L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

Dall'impero romano ai giorni nostri

DOMENICA 13/06/2021

“Passato e Presente”: L’imperatore Costantino e la Chiesa

Dopo aver fatto porre il monogramma di Cristo, che gli era apparso in sogno, sugli scudi dei suoi soldati Costantino vince la battaglia di Ponte Milvio. L’Impero, dopo l’editto di Milano del 313 d.C. e la battaglia di Adrianopoli, torna a essere unito nelle mani di un solo imperatore, in una monarchia d’investitura divina, saldata da un nuovo legame identitario, quello tra Stato e Chiesa. Ne parlano Paolo Mieli e il professor Alessandro Barbero a “Passato e Presente”, programma di Rai Cultura in onda domenica 13 giugno alle 20.30 su Rai Storia. Nel Medioevo la memoria dell’imperatore cristiano ispira storie e leggende, tra cui quella della “Donazione di Costantino”, un documento attraverso il quale l’imperatore avrebbe donato al Papa la città di Roma e i domini imperiali d’Occidente, consolidando il primato della Chiesa di Roma su gli altri patriarcati. Con questo scritto di fatto l’imperatore investe il Papa del potere temporale. Ma Lorenzo Valla nel 1440 dimostra che la donazione di Costantino è un falso: si tratta in realtà di un testo realizzato, forse in età carolingia a Roma o in Francia, per affermare la supremazia della Chiesa rispetto all’Impero in un periodo controverso e difficile.

“Binario Cinema” con Ermanno Olmi, Torneranno i prati

Una storia vera, che si svolge nell’arco di una sola notte. La fa rivivere Ermanno Olmi nel film “Torneranno i prati” - con Claudio Santamaria, Alessandro Sperduti, Francesco Formichetti, Andrea Di Maria -Fronte Nord-Est, dopo gli ultimi sanguinosi scontri del 1917 sugli Altipiani: gli eventi si susseguono in modo imprevedibile, facendo avvertire distintamente il peso delle lunghe attese, attimo dopo attimo. E la montagna si trasforma da luogo di pace a luogo di morte.

LUNEDI’ 14/06/2021

“Passato e Presente” Il genocidio in Ruanda

Nel 1923 la Società delle Nazioni affida al Belgio le colonie tedesche del Ruanda e del Burundi. I belgi si trovano ad amministrare in Rwanda una popolazione che comprende gli allevatori guerrieri, i Tutsi, e i coltivatori, gli Hutu, che sono la maggioranza. I Tutsi, ritenuti più adatti al comando, vengono designati come alleati del potere coloniale. Gli Hutu invece vengono messi ai margini. Nel corso degli anni l’odio tra i due gruppi etnici cresce proporzionalmente al potere che i belgi attribuiscono alla minoranza Tutsi. Una storia ricostruita da Paolo Mieli e dal professor Marcello Flores a “Passato e Presente”, in onda lunedì 14 giugno alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Nel 1933 l’amministrazione coloniale belga introduce la Carta d’identità, sulla quale deve essere specificata l’appartenenza etnica. Il 7 aprile del 1994, quando, dopo l’incidente aereo che ha ucciso il presidente hutu Abyarimàna, inizia il genocidio dei Tutsi, quella carta d’identità rappresenterà il passaporto per la vita o per la morte. Ai posti di blocco, nelle chiese, lungo le frontiere, i Tutsi vengono fermati e massacrati a colpi di machete, senza che le forze ONU possano intervenire. Su una popolazione di poco più di 7 milioni di abitanti, di cui l’84 per cento Hutu e il 15 per cento Tutsi, si conteranno, in soli 100 giorni, quasi un milione di morti

“Cronache dall’impero” Tiberio, la leggenda nera di un imperatore

Le accuse di misantropia, crudeltà e perversione sessuale mettono in secondo piano le capacità militari e amministrative di Tiberio, il successore di Augusto. Cristoforo Gorno, in “Cronache dall’Impero” in onda lunedì 14 giugno alle 21.10, esplorando le rovine spettacolari delle ville di Tiberio a Capri, indaga la personalità complessa di Tiberio, incluso il suo sorprendente rapporto con la figura di Gesù.

“Cronache dall’antichità” Giulio Cesare

Mese di gennaio del 49 a.C.: il dado è tratto. Passando il Rubicone, Giulio Cesare assalta il mondo con una sola legione e mette in moto la catena di eventi che porterà alla fine della Repubblica di Roma e alla nascita dell'Impero. Cinque anni dopo, nel marzo del 44 a.C., quando la situazione sembra ormai pacificata, il "dittatore a vita" viene ucciso in senato da un gruppo di congiurati guidati da Bruto e Cassio. Sulle rive del Rubicone, nella casa di Giulio Cesare, nella Curia, nel Foro Romano e nel luogo del delitto, Cristoforo Gorno racconta il destino di un uomo il cui nome è diventato sinonimo di potere in “Cronache dall’antichità”, in onda lunedì 14 giugno alle 21.40 su Rai Storia.

Italia. Viaggio nella bellezza: la vera storia del falso. La falsificazione nei secoli

Il falso nell’arte, attraverso i secoli: odioso reato contro il patrimonio artistico? O talentuosa truffa che merita ammirazione? Quando Michelangelo, giovanissimo, scolpisce un bellissimo Cupido dormiente e lo sotterra per farlo sembrare antico e venderlo a un potente cardinale, produce un falso? “Italia viaggio nella bellezza” –il programma di Rai Cultura in collaborazione con il Ministero della Cultura in onda da lunedì 14 giugno alle 22.10 su Rai Storia – propone quattro puntate dedicate alla falsificazione attraverso i secoli, le opere e gli artisti. Il primo appuntamento ripercorre la storia dell’arte dall’antichità alle soglie del Novecento, cercando di capire quando è nata la nozione moderna di falso nell’arte. Nel Museo dell’Arte Classica de La Sapienza, il “Museo dei Gessi” di Roma, parlano storici dell’arte, archeologi, critici e filosofi e raccontano storie di falsi noti e meno noti. Frugando nei segreti delle botteghe dei falsari e dei mercanti si mettono a nudo le moderne ossessioni nei confronti dell’originalità e unicità dell’opera d’arte. Per scoprire alla fine del viaggio che, dopo tutto, comprendere i falsi è forse il modo migliore per conoscere meglio gli originali. Intervengono ata Massimo Ferretti, storico dell’arte, Ordinario di Storia dell’arte moderna alla Scuola Normale Superiore di Pisa; Marcello Barbanera, archeologo, Ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte greca e romana alla Sapienza Università di Roma e Direttore del Museo dell'Arte Classica (il Museo dei Gessi) di Roma.

Il ciclo de “Italia: viaggio nella bellezza” è stato ideato da Eugenio Farioli Vecchioli, scritto con Roberto Fagiolo, Massimiliano Griner, Stefano Di Gioacchino, Keti Riccardi, Maura Calefati, Alessandro Varchetta, Lucrezia Lo Bianco, Agostino Pozzi; consulenza di Francesca Barbi Marinetti, regia di Eva Frerè, filmati di Marzia Marzolla, Antonio Masiello, a cura diVitilde d’Onofrio, Paola Principato, produttore esecutivo Sabrina Destito.

MARTEDI’ 15/06/2021

“Passato e Presente” La storia di un irregolare: Giuseppe Prezzolini

Nel 1908 Giuseppe Prezzolini fonda a Firenze, insieme a Giuseppe Papini, la rivista La Voce e si propone come grande organizzatore di cultura raccogliendo intorno alla nuova rivista i giovani più brillanti del panorama culturale italiano di inizio secolo. Sulle pagine de “La Voce” Prezzolini inizia una vivace polemica contro il sistema di potere giolittiano e, con le sue battaglie, diventa la prima figura di intellettuale militante in Italia. La sua storia viene ripercorsa dalla professoressa Alessandra Tarquini e da Paolo Mieli a “Passato e presente” in onda martedì 15 giugno alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai storia. Nel 1911 Prezzolinituona contro la guerra di Libia, ma alla vigilia della Grande guerra assume una posizione interventista e partecipa al conflitto come volontario. La fine della guerra coincide con una forte disillusione e con l’abbandono dell’impegno intellettuale. Malgrado sia amico di Mussolini, Prezzolini non saluta con favore l’avvento del fascismo. Nel 1925 si trasferisce in Francia e nel 1930 negli Stati Uniti, dove insegna letteratura italiana alla Columbia University di New York. Dopo la Seconda guerra mondiale collabora con alcuni giornali italiani, ma rientra in patria soltanto nel 1962, per trasferirsi di nuovo in Svizzera pochi anni dopo. Vi resterà fino alla morte, nel 1982, all’età di 100 anni.

Steinbeck e il Vietnam in guerra: un conflitto visto da vicino

Il 30 aprile 1975 la caduta di Saigon pose fine alla lunga guerra del Vietnam, un conflitto che nel corso degli anni ‘60 vide gli Stati Uniti sempre più direttamente coinvolti nel contenimento dell’espansione comunista nel sud est asiatico e che si concluse con la più grande sconfitta militare della storia degli Stati Uniti con costi umani altissimi. Nel conflitto persero la vita 58 mila soldati americani, 250 mila soldati sudvietnamiti, 1 milione di combattenti tra vietcong e soldati nordvietnamiti, 2 milioni di civili. Tra il dicembre del 1966 e l’aprile del 1967 lo scrittore John Steinbeck, premio Nobel per la letteratura nel 1962, seguì da vicino il conflitto al fianco dei militari americani in Vietnam, come inviato di guerra.Scrittore di successo, simpatizzante del partito democratico, legato da una profonda amicizia al Presidente Johnson era convinto come molti americani, che l’intervento militare in Vietnam servisse a “difendere la libertà di una piccola nazione coraggiosa dall’invasione comunista”. Quella guerra avrebbe inoltre fatto emergere il meglio dell’America, e il Paese, affrontando quella sfida, si sarebbe rigenerato. Il documentario “Steinbeck e il Vietnam in guerra”, in onda martedì 15 giugno alle 21.10 su Rai Storia ruota intorno al reportage dello scrittore sulla guerra in Vietnam “vista da vicino”, alla sua volontà di raccontarla “in maniera oggettiva”, alle sue solide convinzioni del valore dei soldati americani e alla necessità dell’intervento in quel conflitto che caratterizzarono la prima parte dei suoi articoli. Fino alla fine della sua permanenza al fronte e al suo ritorno a casa quando il grande scrittore cambiò il suo giudizio su quella guerra, crebbe la sua perplessità sulla necessità di quel conflitto e nacque una nuova consapevolezza sulla illegittimità di quella guerra, sulla sua complessità, stupidità e ambiguità per l’orrore che aveva prodotto. Il documentario, ideato e diretto da Francesco Conversano e Nene Grignaffini, realizzato da Movie Movie per Rai Cultura, in onda su Rai Storia, raccoglie le testimonianze di tre protagonisti italiani di quella stagione: il giornalista Furio Colombo che per anni, come corrispondente della Rai dagli Stati Uniti, raccontò la guerra in Vietnam; Francesco Guccini che, ispirato da Bob Dylan, diventò presto in Italia “la voce della protesta”; e la scrittrice Lidia Ravera che, ancora giovanissima diventò partecipe, insieme a migliaia di giovani donne, delle lotte e delle manifestazioni di protesta che portarono nell’Italia di quegli anni grandi cambiamenti sociali, civili e culturali, alla nascita del femminismo e alla rivoluzione sessuale. 

Maxi. Il grande processo alla mafia. Palermo e i suoi figli

L'arrivo dell'estate a Palermo è sempre visto come una liberazione, ma il vento di scirocco e lo svolgersi del Maxiprocesso rendono l'estate del 1986 molto diversa. Davanti alla Corte, dopo cinque mesi di dibattimento, sono già sfilate centinaia di persone, boss di ogni ordine e grado, dai grandi capi ai picciotti di borgata. Si fa fatica a tenerne il conto, ci si perde a raccontarne le storie che i giornalisti Rai continuano a produrre ogni giorno, seppure con sentimenti contrastanti. È il quinto capitolo di “Maxi. Il grande processo alla Mafia”, il programma di Rai Cultura in onda martedì 15 giugno alle 22.10 su Rai Storia. Sono i giorni in cui sfilano i parenti delle vittime, i familiari del Generale Dalla Chiesa, del Capo della Squadra Mobile Boris Giuliano, le vittime eccellenti e le vedove omertose, le madri disperate e i testimoni reticenti. Nei giorni in cui Palermo si vota a Santa Rosalia, le donne si prendono la scena, e il processo vive i suoi giorni di commozione, grazie alla dignità di Antonia Setti Carraro, madre di Emanuela, la moglie del Generale Dalla Chiesa, o alle parole rabbiose di Vita Rugnetta, madre di un uomo ucciso nella mattanza. Un momento di grande commozione che Fino all'autunno dell'86, quando la morte di un bambino innocente sembra sconvolgere nuovamente gli equilibri tra accusa e difesa, con gli avvocati pronti a giocarsi l'ultima carta.

MERCOLEDI’ 16/06/2021

Passato e Presente” racconta Pio IX. L’ultimo papa re

Quello di Pio IX, ultimo papa re, è stato il pontificato più lungo della storia della Chiesa. Ne parlano Paolo Mieli e il professor David Kertzer nell’appuntamento con “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda mercoledì 16 giugno alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Nel corso del suo lungo regno, dal 1846 al 1878, papa Mastai Ferretti ha attraversato numerose e complesse stagioni. Indicato inizialmente come un campione del Risorgimento, grande riformatore e possibile federatore d’Italia, è passato poi, con incredibile rapidità, ad essere considerato un traditore degli ideali nazionali e acceso avversario di ogni innovazione istituzionale. È l’uomo del Sillabo, nel quale condanna il modernismo, e della infallibilità del papa, solennemente proclamata nel corso del Concilio Vaticano I, ma allo stesso tempo è stato capace di dare grande impulso missionario all’azione della Chiesa, valorizzando enormemente il ruolo e il valore dei laici. Ha aperto le porte del ghetto di Roma, consentendo agli ebrei di praticare professioni fino a quel momento a loro precluse, ma si è anche reso protagonista del famoso “caso Mortara”, la sottrazione cioè di un bambino ebreo, ma battezzato da una governante cattolica, con l’intento di educarlo nella fede cristiana. Ha infine assistito, impotente, alla fine del millenario regno temporale dei papi, dichiarandosi prigioniero dello stato italiano, e considerando il Risorgimento una “una oppressione morale, civile e religiosa”.

1940: Italia in guerra. L’attacco alla Francia

L’attacco alla Francia è il cuore del secondo appuntamento con “1940: Italia in guerra”, serie in onda mercoledì 16 giugno alle ore 21:10 su Rai Storia. Si ripercorre la breve fase della guerra “vittoriosa”, nel giugno 1940, contro la nazione transalpina, già messa in ginocchio dall’invasione tedesca, l’armistizio di Villa Incisa con i Francesi, ma anche i primi bombardamenti sul suolo italiano e alcune battaglie in mare e in Africa contro l’Inghilterra nell’estate-autunno 1940. A inizio ottobre, Mussolini, irritato poiché tenuto all’oscuro dei progetti bellici di Hitler, dichiara: “Stavolta lo ripago della stessa moneta”. L’obiettivo è conquistare la Grecia. Il racconto si svolge sulla base di documenti diplomatici custoditi presso il Ministero degli Affari Esteri, attraverso i diari e le testimonianze dei protagonisti di quei drammatici anni, le preziose Teche Rai e i contributi di importanti storici italiani e stranieri.

Italiani” racconta Alberto Sordi: un italiano in tv

Alle origini della Tv, "quelli del cinema" la ignoravano, utilizzandola come mezzo e strumento di promozione di ciò che sarebbe andato in sala. Alberto Sordi non fa eccezione, anzi, forse è proprio il paradigma di questo rapporto cinema-Tv. Lo racconta il doc “Alberto Sordi, un italiano in Tv” di Enrico Salvatori, in onda mercoledì 16 giugno alle 22.10 su Rai Storia per il ciclo “Italiani”. Un viaggio nella biografia dell’attore, attraverso le sue partecipazioni radiotelevisive in Rai, con citazioni alla carriera radiofonica (1947/53) e le sue apparizioni televisive (1954/2002), dove la Tv è uno "specchio concavo" della sua carriera cinematografica, composta di circa 150 titoli come attore e 19 come regista.

L'attore romano si concede volentieri a delle interviste televisive, come quella del maggio 1977, durante il premio Angelo Rizzoli ad Ischia, per Paolo Cavallina del Tg1, con cui comincia il documentario. L'attore ha appena votato contro "Io sono un autarchico", il film di un giovane cineasta romano, Nanni Moretti: secondo alcuni, da questa bocciatura trae origine la celebre battuta del suo "Ecce Bombo", "Te lo meriti Alberto Sordi". Pochi giorni dopo Sordi parte per Cannes con "Un borghese piccolo piccolo", il film che per i critici rappresenta "la pietra tombale della commedia all'italiana", il genere cinematografico che ha in Sordi il volto più emblematico da 25 anni. La televisione Rai, in questa fase cruciale, sarà per Sordi determinante: sta infatti cominciando, con Giancarlo Governi, a progettare la sua "Storia di un italiano", che verrà trasmessa dal 18 marzo 1979.

Nel documentario sono presenti contributi pregiati e poco noti come un servizio girato sul set del film "Un borghese piccolo piccolo", diretto da Mario Monicelli e scritto da Vincenzo Cerami, ritrovato nelle Teche Rai. Altri materiali particolari proposti in puntata sono la fotografia che ritrae Alberto Sordi alla sua prima partecipazione televisiva, ad "Arrivi e partenze" (1954), insieme al conduttore Mike Bongiorno; uno sketch della prima trasmissione radiofonica da titolare, "Vi parla Alberto Sordi", del 1948/49; un duetto con Paolo Villaggio da "Formula Uno" del 1971/72. I servizi TG di Carlo Mazzarella del periodo 1959-1966 sono mostrati per la prima volta e commentati da Tatti Sanguineti.

Il documentario della serie "Italiani" è arricchito dalle testimonianze di Pippo Baudo, Walter Veltroni, Giancarlo Governi (autore di "Storia di un Italiano"), Tatti Sanguineti (autore de "Il Cervello di Alberto Sordi"), il giornalista e studioso di cinema Alberto Anile (autore di "Sordi Segreto") e Paola Comin, ufficio stampa di Sordi dal 1993 alla scomparsa.

GIOVEDI’ 17/06/2021

“Passato e Presente” un ritratto di Carlo Azeglio Ciampi, il decimo Presidente della Repubblica

Il 9 dicembre 1920, nasceva a Livorno Carlo Azeglio Ciampi, il decimo Presidente della Repubblica italiana. L’alto senso delle istituzioni, l’amore per la patria e il convinto europeismo, sono stati i principi ispiratori della sua lunga carriera politica, che lo ha portato dalla Banca d’Italia, a Palazzo Chigi, fino al Quirinale. Paolo Mieli ne ripercorre l’impegno politico insieme al professor Umberto Gentiloni a “Passato e Presente”, in onda giovedì 17 giugno alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Dopo aver guidato l’esecutivo in una difficile fase di transizione e aver traghettato l’Italia nella moneta unica europea, come ministro del Tesoro nel governo Prodi, giunto al Colle più alto di Roma nel maggio 1999, Ciampi fa della riscoperta dei valori risorgimentali e della ricostruzione dell’identità nazionale i punti cardine del suo settennato. Il Presidente Mattarella, in visita a Livorno lo scorso gennaio, ne ha ricordato l’integrità e l’impegno per la coesione del Paese, definendolo “l’uomo dell’orizzonte comune”.

a.C.d.C. e la grande corsa. Il più grande spettacolo di Roma: i carri nel circo     

L’ascesa dell'auriga Scorpus che, scelto dallo stesso imperatore Domiziano, entra a far parte di una delle quattro scuderie, dette Fazioni, che controllavano le corse delle bighe. Lo racconta il secondo ed ultimo episodio di a.C.d.C. “Le corse dei carri nel circo”, introdotto dal professor Alessandro Barbero, in onda giovedì 17 giugno alle 21.10 su Rai Storia, Il giovane Scorpuscolleziona vittorie su vittorie, ma il suo destino, come quello di altri grandi aurighi, è indissolubilmente legato a quello stesso circo di gara che ne ha fatto uno degli idoli del suo tempo. Scorpus condividerà una sorte analoga a quella di Domiziano, l'imperatore che lo sostenne e che sarà ucciso poco tempo dopo la sua scomparsa.

Ferro e sangue. La guerra dei Trent’anni che devastò l’Europa. Tempo di rivincite (1635-1640)

Dopo 16 anni di scontri l’Impero è pressoché distrutto. L’odio religioso tra cattolici e protestanti si è trasformato in una lotta per il potere tra nazioni, con eserciti composti da mercenari provenienti da tutta Europa, che insanguina Germania e Francia. “Ferro e sangue. La guerra dei 30 anni che devastò l’Europa”, introdotto dal professor Alessandro Barbero e in onda giovedì 17 giugno alle 22.10 su Rai Storia, segue le vicende di personaggi cruciali come il Cardinale Richelieu e il suo confidente, Padre Giuseppe, ma anche le vicissitudini di uomini e donne comuni, quali il soldato mercenario Hagendorf o l'orfana Anna Margareta von Haugwitz.

VENERDI’ 18/06/2021

“Passato e Presente” il cammino per la parità. Uomini e donne uguali nel lavoro?

Il faticoso cammino attraverso il quale le donne italiane hanno cercato di ottenere un uguale trattamento rispetto agli uomini sul lavoro. Un percorso ricostruito da Paolo Mieli e dalla professoressa Silvia Salvatici a “Passato e Presente”, in onda venerdì 18 giugno alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.

Un passo importante è rappresentato dalla legge 903 del 9 dicembre 1977, fortemente voluta dall’allora ministro del Lavoro Tina Anselmi - primo ministro donna della repubblica italiana – che, allineando l’Italia alle nuove direttive europee, unificava gli uffici di collocamento e proibiva qualunque distinzione tra lavori maschili e lavori considerati tipicamente femminili. La legge estendeva il diritto al congedo parentale anche ai padri, tentando di innescare un processo di divisione dei compiti anche all’interno della famiglia. Un processo cheancora fatica a realizzarsi, malgrado negli anni ’90 una nuova legge - la legge 125 sulle “azioni positive” - abbia dato avvio a una serie di politiche attive che, superando la parità formale, agissero a favore del genere svantaggiato, le attuali discrepanze tra i due sessi in termini di salari e avanzamento di carriera mostrano che il cammino verso la parità non è ancora compiuto.

“SeDici Storie”. Angela Casella e il sequestro di Terrazzano del 1956

Angela Casella e il sequestro Terrazzano del 1956: personaggi e avvenimenti ripercorsi da “SeDici Storie”, in onda in prima visione venerdì 18 giugno alle 21.10 su Rai Storia.

Angela Casella, madre di Cesare, un ragazzo di Pavia rapito negli anni ‘80 dalla ‘ndrangheta, fu soprannominata “Mamma Coraggio”. Era il periodo dei sequestri di persona, che foraggiavano le organizzazioni criminali, in particolare la ‘ndrangheta. Si arrivarono ad avere decine di sequestri contemporaneamente e non tutti videro i rapiti tornare a casa. “Mamma Coraggio” andò nella Locride a parlare con le donne, si incatenò a San Luca in piazza, divenne un simbolo di resistenza, amore per i figli, legalità e impegno civile. Una sfida che commosse l’Italia e diede un colpo importante alla patina di omertà che avvolgeva la Locride. Le donne di quella zona furono solidali con lei, e la sua battaglia contribuì alla liberazione del figlio Cesare, dopo quasi due anni di prigionia. Angela Casella è scomparsa nel 2011. La ricorda Enzo Ciconte, scrittore, docente e già deputato della Repubblica Italiana.

La storia del sequestro di Terrazzano, invece, comincia il 10 ottobre 1956: i due fratelli Egidio e Arturo Santato, due balordi emarginati della provincia di Rovigo, portano il terrore nella scuola elementare di Terrazzano, una frazione del Comune di Rho alle porte di Milano. Sequestrano 92 alunni e tre maestre e, pistola puntata alla testa di un bambino, chiedono un riscatto di 200 milioni di lire per la liberazione degli ostaggi. Sono sei ore di panico e non solo tra i bambini sequestrati ma anche tra la folla numerosa accorsa mentre le forze dell’ordine circondano l’edificio scolastico. L’indecisione tra carabinieri e polizia è forte: trattare o agire con la forza?

E’ allora che il ventitreenne operaio, anch’egli rodigino, Sante Zennaro e il famoso investigatore Tom Ponzi, riescono con una scala a entrare nella scuola e insieme riuscirono, a disarmare i fratelli Santato e a liberare gli ostaggi. Nl frattempo, però, le forze dell’ordine hanno deciso la via dell’intervento di forza e nella sparatoria rimane a terra e senza vita il povero Sante Zennaro. Tra gli intervistati, Renata De Angeli ed Enrico, ex studenti sequestrati.

14-’18: la grande guerra cento anni dopo. 1916: morire a Verdun

Nel 1916, sul fronte occidentale, nella cittadina di Verdun, si combatte, tra l’esercito francese e quello tedesco, lo scontro decisivo per le sorti finali della Prima Guerra Mondiale. Lo racconta “A 100 anni dalla grande guerra” - la serie prodotta da Rai Storia, presentata da Paolo Mieli, con la conduzione di Carlo Lucarelli e con la consulenza storica di Antonio Gibelli e Mario Isnenghi – in onda venerdì 18 giugno alle 22.10 su Rai Storia.

Il 1916 nasce all’insegna delle grandi illusioni, illusioni di una vittoria decisiva e della fine del conflitto. La conseguenza è una folle escalation di massacri e battaglie violentissime. La “guerra totale” è diventata realtà e il campo di battaglia di Verdun per dieci mesi sarà un buco nero che divorerà soldati, armi, trincee e animali, un vero e proprio inferno a cielo aperto. Proprio a Verdun, più che altrove, va in scena l’apocalisse della guerra nuova: 4 milioni di soldati coinvolti, oltre 700 mila morti.

SABATO 19/06/2021

“Passato e Presente” un matrimonio reale. Elisabetta e Filippo

Il 20 novembre del 1947, nell’Abbazia di Westminster a Londra, si celebrano le sontuose nozze tra Elisabetta di Windsor e Filippo Mountbatten. Elisabetta ha 21 anni, è figlia del re Giorgio VI ed è l’erede presuntiva al trono d’Inghilterra. Filippo ha 26 anni, è un lontano cugino di Elisabetta. Per sposare Elisabetta rinuncia al proprio cognome, si converte alla religione anglicana e diventa cittadino britannico. In questo modo esce dalla linea di successione al trono di Grecia e Danimarca, essendo l’unico figlio maschio di un fratello del re Costantino. Un evento che il professor Francesco Perfetti commenta con Paolo Mieli a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda sabato 19 giugno alle 20.30 su Rai Storia. Per il Regno Unito, ancora stravolto dalle ferite della Seconda guerra mondiale e dallo sfaldamento dell’Impero, il matrimonio tra Elisabetta e Filippo rappresenta una ripresa, una possibilità di sguardo fiducioso e pieno di ottimismo verso il futuro. La morte prematura del padre di Elisabetta, nel 1952, la rende regina, Capo della chiesa anglicana e Capo del Commonwealth, mentre a Filippo è riservato il ruolo non facile di principe consorte.

“Cinema Italia” Belle ma povere

Seguito di “Poveri ma belli”, il secondo film della trilogia di Dino Risi vede come protagonisti, Romolo e Salvatore, due giovani romani di belle speranze e con poca voglia di lavorare, che vivono alla giornata tramite espedienti più o meno efficaci. E’ il film “Belle ma povere”, in onda sabato 19 giugno alle 21.10 su Rai Storia per il ciclo “Cinema Italia”.

I due ragazzi sono fidanzati con le rispettive sorelle, Anna Maria e Marisa, le quali non vedono l’ora di sposarsi ma allo stesso tempo devono fare i conti con le loro precarie condizioni finanziarie. Imprevisti, liti, gelosie, stratagemmi scompagineranno le carte. Alla fine, riusciranno i quattro a convolare a nozze?Tra gli interpreti, Marisa Allasio, Maurizio Arena, Renato Salvatori, Lorella De Luca, Alessandra Panaro, Memmo Carotenuto, Riccardo Garrone.

“Documentari d’autore”, il dramma del Bhutan, Dimmi chi sono

Vent'anni fa un sesto della popolazione del Bhutan venne esiliato in un campo profughi del Nepal perché chiedeva maggiori diritti democratici al sovrano. Ora verranno riallocati in vari paesi del mondo. Il film, diretto da Sergio Basso, e in onda in prima visione assoluta sabato 19 giugno alle 22.45 su Rai Storia per il ciclo “Documentari d’autore”, segue uno di questi rifugiati, una ragazza di 14 anni, nella sua odissea, mentre chiede una soluzione diversa. Lei vuole tornare a casa. Insieme alle testimonianze verranno raccolte le melodie tipiche dei profughi Lhotshampa con l'aiuto di LochanRijal etnomusicologo dell'Università di Kathmandu. Con professionisti di Bollywood verranno adattate le testimonianze come lyrics delle melodie e coreografate le danze all'interno del campo profughi. I rifugiati non racconteranno il loro passato. Non spiegheranno cosa vuol dire perdere la propria identità. Lo canteranno.


 

 

 
 
 

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