L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

Dal giornalismo televisivo, a Cuba, a Vera Vergani

Rai3 e Rai Storia, #maestri dal 12 al 16 aprile

Passato e Presente. Cuba sotto attacco

Il 17 aprile 1961 un contingente di circa 1500 esuli cubani sbarca alla Baia dei Porci, a sud di Cuba. L’operazione, varata a Washington sotto la presidenza Eisenhower e proseguita dal suo successore alla Casa Bianca, John Fitzgerald Kennedy, ha l’obiettivo di rovesciare il governo di Fidel Castro, al potere da due anni. Una pagina di storia ripercorsa dalla professoressa Giordana Pulcini e da Paolo Mieli a “Passato e Presente” in onda venerdì 16 aprile alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Il tentativo degli oppositori cubani, appoggiato dalla Cia, s’infrange contro la reazione delle milizie castriste e, soprattutto, contro l’ostilità della popolazione, in larghissima misura allineata con il nuovo leader. Per gli Stati Uniti si tratta del più cocente smacco mai subito sul continente americano. Un fallimento che, tra gli altri, sortirà l’effetto di spingere definitivamente Castro ad entrare nell’orbita sovietica. 

Passato e presente. Gli inquilini del Quirinale

RaiStoria. ore 14:20. La residenza di 30 Papi, 4 Re e 12 Presidenti della Repubblica. Nessun edificio sulla Terra può vantare il curriculum del Palazzo del Quirinale, il sesto al mondo per superficie, grande 20 volte la Casa Bianca. Il Palazzo del Quirinale ha visto muovere nelle sue stanze i protagonisti della storia d'Italia degli ultimi 500 anni. I suoi "inquilini" sono al centro di questa puntata di "Passato e Presente". Ospite di Paolo Mieli, il professor Agostino Giovagnoli. Il Quirinale è stato prima una residenza pontificia – quella in cui i papi, distanti dalla sacralità del Vaticano, svolgevano le loro mansioni di Capi di Stato- poi, dopo l'annessione di Roma al Regno d'Italia, è diventato la Reggia dei Savoia. Una relazione controversa quella tra i Re e il Quirinale - un palazzo che i Savoia non hanno mai amato troppo - che termina con il referendum del 1946. Il Governo italiano, infatti, dopo che il voto popolare si è espresso in maggioranza a favore della Repubblica, stabilisce che il Palazzo sul Colle sarà la residenza ufficiale del Presidente della Repubblica.

Storie della TV. Andrea Barbato e Giuseppe Marrazzo

Due giornalisti che sembrano non avere niente in comune, così diversi per stile e attitudini. Entrambi hanno legato il proprio nome alla stagione del Tg2, cominciata alla metà degli anni ’70: Andrea Barbato e Giuseppe Marrazzo sono i protagonisti di “Storie della TV”, la serie prodotta e realizzata da Rai Cultura con la partecipazione e la consulenza di Aldo Grasso, firmata da Fabrizio Marini, in onda in prima visione venerdì 16 aprile alle 21.10 su Rai Storia. Intervengono Aldo Grasso, Fernando Cancedda, Manuela Cadringher, Piero Marrazzo, Ivana Monti, Enrico Perreca e Claudio Speranza.
Andrea Barbato, conduttore garbato e rassicurante, si è formato sulla carta stampata, per poi ideare programmi come Tv7, partecipare alla diretta dello sbarco sulla Luna, e si legò al neonato Secondo Canale, dovendo “inventare” il telegiornale che sarebbe poi diventato con gli anni il tg2. Tra gli altri programmi, “Fluff” e “Cartolina”. Giuseppe Marrazzo è stato uno dei più grandi inviati della Rai, tra i primi a “scavalcare” la macchina da presa nei suoi reportage, che hanno prodotto decine di “dossier” sui temi della cronaca, in particolare sui temi legati alla mafia, alla camorra, alla ndrangheta, temi che aveva cominciato ad affrontare negli anni di “Az: un fatto come e perché”. 

Il segno delle donne. Vera Vergani

Nel 1905, sul palcoscenico di un teatro a Cividale del Friuli, Vera Vergani debutta in una rappresentazione di “Così va il mondo bimba mia” di Giacinto Gallina. Vera ha allora appena dieci anni, ma il suo futuro nella recitazione appare già una certezza. È cresciuta tra gli artisti che frequentavano la casa della sua famiglia, i Podrecca, e sa bene quale strada vuole percorrere. Vera Vergani – alla quale dà voce e volto Matilde Gioli nella conversazione “impossibile” con Rachele Ferrario – è la protagonista dell’appuntamento con “Il Segno delle Donne”, la co-produzione originale Rai Storia – Anele, che Rai Cultura propone venerdì 16 aprile alle 22.10 su Rai Storia. Un frequentatore abituale di casa Podrecca è il capocomico Ferruccio Benini, che nel 1912 propone alla diciassettenne Vera Vergani di entrare a far parte della sua compagnia. Ha inizio così, dunque, la carriera di Vera. Il talento della Vergani la porta in seguito a recitare per le compagnie di Ruggero Talli dal 1914 e di Dario Niccodemi dal 1920. Il sodalizio artistico con quest’ultimo le porta innumerevoli successi: è l’attrice di Pirandello e di D’Annunzio, viene apprezzata dalla Duse e amata dal pubblico. Vera Vergani incarna a pieno il mito del divismo degli anni Venti. È una donna coraggiosa e anticonvenzionale, che conquista spettatori in tutto il mondo. Durante una traversata oceanica si innamora di Leonardo Pescarolo, comandante del transatlantico su cui viaggia, e decide di lasciare per sempre al teatro per dedicarsi alla famiglia. È ancora bella, all’apice del successo, ma il 13 gennaio del 1930, dal palcoscenico del Teatro Manzoni di Milano, saluta il suo pubblico per l’ultima volta.


 

 

 
 
 

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