L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

Piazza degli Eroi per il Giorno della Memoria fra Goldono e Lapage

“Il bugiardo” di Carlo Goldoni, nell’allestimento del 1966 diretto da Carlo Lodovici: è la commedia che Rai Cultura propone sabato 23 gennaio alle 16.35 su Rai5, nell’ambito dell’omaggio all’attore Cesco Baseggio nel cinquantesimo anniversario della scomparsa. Opera teatrale in tre atti in prosa, andata in scena con successo per la prima volta a Mantova nella primavera del 1750, “Il bugiardo” ha per protagonista il veneziano Lelio, figlio di Pantalone, un ribaldo mentitore compulsivo che fa delle bugie, da lui definite spiritose invenzioni, una specie di missione. Cerca di conquistare Rosaura, ma alla fine rimarrà vittima delle sue stesse menzogne. Tra gli interpreti, oltre a Cesco Baseggio, Giancarlo Maestri, Walter Ravasini, Giovanna Boscaro, Marzia Ubaldi, Paola Quattrini, Aldo Giuffrè, Mario Bardella, Daniela Nobili, Luciano Mancino, Luciano Melani, Fernando Tomei, Claudio Dani, Mario Pisu, Filippo De Pasquale, Renato Malavasi.

Una riflessione sulle macerie del '900 e sul ritorno di nuovi fascismi o nazismi: è quella che, tra le occasioni di riflessione sulla Giornata della Memoria, Roberto Andò propone di “Piazza degli Eroi" di Thomas Bernhard allestito per la prima volta in Italia al Teatro Mercadante di Napoli - dove era destinato a debuttare nel dicembre scorso, ma rimandato per le restrizioni dei regolamenti anti-covid – e che Rai Cultura manda in onda in prima assoluta sabato 23 gennaio alle 21.15 su Rai5, con la regia televisiva di Barbara Napolitano.
Vienna, 1988. Il professor Schuster, intellettuale ebreo, torna nella sua città dopo un esilio iniziato al tempo in cui Hitler annunciò l’annessione dell’Austria alla Germania nazista. Accadeva 50 anni prima, nella piazza che dà il nome all’opera di Thomas Bernhard. Rientrando in patria, Schuster ritrova un paese incattivito, dove l’odio avanza nuovamente. Non potendolo sopportare, pone fine alla sua vita, precipitandosi da un palazzo affacciato sulla Piazza degli Eroi.
«Piazza degli Eroi – scrive Roberto Andò – è un capolavoro che, inspiegabilmente, in Italia non è stato mai messo in scena. Oltre a essere il testamento di Thomas Bernhard, lo si può considerare il suo testo più politico, pur consapevoli che questo autentico genio ha sempre declinato la politica in termini esclusivamente poetici. Qui Bernhard colpisce con il suo furore indomabile la zona più oscura del nostro tempo, il ritorno in campo di una destra fascista o nazista. Nel disegnare il suo estremo congedo dalla vita e dal teatro, Bernhard sceglie di dare un nome e un tempo all’ottusità brutale che vede avanzare. Ma come accade nelle opere più profonde e profetiche, l’Austria di Bernhard è un luogo concreto e, contemporaneamente, una metafora. Così come lo è la piazza che dà il nome al testo, la stessa in cui nel 1938 Hitler annunciò alla folla acclamante l’Anschluss, l’annessione dell’Austria al destino nazista della Germania». «Se è venuto il tempo di rappresentare in Italia  "Piazza degli Eroi" – continua il regista – è proprio perché, a dispetto della inedita precisione realistica di Bernhard, per comprendere oggi il senso di questo testo visionario e catastrofico non occorrono indicazioni di luogo e di tempo. Gli spettatori che assisteranno a "Piazza degli Eroi", capiranno subito che l’azione si svolge in una qualsiasi piazza da comizio, di una qualsiasi città d’Europa».
Tra gli interpreti, Renato Carpentieri nel ruolo di Robert Schuster, Imma Villa in quello della Signora Zittel, Betti Pedrazzi è la Signora Schuster, Silvia Ajelli è Anna, Paolo Cresta Lukas, Francesca Cutolo Olga, Stefano Jotti il Signor Landauer, Valeria Luchetti Herta, Vincenzo Pasquariello il Pianista, Enzo Salomone il Professor Liebig. Lo spettacolo è una produzione Teatro di Napoli–Teatro Nazionale, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Fondazione Teatro della Toscana–Teatro Nazionale.

Memoria, maschera e macchina sono i tre temi che caratterizzano il teatro di Robert Lepage. Un teatro al quale è dedicato il documentario in onda in prima visione sabato 23 gennaio alle 23.35 su Rai5, il primo realizzato in Italia sull'artista franco-canadese. “Memoria, maschera e macchina” parte dalle tre forme della memoria: la memoria autobiografica (l’adolescenza durante il periodo della “Rivoluzione Tranquilla”), quella geografica (il Québec abitato dalle popolazioni autoctone testimoniato dallo spettacolo “Kanata”) e quella storica dei suoi primi one-man-show (da “Elsinore” a “Les aiguilles et l’opium”). Ma il teatro di Lepage è anche la macchina scenografica fatta di videoproiezioni e che ha un “ruolo” in scena quale doppio del personaggio, come fosse una maschera teatrale. Nel video è il professore Fernando Mastropasqua, esperto di teatro contemporaneo a rendere espliciti questi tre temi, insieme alle interviste inedite a Robert Lepage e allo scenografo Carl Filion. Le immagini degli spettacoli sono tratte dall’Archivio Ex Machina e da quello di Metropolitan Opera (per gentile concessione). Regia di Anna Monteverdi e Simone Cannata.


 

 

 
 
 

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