L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

Dal mito di Atlantide al Secolo breve

DOMENICA 25/07/2021

Passato e Presente” racconta Dino Grandi, l’uomo che sconfisse Mussolini

Entrato nel fascismo dopo esser scampato ad un attentato, Dino Grandi diventa in poco tempo uno dei leader del fascismo in Emilia-Romagna, pur essendo, sin dal 21 spesso su posizioni radicalmente diverse da quelle di Benito Mussolini.Con l’esame di documenti inediti come il “Diario di Lisbona”, Paolo Mieli e il professor Francesco Perfetti ripercorrono a “Passato e presente”, in onda domenica 25 luglio alle 20.30 su Rai Storia, la figura di questo fascista atipico, portatore a più ripresa di una visione alternativa della politica, sia interna che estera.Questa alterità si manifesterà chiaramente nell’ordine del giorno che nella notte tra il 24 e il 25 luglio ’43 porta alla caduta di Mussolini e al ritorno dei pieni poteri alla Monarchia.Una svolta che segnerà per sempre il futuro non solo del fascismo ma anche della carriera politica di Grandi.

A “Binario Cinema” la Norvegia e il nazismo:  “La scelta del re”

Seconda guerra mondiale. La Norvegia ha proclamato la sua neutralità, sottraendosi alle mire espansionistiche del regime hitleriano. Per lo meno fino all’aprile 1940: i tedeschi giungono ad Oslo, offrendo, o meglio, imponendo protezione ai norvegesi con la scusa di aver legittimato azioni di a favore del sovranismo della Gran Bretagna. Il re Haakon VII, si trova a dover prendere una decisione che cambierà per sempre la sua nazione. Pagine di storia che Erik Poppe traduce nel film “La scelta del re”, in onda domenica 25 luglio alle ore 21.10 su Rai Storia per il ciclo “Binario Cinema”. Tra gli interpreti, Jesper Christensen, Anders Baasmo Christiansen, Karl Markovics.

LUNEDI’ 26/07/2021

“Passato e Presente” La peste nera del 1300

Nel 1346, durante l’assedio di Caffa, avamposto commerciale genovese sulla via della Seta, l’esercito mongolo lancia con le catapulte i cadaveri dei soldati colpiti da un misterioso morbo oltre le fortificazioni della città. Mesi dopo, le navi genovesi che tornano nei porti italiani sono piene di cadaveri o di malati. Comincia così la storia della peste nera, raccontata dal professor Alessandro Barbero e da Paolo Mieli a “Passato e Presente”, in onda lunedì 26 luglio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. L’Europa, ignara di che cosa significhi “contagio” e di come proteggersi da un’epidemia, viene colpita da una delle più gravi pestilenze che la storia ricordi. Un flagello che provocherà in circa un decennio circa 25 milioni di morti, quasi un terzo della popolazione complessiva. Una pandemia che cambia il volto del continente, dando, secondo alcuni, anche un impulso fondamentale allo sviluppo della medicina e della scienza moderna.

Cronache dall’impero” e Marco Aurelio: la filosofia al potere

Ama la pace, ma fa la guerra, insegue la serenità e deve affrontare la peste. Il ritratto di Marco Aurelio esprime equilibrio, ma la sua vita è un continuo, lacerante, compromesso tra “la matrigna”, così lui definiva il potere, e “la madre”, la filosofia. Seguendo il filo dei pensieri di “A sé stesso”, l’opera letteraria di Marco Aurelio, Cristoforo Gorno racconta l’imperatore filosofo a “Cronache dall’Impero”, in onda lunedì 26 luglio alle 21.10 su Rai Storia.

“Cronache dall’antichità”: Platone, la Sicilia e la nascita di un’idea: Atlantide

Nel 366 a.C. il filosofo Platone viene invitato a Siracusa per partecipare alla costruzione di un governo ideale, e forse è proprio in Sicilia che, a contatto con i fenici, inventa il mito di Atlantide. Un'ipotesi affascinante sostenuta dai dialoghi platonici Timeo e Crizia, e dalla visita alla città fenicia di Mozia. Platone e la nascita dell’idea del mito di Atlantide vengono raccontati da Cristoforo Gorno in “Cronache dall’antichità”, in onda lunedì 26 luglio alle 21.40 su Rai Storia.

“Italia, viaggio nella bellezza” Sulle tracce del patrimonio mondiale: le città storiche

Fra i beni inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco, le città sono oggi tra le categorie maggiormente rappresentate. Nei 1092 siti che compongono attualmente la lista, sono contenuti più di 300 centri urbani. E in Italia, che attualmente vanta il maggior numero di beni riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità, più della metà di questi siti riguardano borghi fortificati medievali, centri storici rinascimentali, e grandi centri urbani pluristratificati, che custodiscono le tracce di una storia millenaria. “Italia, Viaggio nelle Bellezza” - scritto e diretto da Maura Calefati e Lucrezia Lo Bianco, in onda lunedì 26 luglio alle 22.10 su Rai Storia - racconta alcune tappe della storia della tutela dei nostri centri storici. Il primato italiano si deve non solo al fatto che nel nostro territorio la civiltà urbana si è espressa in tutte le sue forme sin dalle epoche più remote, ma anche alla nostra capacità di salvaguardare e conservare i centri storici. L’idea stessa di considerare una città storica come un patrimonio da salvaguardare nel suo insieme nasce nella cultura urbanistica italiana degli anni ’60 e il documentario ne ripercorre le tappe: dalla Carta di Gubbio alla Carta di Venezia, dalla salvaguardia di Sabbioneta elaborata da Piero Gazzola, alla riqualifica di Urbino di Giancarlo De Carlo; dalle idee di Cesare Brandi a quelle di Antonio Cederna, fino ad arrivare alle nuove sfide delle città italiane che sono patrimonio dell’Unesco: il turismo di massa, il rischio di gentrificazione, la gestione del patrimonio culturale, lo sviluppo sostenibile.

Nel programma intervengono Francesco Bandarin, ex Vicedirettore Generale alla Cultura Unesco; Luca Dal Pozzolo, Architetto, Fondazione Fitzcarraldo; Fortuna De Rosa, Architetto, Università di Napoli Federico II: Luigi Fusco Girard, Architetto e Professore Emerito Università di Napoli Federico II; Marco Lisi, Storico Locale; Francesco Tosetto, Architetto.

MARTEDI’ 27/07/2021

Passato e Presente. Boat people, un salvataggio italiano

Dopo la partenza degli americani dal Vietnam nel 1975, il Paese vive una profonda crisi umanitaria. L’esercito comunista nord-vietnamita unifica il territorio e procede alla repressione dei vietnamiti del Sud che hanno combattuto al fianco degli USA. Violenze, miseria, e lo scatenarsi di nuovi conflitti con Cambogia e Cina, spingono centinaia di migliaia di persone a cercare una via di fuga in mare. A bordo di barconi fatiscenti, senza viveri né acqua, i “boat people” sfidano la morte nella speranza di raggiungere le coste dei paesi limitrofi. A “Passato e Presente”, in onda martedì 27 luglio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, la professoressa Silvia Salvatici ripercorre, insieme a Paolo Mieli, le tappe della mobilitazione internazionale che, a partire dal 1979, porta alcuni Paesi occidentali ad organizzare missioni di salvataggio. Tra queste c’è anche l’Italia, che invia tre imbarcazioni della Marina militare nel Mar Cinese Meridionale. L’operazione, organizzata ed eseguita in tempi brevissimi, si conclude con un successo: il 26 agosto gli incrociatori italiani rientrano a Venezia con a bordo almeno mille fuggitivi.

Diario civile. Palermo come Beirut: storia di Rocco Chinnici

Negli anni più duri, la storia di Palermo è una staffetta continua sul filo della morte, un testimone passato di mano in mano, un funerale dietro l’altro, a chiedersi continuamente chi sarà la prossima vittima. Succede il 29 luglio 1983, quando un'autobomba esplosa sotto la sua casa di Palermo uccide il giudice Rocco Chinnici, l'ideatore del pool antimafia, nella prima strage mafiosa di stampo terroristico. Con il magistrato, rimangono uccisi il maresciallo dei carabinieri Mario Trapassi, l'appuntato Salvatore Bartolotta, e il portiere dello stabile, Stefano Li Sacchi. Una storia raccontata dal documentario “Palermo come Beirut: storia di Rocco Chinnici”, in onda martedì 27 luglio alle ore 21.10 su Rai Storia. Uomo schivo e gentile, magistrato determinato e rigoroso, Chinnici ha attraversato la storia della Sicilia, occupandosi della strage di viale Lazio e diventando Consigliere Istruttore nel 1979, dopo la morte di Cesare Terranova. È lui a scegliere Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, come uomini di punta del suo pool di magistrati e a indirizzarli nel metodo investigativo che avrebbe portato all'istruttoria del maxiprocesso, nel 1985, e poi allo storico dibattimento, lungo due anni, finito con 19 ergastoli e 2665 anni di carcere per oltre 300 mafiosi. Il racconto della vita di Chinnici si intreccia agli anni più duri di Palermo, e incontra gli uomini dello Stato che sono caduti per combattere la mafia, uno dopo l'altro, da Emanuele Basile a Pio La Torre, da Carlo Alberto Dalla Chiesa a Gaetano Costa, da Boris Giuliano a Cesare Terranova. A ricordare il giudice Chinnici, insieme alle sue interviste e le immagini di repertorio, le testimonianze della figlia Caterina Chinnici, anche lei magistrato, dell'ex Generale dei Carabinieri Angiolo Pellegrini, e dello storico Salvatore Lupo.

La bussola e la clessidra”. La battaglia di Azincourt. Un venerdì all’inferno

Intorno alle 4 del pomeriggio del 25 ottobre 1415, quando la battaglia di Azincourt terminò, migliaia di cavalieri francesi giacevano sul campo di battaglia. Ironia della sorte, nonostante la loro schiacciante superiorità numerica, i francesi furono sconfitti in poche ore dal nemico ereditario inglese e dai loro famosi arcieri. Il formidabile intrigo politico che mette in scena le due più potenti monarchie europee dell'inizio del XV secolo e la centralità dei grandi cavalieri e di altre personalità che combatterono quel giorno sia sotto lo stendardo di San Giorgio che sotto quello del Fleur de Lys, emerge in questo determinante episodio della Guerra dei Cent’Anni dal professor Alessandro Barbero in “La bussola e la clessidra” in onda martedì 27 luglio alle ore 22.10 su Rai Storia.

MERCOLEDI’ 28/07/2021

Passato e Presente: IRA il braccio armato d’Irlanda (con il prof. Eugenio Biagini)

Le origini dell’Irish Republican Army, l’IRA, sono da rintracciare nelle formazioni paramilitari nazionaliste che si sollevarono contro la Gran Bretagna nella settimana di Pasqua del 1916. Nel 1921, in seguito alla partizione dell’Irlanda tra Ulster, a nord, che rimane sotto il dominio inglese, e Stato libero d’Irlanda, a sud, l’IRA costituisce l’avanguardia armata del movimento cattolico repubblicano. Ne parlano Paolo Mieli e il professor Eugenio Biagini nell’appuntamento con Passato e presente in onda mercoledì 28 luglio alle ore 13.15 su Rai3 e alle ore 20.30 su Rai Storia. Da allora, combatterà con operazioni di guerriglia e attentatati terroristici per porre fine alle discriminazioni di cui sono oggetto le comunità cattoliche nelle contee settentrionali, per la riunificazione dell’isola e per l’indipendenza dal Regno Unito. È una storia sanguinosa che vede contrapposte la comunità unionista protestante e l’esercito britannico da un lato, e l’IRA dall’altro. Solo nel 1998, con l’accordo del Venerdì Santo, arrivato dopo un lungo e contrastato processo di pace, questa strisciante guerra civile vedrà la fine.

“Storie della Tv” le primedonne del piccolo schermo: Delia Scala e Stefania Rotolo

La presenza femminile in tv fa da specchio al ruolo della donna nella società fin dai primi tempi. Una presenza analizzata - attraverso le storie di Delia Scala e Stefania Rotolo - da “Storie della tv”, in onda mercoledì 28 luglio alle 21.10 su Rai Storia. Delia Scala trasferisce negli studi della Rai il suo modo personalissimo di essere soubrette e diventa la rappresentante di un genere femminile moderno per l'epoca: dinamica, spiritosa, divertente. Diversa dal canone classico della soubrette paillettes e lustrini. Con la riforma della Rai e l'avvento del colore c'è un'altra “antisoubrette” che si propone al pubblico televisivo: Stefania Rotolo, l'immagine nuova della giovane donna libera e determinata, una ragazza degli anni Settanta. Ne parlano Bruno Voglino, Vito Molinari, Enza Sampò, Lidia Ravera, Pippo Baudo, Renzo Arbore.

La guerra segreta. Il vero James Bond

James Bond? In realtà si chiamava Dusan Popov e pare che Ian Fleming lo abbia incontrato persino in un casinò, nel 1941. “La guerra segreta”, in onda mercoledì 28 luglio alle 22.10 su Rai Storia, racconta le missioni del primo e vero James Bond. Proveniente da una ricca famiglia serba fu paradossalmente reclutato sia da agenti anti-Hitler Abwehr (l'Abwehr era il servizio segreto tedesco), che dall’Mi6, al servizio degli inglesi. Dai file resi noti dai sevizi risulta che Popov passò valutazioni imprecise della forza militare britannica ai tedeschi, dando invece informazioni accurate sugli effetti dei bombardamenti alleati agli inglesi; fu inviato dall'Abwehr negli Stati Uniti dove, si dice, avvertì i servizi segreti statunitensi dell'attacco giapponese a Pearl Harbor (e questa è l'origine della voce che Roosevelt sapeva dell'attacco prima che accadesse). Qui fu arrestato dall'FBI che lo rispedì in Gran Bretagna. Tra le altre missioni incredibili accreditate a Popov, c’è la creazione di un grande (e completamente fittizio) circolo spionistico per i tedeschi in Gran Bretagna. Il documentario esamina leggende e probabili verità sul vero James Bond e racconta come abbia influenzato le azioni statunitensi e tedesche durante la guerra. Popov pubblicò, poi, i suoi ricordi e morì nel 1981.

GIOVEDI’ 29/07/2021

Passato e presente. 1904-05 la guerra russo-giapponese (con il prof. Ernesto Galli Della Loggia)

Tra il 1904 e il 1905, la guerra combattuta tra la Russia dello zar Nicola II e il Giappone dell’imperatore Meiji per il controllo della Manciuria e della Corea, è considerata dagli storici la prima grande guerra del XX secolo, il primo esempio di guerra moderna per la potenza di fuoco degli eserciti e per il diffuso utilizzo della marina. Ne parlano il professor Ernesto Galli della Loggia e Paolo Mieli nel nuovo appuntamento con “Passato e presente”, in onda giovedì 29 luglio alle ore 13.15 su Rai3 e alle ore 20.30 su Rai Storia. Il conflitto è anche un grande spartiacque della storia. Rappresenta il fallimento dell’autocrazia russa, che, da lì a poco, perderà la guida del paese con la Rivoluzione d'ottobre. E segna l’affermazione dell’impero giapponese, da poco aperto all’Occidente e protagonista di uno straordinario sviluppo economico, come nuova potenza mondiale. Il Giappone è infatti il primo paese estremo-orientale che, nell’era moderna, riesce a sconfiggere un gigante europeo.

a.C.d.C. L'impero della Regina Vittoria I motori del cambiamento p.1

All'epoca della nascita della regina Vittoria, nel 1819, l'Inghilterra era una società agricola che, nell’arco di pochi decenni, si sarebbe trasformata in una superpotenza industriale, con un impero che si espandeva in tutto il globo. “L'impero della Regina Vittoria”, il ciclo in quattro episodi della serie “a.C.d.C”, introdotta dal professor Alessandro Barbero e in onda giovedì 29 luglio dalle 21.10 su Rai Storia, è sia la storia di questo periodo straordinario, sia il ritratto affascinante di una regina che governò su oltre un quinto della popolazione mondiale. È la storia di personaggi influenti che avrebbero modellato il sistema imperiale britannico: Gladstone, Disraeli, Livingstone, Rhodes e il Principe Alberto, marito di Vittoria. Questi personaggi - alcuni spinti da ambizione, altri da desiderio di profitto, e altri ancora da passione o da nobili ideali - avrebbero determinato un'espansione del Paese senza pari nella storia, trasformando per sempre la Gran Bretagna e i territori da essa controllati e dominati. Resoconti personali tratti da diari, ricostruzioni filmate sia in Inghilterra sia negli ex avamposti dell'Impero, tra cui India e Africa, raccontano il drammatico scontro di personalità e di culture che avrebbero segnato per ben 64 anni il regno della regina Vittoria.

a.C.d.C. L'impero della Regina Vittoria Passaggio in India p.2

L’India è di fatto amministrata dalla Compagnia delle Indie Orientali, che arruola un proprio esercito di soldati locali, i Sepoy, agli ordini di ufficiali inglesi. Gli usi e i costumi delle popolazioni autoctone non disturbano gli inglesi che, in realtà, sembrano ben contenti di intrattenere delle relazioni con le donne indiane. Tuttavia, l’arrivo delle loro mogli sconvolgerà le abitudini acquisite nel periodo trascorso lontani da casa e cambierà i rapporti nell’emergente società anglo-indiana. Temi al centro dell’appuntamento con il ciclo “L'impero della Regina Vittoria”, per “a.C.d.C”, introdotto dal professor Alessandro Barbero e in onda giovedì 29 luglio alle 22.10 su Rai Storia. La conquista dell’India lascerà dietro di sé una lunga scia di sangue e le rivolte indiane, soprattutto quella dei Sepoy del 1857, spingeranno gli inglesi ad un punto di non ritorno. Per fermare la spirale delle rappresaglie, la Regina Vittoria decide di attribuire alla Corona il governo della sua più grande colonia, ridimensionando il ruolo della Compagnia delle Indie Orientali. È un’epoca in cui la Gran Bretagna viene trascinata sempre più spesso in guerra, anticipando i drammi del ‘900. Il primo segnale sarà la Guerra di Crimea, dove l’esercito inglese si fa trovare drammaticamente impreparato. Ma un altro evento cambierà il corso del regno di Vittoria: nel Dicembre del 1861 muore il suo amato consorte e fidato consigliere, il Principe Alberto. Su questo lutto personale si chiude il secondo episodio del ciclo dedicato all’epoca della massima espansione dell’Impero britannico nel sub-continente indiano, tra il 1852 e il 1861.

VENERDI’ 30/07/2021

Passato e presente Morte al tiranno. Anarchici del 1800 (con la prof.ssa Elena Papadia)

Negli ultimi due decenni del XIX secolo una spaventosa ondata di attentati scuote l’Europa. A compierli sono per la maggior parte degli anarchici italiani. Nel giugno 1894 Sante Caserio uccide con una pugnalata il Presidente della Repubblica francese Sadi Carnot. Nell’estate 1897 Michele Angiolillo spara tre colpi di rivoltella al presidente del Consiglio spagnolo Antonio Cánovas del Castillo. Ma la morte che più di tutte colpisce l’opinione pubblica internazionale è quella dell’imperatrice d’Austria Elisabetta di Wittelsbach, detta Sissi, il 10 settembre 1898. A ucciderla, a Ginevra, con una lima usata a mo’ di pugnale, è ancora un anarchico italiano: Luigi Lucheni. Passano meno di due anni ed è la volta del re d’Italia Umberto I di Savoia. Già scampato a due attentati, il 29 luglio 1900 viene assalito da Gaetano Bresci, che esplode contro di lui quattro colpi di rivoltella. Il regicidio chiude l’epoca del terrorismo, che, sotto la bandiera nera dell’anarchia, ha insanguinato l’Europa. Paolo Mieli analizza le vicende e le origini del terrorismo anarchico italiano con la professoressa Elena Papadia nell’appuntamento con “Passato e Presente”, in onda venerdì 30 luglio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.

Rai Storia “Inferno nei mari” Cacciatori di U-BOOT pt.4

Aprile 1944. Il sommergibile tedesco U-515, comandato dall’asso degli U-Boot Werner Henke è sulla rotta per la Costa d’Oro africana quando incontra una formazione di “hunter killer” alleati guidata dal comandante Daniel Gallery. L'incontro mette a dura prova Henke e il suo equipaggio. I cacciatori di U-BOOT sono al centro del terzo appuntamento della seconda edizione di “Inferno nei mari”, la serie che racconta gli eventi più emozionanti della guerra sottomarina della Seconda guerra mondiale e della Guerra Fredda, in onda venerdì 30 luglio alle 21.10 su Rai Storia. La puntata sarà introdotta e contestualizzata dallo storico militare Ferdinando San Felice Di Monteforte

14-’18: la grande guerra cento anni dopo. L’industria della guerra

La Prima Guerra Mondiale è segnata dall’industrializzazione e dalle nuove armi: artiglierie pesanti, fucili a ripetizione, mitragliatrici, carri armati, sottomarini, ai quali si aggiungono i progressi nella radiofonia e l’uso di nuovi e micidiali strumenti come le armi chimiche e i gas. Senza dimenticare la comparsa dell’arma più “moderna”: l’aereo. Un’escalation raccontata da “L’industria della guerra”, in onda venerdì 30 luglio alle 22.10 su Rai Storia per la serie “’14-’18: la grande guerra cento anni dopo”.

SABATO 31/07/2021

Passato e presente Ebrei in fuga dal nazismo (con il prof. Carlo Greppi)

Il 1938 rappresenta uno spartiacque per gli ebrei di tutta Europa: prima di allora, dal 1935, solo la Germania nazista aveva una legislazione razziale. Ma nell'estate del 1939, ormai, le norme antiebraiche sono entrate nell'ordinamento giuridico di molti paesi: l’Ungheria, la Romania, la Slovacchia, la Polonia, l’Italia, oltre all'Austria annessa al Terzo Reich. Per centinaia di migliaia di ebrei l’unica via di salvezza, malgrado le incognite e le difficoltà di un trasferimento all’estero, è abbandonare il proprio paese d’origine.

A “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda sabato 31 luglio alle 20.30 su Rai Storia il professor Carlo Greppi e Paolo Mieli raccontano le storie di chi tentò di scampare al terrore nazista e di mettere in salvo altri ebrei in fuga dalle persecuzioni razziali. Sono Gustav Schroeder, capitano del Transatlantico St. Louis, che riesce a salvare i 937 passeggeri, per la maggior parte ebrei, respinti dagli Stati Uniti e dal Canada; l’allenatore di calcio Arpad Weisz, ungherese, che trova riparo in Italia ma poi, costretto a trasferirsi in Olanda dopo la promulgazione delle leggi razziali, sarà deportato ad Auschwitz; Oskar Tanzer, ebreo tedesco che si stabilisce in Italia e che, dopo il varo delle norme antisemite, sarà aiutato a mettersi in salvo da Don Primo Mazzolari; Paul Grüninger, capo della polizia del cantone svizzero di San Gallo, che dopo la chiusura delle frontiere aiuta oltre tremila ebrei ad oltrepassare il confine, un “dovere umano”, come lo definisce egli stesso, che gli causerà la perdita del lavoro e lo ridurrà in povertà.

Cinema Italia Il disordine

Mario, un giovane in cerca di lavoro e in cerca di successo, arriva a Milano, una Milano, caotica e disordinata. Il protagonista incontrerà vari personaggi della borghesia milanese: egoisti, capricciosi, snob, appaiono come la soluzione al suo problema, trascinandolo invece nel loro disordine. Mario riuscirà a salvarsi dalla loro cattiva influenza in modo totalmente casuale e irrazionale. Regia di Franco Brusati. Con Renato Salvatori, Samy Frey, Louis Jourdan, Curd Jürgens, Antonella Lualdi, Tomas Milian, Jean Sorel, Susan Strasberg Alida Valli, George Wilson, “Il disordine”, andrà in onda sabato 31 luglio alle ore 21.10 per il ciclo “Cinema Italia” su Rai Storia.

Documentari d’autore In viaggio con Che Guevara

Nel 2002 il regista Walter Salles ha girato il film "I diari della motocicletta" raccontando il viaggio attraverso l'America Latina nel 1952 di Ernesto Guevara, studente ventitreenne di medicina, insieme all'amico Alberto Granado. Ernesto proprio in questo viaggio scoprì la miseria e lo sfruttamento dei popoli e la sua vocazione di ribelle. Gianni Minà, già collaboratore di Salles per il suo film, in questo documentario ha invitato Granado a ripercorrere i luoghi visitati cinquant'anni prima con il Che alternando questo cammino nella memoria con immagini del dietro le quinte di "I diari della motocicletta". “In viaggio con Che Guevara” andrà in onda il ciclo “Documentari d’autore” sabato 31 luglio alle 22.45 su Rai Storia.


 

 

 
 
 

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