L’ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

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Un dipinto tra i dipinti

di Michele Olivieri

Progetto installativo realizzato negli spazi monumentali del Complesso della Pilotta di Parma suddiviso in tre anni: 2018 Il Grande Teatro del Mondo auto sacramental di Calderón de la Barca / 2019La vida es sueño auto sacramental di Calderón de la Barca / 2020La vita è sogno dramma teologico-filosofico di Calderón de la Barca. Un progetto per Parma Capitale Italiana della Cultura 2020.

Nell’auto sacramental l’uomo, che è stato definito “una sintesi della storia teologica dell’umanità” (Valbuena Prat), caduto per il peccato originale, è ripristinato nel suo rango sovrano per mezzo della Redenzione; il “sogno della vita” è qui il sogno del peccato, e la teologia conferma, a ben più alto livello, la filosofia”. Il Potere, la Sapienza, l’Amore, l’Ombra, la Luce, il Principe delle tenebre, l’Uomo, la Terra, l’Aria, il Fuoco, l’Acqua, l’Intendimento, l’Arbitrio e la Musica: queste le PERSONAS dell’auto sacramental.

L’installazione di La vida es sueño è costituita da quattordici letti ospedalieri di metallo, reclinabili, posti uno di fianco all’altro lungo la Galleria, in nitido rispecchiamento con i gruppi scultorei e le grandi tele di fine Seicento raffiguranti “Compianti”, “Deposizioni” e “Annunciazioni” e in stretto dialogo materico con l’imponente cielo-traliccio in tubi innocenti creato dall’architetto Guido Canali negli anni Settanta, all’epoca della ristrutturazione della Pilotta nel segno di uno spazio museale inteso come “sistema che deve necessariamente esporre i propri meccanismi”.

Incuneandosi tra il sogno e il risveglio, la brandina sanitaria – spogliata di materassi e lenzuola – evoca non solo il tempo sospeso dell’agonia, la fessura tra la vita e la morte, ma anche il giaciglio di contenzione manicomiale, luogo residuale in cui l’unico spazio di libertà possibile è nella vita onirica.

Sulle tre pareti espositive vuote che corrono lungo i trentacinque metri della Galleria Nord si imprimono le imagoturgie nelle quali la figura di Giobbe, dal dipinto di Antonio de Pereda presente in una sala adiacente, si sovrappone a quelle di alcuni performer dell’auto sacramental. Sono figure che, trasfigurandosi l’una nell’altra, possono comporre un nuovo dipinto, tra realtà e sogno, che comprenda entrate e uscite tra le due porte della vita. Un dipinto tra i dipinti che però avrà vita breve, solo il tempo provvisorio di una rappresentazione.

Il nostro Uomo, per l’auto sacramental, avrà i tratti di un adolescente nella medesima postura del dipinto: a tenere il coccio, la mano appoggiata al cuore e lo sguardo rivolto all’alto, a Dio. La differenza tra la fissità del quadro nella figura penitente di Giobbe e il movimento dell’Uomo/Bambino, nel corpo giovane di chi guarda verso il futuro, farà da discrimine tra libertà concessa se tradire o meno la Fede e libertà da conquistare nel progredire della vita. Quale il confine tra il libero arbitrio dell’uno e dell’altro?

LA VIDA ES SUEÑO
auto sacramental
Videoinstallazione + performance
Da Calderón de la Barca
Testo e imagoturgia | Francesco Pititto
Installazione, costumi e regia | Maria Federica Maestri
Musica | Claudio Rocchetti
Performer | Sandra Soncini, Franck Berzieri, Paolo Maccini (Ensemble Lenz Fondazione); Matteo Castellazzi, Lorenzo Davini, Martina Gismondi, Agata Pelosi, Margherita Picchi, Giada Vaccaro (Associazione Ars Canto) e Giuseppina Cattani, Maria Giardino, Elena Nunziata, Mirella Pongolini, Cesare Quintavalla, Valeria Spocci
Progetto site-specific per il Complesso Monumentale della Pilotta di Parma
Cura | Elena Sorbi
Organizzazione | Ilaria Stocchi
Assistente di produzione | Loredana Scianna
Ufficio stampa e comunicazione | Michele Pascarella
Cura tecnica | Alice Scartapacchio
Produzione | Lenz Fondazione

Ala Nord_Galleria Nazionale

Complesso Monumentale della Pilotta_Parma

fino al 22 giugno h21
(pausa 16 e 17 giugno)

INFOQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

0521 270141 / 335 6096220

 


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