L'ape musicale - rivista di musica arti cultura

 

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Maratona Beethoven con Juraj Valčuha

L’integrale delle Nove Sinfonie di Ludwig van Beethoven 

con l'Orchestra Rai in alternanza con l’Orchestra e il Coro del Teatro di San Carlo

Sabato 22 giugno al Teatro di San Carlo di Napoli a partire dalle 11

Una grande prova di “atletismo” musicale per celebrare l’immensità del pensiero sinfonico di Ludwig van Beethoven. È dedicata all’integrale delle Nove Sinfonie la “Maratona Beethoven” che l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai in alternanza con l’Orchestra e il Coro del Teatro di San Carlo propone in uno solo giorno sabato 22 giugno a partire dalle 11 al Teatro di San Carlo di Napoli nell’ambito della 30esima Summer Universiade Napoli 2019. Alla testa delle due formazioni è chiamato Juraj Valčuha, già Direttore principale dell’Orchestra Rai dal 2009 al 2016 e attuale Direttore musicale del Teatro di San Carlo di Napoli, nonché Primo Direttore Ospite della Konzerthausorchester di Berlino.

Insignito del “Premio Abbiati” 2018 come Migliore direttore d’orchestra, Valčuha collabora con orchestre quali i Berliner Philharmoniker, i Münchner Philharmoniker, l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia e la Chicago Symphony Orchestra. Nella prima metà del ciclo (ore 13) l’Orchestra Rai abbina la Seconda alla Quinta Sinfonia, mentre nella seconda (ore 18) l’Ottava alla Terza Sinfonia. Affidata invece all’Orchestra e al Coro del Teatro di San Carlo è l’esecuzione in apertura (ore 11) della Prima e della Settima Sinfonia, a metà ciclo (ore 16) della Sesta e della Quarta Sinfonia e in chiusura (ore 21) della Nona, con le voci soliste di Vida Mikneviciute, Julia Gertseva, Saimir Pirgu e Goran Jurić.

Il nome di Beethoven e la sua immensa e mai declinata popolarità sono legati indissolubilmente alle Nove Sinfonie: esse hanno assunto un valore quasi paradigmatico, come se rappresentassero, a un tempo, il riassunto dei tratti più noti della sua biografia e di quelli più significativi della sua arte. Ad eccezione della Nona, nascono lungo un arco di tempo piuttosto breve, fra il 1800 e il 1812: concentrazione particolare che spiega la qualità esemplare dell’esperienza sinfonica beethoveniana. In ciascuna sinfonia il compositore proietta una rinnovata visione di sé e del mondo, che contiene la precedente e si apre a un nuovo e più ampio sviluppo umano. Ecco perché per gli esecutori di tutti i tempi costituiscono uno dei cicli irrinunciabili, una pietra miliare collocata fra le opere d’arte che hanno fatto la storia della musica. Così come ascoltarle da semplici spettatori significa affrontare un percorso interiore che vive fuori dal tempo, nell’eterna attualità dello spirito umano.


 

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