L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

Una giornata con Mieli, Gorno e Barbero

Passato e presente

La nascita del PCI

Rai3 ore 13:15 e Rai Storia 20:30 

Ottobre 1917. In Russia scoppia la rivoluzione. La conquista del potere da parte della fazione bolscevica diventa la nuova bussola dell’orientamento politico del partito socialista italiano. Nel 1919 i socialisti sono la maggiore forza del paese e in ottobre il loro segretario, Giacinto Menotti Serrati, decide per l’adesione alla Terza Internazionale, l’organizzazione dei partiti comunisti appena battezzata a Mosca. Comincia così la storia politica che portò alla nascita del Pci ripercorsa dal professor Silvio Pons e da Paolo Mieli a “Passato e Presente”, in onda giovedì 21 gennaio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.
In Italia, intanto, il 23 marzo 1919 Benito Mussolini ha fondato i Fasci italiani di combattimento e alla fine del 1920 comincia l’offensiva delle squadre fasciste, che dilaga con migliaia di spedizioni punitive contro le strutture sindacali, politiche e amministrative socialiste. Il 21 gennaio 1921, il Partito Socialista Italiano si riunisce al Teatro Goldoni di Livorno per il XVII congresso nazionale. Il partito è travagliato da profonde divisioni interne, tra le correnti riformista, massimalista e comunista. La frazione comunista, guidata da Amadeo Bordiga, di cui fanno parte Antonio Gramsci e Umberto Terracini, abbandona l’aula. Si trasferisce al teatro San Marco, dove viene decretata ufficialmente la costituzione del Partito Comunista d’Italia, sezione della Terza internazionale. 

Salvo D'Aquisto

Rai Storia ore 08:50 e 14:20

Dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943, l’esercito tedesco occupa il territorio italiano, mentre le nostre forze armate si disgregano. I Carabinieri sono tra i pochi militari che rimangono al loro posto, in virtù delle funzioni di polizia che devono svolgere e grazie alla loro presenza capillare sul territorio. In quei giorni concitati, a Torrimpietra, una località a 30 chilometri da Roma, un’esplosione causata incidentalmente da un gruppo di paracadutisti tedeschi durante un’ispezione, viene fatta passare per un attentato. I tedeschi rastrellano per rappresaglia 22 civili, destinandoli alla fucilazione. Il vicebrigadiere dei carabinieri Salvo D’Acquisto, di stanza in caserma, si autoaccusa dell’atto e sacrifica la propria vita per salvare quella degli ostaggi. Un personaggio raccontato dalla professoressa Isabella Insolvibile e da Paolo Mieli a “Passato e Presente”, in onda mercoledì 20 gennaio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Medaglia d’oro al valor militare, Salvo D’Acquisto diventa il simbolo della dedizione e dello spirito di sacrificio dell’Arma e il suo gesto non rimarrà isolato. Durante i venti mesi di occupazione tedesca, infatti, altri carabinieri daranno la vita per proteggere le popolazioni civili, oppure supporteranno la Resistenza e la lotta di liberazione.

Marisa Rodano Cinciari. Paura non abbiamo!

Rai Storia ore 12:00

A cento anni dalla nascita, Rai Cultura ripercorre la carriera politica di Marisa Rodano Cinciari - dalla lotta antifascista al Parlamento Europeo - con lo speciale “Marisa Rodano Cinciari. Paura non abbiamo!”, per la regia di Guendalina Biuso, in onda giovedì 21 gennaio alle 12.00 su Rai Storia.  
Esponente del partito comunista italiano, deputata, senatrice e parlamentare europea, Marisa Cinciari nasce a Roma il 21 gennaio 1921 da famiglia benestante. Con la caduta del fascismo, entra a far parte dei Gruppi di difesa della donna, impegnati nelle attività di supporto alla lotta armata partigiana.  È tra le fondatrici dell’UDI, l’Unione delle donne italiane, movimento nato ufficialmente nel settembre del 1944 a Roma, sotto l’ala del Partito Comunista Italiano, e dal 1956 al 1960 ne è Presidente Nazionale. Da sempre attivissima osservatrice della condizione femminile, diventa consigliere comunale a Roma nel 1946. Due anni dopo è eletta al Parlamento, poi ancora al Senato. Madre di 5 figli, è stata la prima donna nella storia italiana a essere eletta vicepresidente della Camera dei Deputati nel 1963. Tutta la sua vita è strettamente legata alle battaglie per la parità e i diritti delle donne. Una delle sue prime importanti battaglie, diventata proposta di legge, è quella per il diritto alla casa. Si occupa anche di lavoro minorile e d’infanzia, presentando, come prima firmataria, alcune proposte di legge per l’istituzione degli asili nido e per l’assistenza alla maternità.  
Nel 1979 entra al Parlamento Europeo nella commissione sulla condizione femminile e alcuni anni dopo ne ricopre la carica di vicepresidente. Le sue battaglie nell’ambito del parlamento europeo sono legate alle famiglie monoparentali, alla parità previdenziale e alla parità nell'acquisizione della cittadinanza. 

Tutti gli uomini del Duce

Rai Storia ore 15:00

A cura di Nicola Caracciolo (1982). Intervista a Edda Ciano e Romano Mussolini, figli di Benito.

Italiani. Golgi e Bovet

Rai Storia ore 16:00

Alla fine dell’Ottocento e agli inizi del secolo scorso, la biologia del cervello è una materia ancora agli albori. Camillo Golgi, con grande spirito pionieristico, inventa una tecnica rivoluzionaria che permette per la prima volta di osservare le cellule celebrali: la reazione nera. Una scoperta che gli varrà il Premio Nobel per la medicina, nel 1906, ex aequo con lo spagnolo Santiago Ramon y Cajal. Una storia raccontata da “Nobel Minds” per “Italiani”, con l’introduzione di Paolo Mieli. Cinquantuno anni dopo Golgi, nel 1957, il premio Nobel per la medicina verrà vinto da un altro italiano, probabilmente il più grande farmacologo del ‘900, rivendicato e conteso da più patrie: la Svizzera che gli dà i natali, la Francia dove riceve la sua formazione, l’Italia che lo adotta e gli conferisce la cittadinanza. Il suo nome è Daniel Bovet. A lui si devono importanti scoperte destinate ad alleviare le sofferenze di milioni di persone: dalle proprietà terapeutiche dei sulfamidici, alle sostanze antagoniste dell’istamina, che verranno utilizzate per trattare le allergie, alle caratteristiche anestetizzanti del curaro. 

I sette re

Rai Storia ore 17:00

Le origini di Roma si confondono nella leggenda. La tradizione, ripresa dagli storici latini di età imperiale, attribuisce la fondazione della città ad un re di origine divina, Romolo, che il 21 aprile del 753 a.C. traccia alle pendici del colle Palatino il recinto sacro che delimita il nuovo villaggio. A lui – tornato protagonista dopo il recentissimo ritrovamento di un monumento sepolcrale che potrebbe far parte della sua tomba - succedono tre re di origine latina, Numa Pompilio, Tullo Ostilio e Anco Marzio, e tre re di origine etrusca, Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo. Quest’ultimo viene cacciato nel 505 a. C. quando Roma diventa una Repubblica. I dati archeologici indicano che il Palatino, il colle su cui sorge Roma, era già occupato da un comunità di pastori nel 1000 a.C. Gli scavi hanno però rivelato la presenza delle fondazioni di un muro che delimita il colle, databile alla metà dell’VIII, l’epoca della mitica fondazione. Con la guida di Cristoforo Gorno e con l’aiuto di storici e archeologi, lo speciale di Rai Storia “I sette re” vuole riscoprire gli eventi leggendari legati alla nascita della città eterna, confrontarli con i dati scientifici e le scoperte archeologiche, comprendere e analizzare i passaggi e i motivi della fortuna di Roma.   

a.C.d.C.

Rai Storia ore 21:10

La Rivoluzione Francese ricostruita come un documentario filmato tra il 1789 e il 1795: anni narrati in prima persona dalle voci dei protagonisti e dei testimoni oculari nella serie in due puntate “Revolution!”, in onda in prima visione giovedì 21 gennaio alle 21.10 su Rai Storia per “a.C.d.C.”, con l’introduzione del professor Alessandro Barbero. Politici, giornalisti e semplici cittadini raccontano i grandi eventi rivoluzionari e gli sconvolgimenti della vita quotidiana dei francesi, le loro emozioni, paure, speranze. Una straordinaria esperienza di democrazia e insieme di sangue.  Nel 1789 la convocazione degli Stati Generali innesca una crisi istituzionale: i delegati formano un’Assemblea Nazionale, che Luigi XVI è costretto a riconoscere. Temendo una repressione la rivolta popolare si scatena il 14 luglio contro la fortezza della Bastiglia. L’Assemblea adotta la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino e una nuova organizzazione politica che fa della Francia una monarchia costituzionale. Il tentativo di fuga del re precipita gli eventi.

Rai Storia ore 22:10

La missione gesuita di Matteo Ricci e dei suoi confratelli in Cina, alla fine del Sedicesimo secolo. La racconta il documentario in due episodi “Cina, l’impero del tempo”, in onda giovedì 21 gennaio alle 22.10 su Rai Storia, con l’introduzione del professor Alessandro Barbero. Nella seconda parte il protagonista è un confratello di Ricci, il gesuita tedesco Johann Adam Schall von Bell, che riesce a ottenere la direzione dell’ufficio astronomico di matematica e dell’osservatorio imperiale, convincendo il “Gran Segretario” del principe reggente Dorgon grazie a una predizione accurata di un’eclisse parziale di Sole che umilia gli astronomi imperiali. Ottiene, inoltre, i favori del giovane imperatore Shunzhi che lo vuole come consigliere scientifico. Schall viene successivamente raggiunto dal confratello belga Ferdinand Verbiest. L’imperatore Shunzhi muore però di vaiolo e si scatena una lotta di successione, in questa fase riemerge l’odio per gli “usurpatori occidentali”, fomentato dai mandarini che precedentemente erano a capo dell’ufficio matematico e dell’osservatorio. Schall, Verbiest e altri confratelli vengono arrestati. Il vecchio gesuita tedesco muore. Con l’ascesa del nuovo imperatore, Kangxi, Verbiest torna invece a rivestire il suo ruolo, sconfiggendo in varie prove e predizioni i suoi avversari, pubblicamente. L’amicizia tra Verbiest e l’imperatore crescerà, il gesuita otterrà la riammissione di numerosi confratelli esiliati e sarà elevato al più alto grado della gerarchia dei mandarini. Morirà nel 1688 e sarà sepolto vicino a Matteo Ricci e Adam Schall.


 

 

 
 
 

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