per il pubblico e prenotazioni: Museo Nazionale degli Strumenti Musicali Piazza Santa Croce in Gerusalemme, 9/A – Roma Tel. 06.7024153


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