L’ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

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SINOSSI

Il libretto di Donna di Veleni nasce da una commissione del Teatro Coccia di Novara a Marco Podda di un'opera lirica, che avrebbe dovuto incentrarsi su alcune figure di donne siciliane del diciassettesimo secolo dedite alla trasgressione e al veneficio; ma il materiale lasciatomi da Podda per immaginare un libretto fu in realtà lo stimolo per proporre, discutere con lui e poi scrivere un testo dove restarono le donne e un veneficio, ma in un contesto e con una trama del tutto diversi.

Debbo dire che mi sono appassionato a scrivere questo testo muovendomi tra letture storico-antropologiche come Il martello delle streghe dei domenicani Heinrich Institor (Kramer) e Jakob Sprenger, I processi contro le streghe del gesuita Friedrich Von Spee o La Grande Madre di Erich Neumann e le raccolte di canti popolari.

Ne è uscito un libretto, all'apparenza del tutto tradizionale, rigorosamente in rima, che trova i suoi spunti linguistici soprattutto in ottave, strambotti, stornelli del mondo popolare siciliano e calabrese e racconta una storia di genere, fortemente al femminile, in un tempo di caccia alle streghe, con le sue ossessioni sessuofobiche, che ha nel centro la figura di una donna, maga e sapiente, che sarà chiamata a risolvere i problemi di violenza e d'amore dei due protagonisti, Maria e Ruggero: Maria frutto di una colpa, e come tale a suo tempo abbandonata sulla ruota della carità pubblica di un ospedale degli innocenti, e Ruggero ricco possidente, spavaldo e possessivo, che violenta e sposa a forza Maria di cui è appassionatamente innamorato.

Sarà a questa figura di strega, alla sua saggezza anticonformista e ai suoi poteri magici che Maria e Ruggero si rivolgeranno, l'una per sfuggire alla sua sorte di donna violentata e realizzare la sua vendetta, l'altro per ottenere con un filtro magico quell'amore che Maria gli nega. Così i tre personaggi si muovono in un paese e sentimenti senza tempo, tra cori emblematici: quello degli uomini neri che impersonificano il potere di una religione istituzionalizzata, feroce e repressiva nel difendere i suoi dogmi, la sua sessuofobia e il suo disprezzo per la donna, quello dell'innocenza dei bambini abbandonati dalle madri, quello degli adolescenti sulle soglie dell'amore, e quello dei paesani che vivono tra privazioni e carestie. Tutti chiedono qualcosa alla donna dei veleni, ma ciò che le chiedono Maria e Ruggero sono due cose opposte. E la Donna di Veleni le offrirà loro in un'unica coppa; a seconda di chi e perché la berrà essa darà amore o morte. Sarà Ruggero a fare una scelta che riunirà drammaticamente questi due percorsi; e sarà poi la donna dei veleni, con la sua saggezza di Grande Madre, a prendere per mano una Maria diversa, provata e dolorante, per accompagnarla verso il suo futuro.

(Emilio Jona)


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