L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

Indice articoli

Weekend con la Storia e con Dacia Maraini

Sabato 6 marzo [leggi anche domenica 7 marzo]

Passato e Presente

Morte al tiranno, anarchici del 1800

sabato ore 8:50 e 14:20

Negli ultimi due decenni del XIX secolo una spaventosa ondata di attentati scuote l'Europa. A compierli sono per la maggior parte gli anarchici italiani. Paolo Mieli e la professoressa Elena Papadia analizzano il terrorismo anarchico italiano in questa puntata di "Passato e Presente". Nel giugno 1894 Sante Caserio uccide con una pugnalata il Presidente della Repubblica francese Sadi Carnot. Nell'estate 1897 Michele Angiolillo spara tre colpi di rivoltella al presidente del Consiglio spagnolo Antonio Cánovas del Castillo. Ma la morte che più di tutte colpisce l'opinione pubblica internazionale è quella dell'imperatrice d'Austria Elisabetta di Wittelsbach, detta Sissi, il 10 settembre 1898. A ucciderla, a Ginevra, con una lima usata a mo' di pugnale, è ancora un anarchico italiano: Luigi Lucheni. Passano meno di due anni ed è la volta del re d'Italia Umberto I di Savoia. Già scampato a due attentati, il 29 luglio 1900 viene assalito da Gaetano Bresci, che esplode contro di lui quattro colpi di rivoltella. Il regicidio chiude l'epoca del terrorismo, che, sotto la bandiera nera dell'anarchia, ha insanguinato l'Europa.

Iraq, distruzione di una nazione

sabato ore 09:40

seconda puntata. Il nemico

Nel bunker di Hitler/strong>

sabato ore 10:40

Regia di Pascal Richter - Attraverso rievocazioni storiche con attori, questo documentario segue le tracce di cinque soldati che sono stati in grado di entrare nel bunker dopo la guerra e rivela i documenti segreti che sono stati ritrovati. Analisi approfondite di esperti e storici del Terzo Reich fanno luce sugli ultimi giorni di uno dei più feroci dittatori di sempre e sulla fine della Seconda guerra mondiale.

Sanremo Fronteretro

sabato ore 12:00 

2001-2009 - L' istituzione p.6

Cortoreale Gli anni del documentario italiano Libero Bizzarri

sabato ore 12:30 

Un programma di Giuseppe Giannotti,Giuliana Mancini,Enrico Salvatori,Davide Savelli collaborazione Marco Bertozzi - Due documentari realizzati dal regista Libero Bizzarri e commentati dallo storico del documentario Marco Bertozzi.

Italiani con Paolo Mieli

sabato ore 13:00 

Don Giuseppe Puglisi. Beato e martire

14-18 la Grande Guerra. Cent'anni dopo


sabato ore 15:00

Come finisce sul fronte occidentale

Dal mito alla storia. Giulio Cesare

sabato ore 16:00

con Cristoforo Gorno

Italiani con Paolo Mieli

sabato ore 18:3

Gino Bartali

Sanremo Fronteretro - 2001/2009

sabato ore 19:00 e domenica ore 11:35

Festival di Sanremo: i materiali originali estrapolati dall'archivio Rai, arricchiti da dati statistici e notizie storiche sulle vicende del Festival.

Passato e Presente

sabato ore 20:30 e domenica ore 9:00 e 14:20

Gli italiani "Giusti tra le nazioni" riconosciuti da Yad Vashem, il grande memoriale dell'Olocausto dello stato di Israele, sono 714 su un totale di 27.362 in 51 Paesi di tutto il mondo. Persone che rischiarono in prima persona per salvare vite umane. Gli ebrei presenti in Italia nel settembre 1943, il periodo in cui ebbe inizio la Shoah nel nostro Paese, erano oltre 38 mila, di cui circa 33 mila italiani e 5 mila stranieri. Di questi, 7 mila furono deportati, mentre circa 31 mila non subirono né arresti né deportazioni. Una percentuale elevata rispetto a molti Paesi d'Europa, che non può essere ricondotta alla sola opera di salvataggio compiuta dai Giusti italiani. Ma chi sono i non ebrei italiani che hanno rischiato la propria vita per salvare gli ebrei dalla Shoah, compiendo imprese eroiche tali da essere riconosciute dalla Suprema corte israeliana ed essere, per questo, insigniti del titolo di "Giusti"? Hanno agito individualmente o all'interno di reti più estese e organizzate?

Documentari d'autore

sabato ore 22:45 e domenica ore 10:40

Sex Story. Regia di Karim Aïnouz (Algeria, Francia, Germania, Brasile, Qatar, 2018). - Durante il suo primo viaggio in Algeria nella primavera del 2019, il cineasta Karim Aïnouz vive in prima persona le proteste contro il quinto mandato del presidente Bouteflika. Abbandona rapidamente il suo piano per girare un film sulla patria del padre e decide di documentare le proteste non violente in corso: la Rivoluzione dei sorrisi ad Algeri. Incontra l'attivista Nardjes e trascorre con lei, accompagnandola, 24 ore nel giorno della festa delle donna, l'8 marzo. Il film di Ainouz racconta i giovani rappresentativi di una nuova generazione politicamente impegnata in tutto il mondo; racconta l'impegno di una giovane militante che scende in piazza per il futuro democratico del proprio paese, lo stesso per la cui indipendenza dalla Francia hanno combattuto i suoi genitori e nonni.


 

 

 
 
 

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