L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

Settecento anni dalla morte di Dante

DOMENICA 12/09/2021

Passato e Presente. Turati - Kuliscioff due vite una passione

Anna Kuliscioff e Filippo Turati si conoscono a Napoli nel 1885. Iniziano un rapporto sentimentale e un sodalizio politico che durerà tutta la vita. La Kuliscioff ha un ruolo rilevante nel passaggio di Turati alle idee socialiste ed entrambi sono protagonisti del processo che porta alla nascita, nel 1892, del Partito dei lavoratori italiani, che diventa, un anno dopo, Partito socialista. Turati ne guida l’ala riformista e, durante il periodo giolittiano, offre l’appoggio socialista ai governi liberal-democratici. Le vite di Turati e di Anna Kuliscioff sono al centro dell’approfondimento del professor Paolo Mattera e di Paolo Mieli, nell’appuntamento con “Passato e Presente”, in onda domenica 12 settembre alle ore 20:30 su Rai Storia. In questi anni vengono approvate diverse riforme di carattere sociale, che migliorano le condizioni di vita delle classi lavoratrici. Tra queste, la legge per la tutela del lavoro femminile e minorile, elaborata dalla stessa Kuliscioff. Nel primo decennio del Novecento i due sono protagonisti di un acceso dibattito sul suffragio universale e sul voto alle donne.

Binario Cinema. The imitation game                                       

L’incredibile storia del brillante matematico ed esperto di crittografia Alan Turing. La pellicola di Morten Tyldum, con Benedict Cumberbatch, Keira Knightley, Matthew Goode, Rory Kinnear, inizia la narrazione dall’arresto di Turing da parte delle autorità britanniche per atti osceni. Da qui numerosi flashback tratteggeranno il ritratto dello scienziato morto suicida a 41 anni e considerato oggi uno dei padri dell'informatica, a partire dalla serrata lotta contro il tempo per decifrare il codice segreto nazista denominato "Enigma". Oscar per la migliore sceneggiatura non originale a Graham Moore, “The imitation game” andrà in onda per il ciclo “Binario Cinema” domenica 12 settembre alle 21.10 su Rai Storia.

LUNEDI’ 13/09/2021

Passato e Presente. Dante e la commedia

La nascita del capolavoro dantesco, intrecciata alla vita del suo creatore:  a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda lunedì 13 settembre alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, Paolo Mieli ospita il professor Giuseppe Ledda, docente di letteratura italiana all’Università di Bologna, membro del comitato scientifico della Società Dantesca Italiana e del Gruppo Dante dell’Associazione degli Italianisti, e autore di numerosi saggi su Dante e sulla Commedia. Il racconto della puntata, scandito dalla lettura di brani delle opere di Dante, seguirà il percorso della creazione della Commedia, legando la composizione dei canti agli episodi più significativi della vita del poeta. Il primo capitolo parte dalla fine della “Vita Nova”, dove Dante annuncia un’opera dedicata a Beatrice ascesa in Paradiso, e si chiude con la sconfitta politica e l’esilio, durante il quale il poeta definisce il suo ruolo di intellettuale, riscopre nel “Convivio” l’attualità politica dell’impero e rilegge il poema virgiliano dell’Eneide. Il secondo capitolo si concentra su “l’ideazione della Commedia e la scrittura dell’inferno” e racconta come, attraverso il recupero del modello virgiliano del viaggio nell’al di là, si realizza la sintesi tra il progetto di poema paradisiaco dedicato a Beatrice e quello politico morale dedicato a Virgilio. Il terzo capitolo si concentra infine sul sorgere e sul tramontare delle speranze politiche di Dante legate alla discesa di Arrigo VII in Italia e sul passaggio quindi “dal sogno imperiale alla città celeste: Purgatorio e Paradiso” e racconta la stesura della seconda e della terza cantica della Commedia, collegandola agli anni di esilio sino all’approdo a Verona e poi a Ravenna.

Francesco Morosini, il Peloponnesiaco

Un documentario dedicato alla figura di Francesco Morosini, personaggio straordinario in un secolo, il Seicento, molto delicato per la storia di Venezia. Un abile uomo di guerra che seppe far recitare a Venezia per l'ultima volta un ruolo da protagonista sulla scena Europea, confrontandosi a più riprese contro i turchi, a Candia (Cipro) e successivamente nella guerra di Morea (Peloponneso). Di Davide Savelli, regia di Agostino Pozzi e Matteo Berdini, “Francesco Morosini, il Peloponnesiaco” andrà in onda in prima visione lunedì 13 settembre alle 21.10 su Rai Storia. Attraverso le interviste a storici ed esperti militari, e al prezioso ciclo pittorico di 48 tele, realizzato per ornare la residenza di famiglia, ricostruiremo le gesta del doge e grande condottiero, immergendoci nei diversi aspetti del modo di intendere e condurre la guerra nel ‘600: le conoscenze teoriche e pratiche che appartengono all’arte militare, i combattimenti navali, le operazioni di assedio di città e fortezze. Hanno partecipato il Gen. C.A. Bruno Buratti, Comandante Interregionale dell'Italia Nord Orientale della Guardia di Finanza, il Contrammiraglio Andrea Romani, Comandante dell’Istituto di Studi Militari Marittimi e del Presidio Marina Militare di Venezia, Gherardo Ortalli, Storico, Università Ca’ Foscari, Venezia, Giuseppe Gullino, Storico, Università di Padova, Alessandro Marzo Magno, Giornalista, saggista e divulgatore.

I Siti Italiani del patrimonio mondiale Unesco. Il patrimonio immateriale

Cosa lega l’arte di un falconiere, quella di un pizzaiolo napoletano e la sapienza artigiana di un liutaio di Cremona? Cos’hanno in comune la dieta mediterranea, una pratica agricola come quella della vite ad alberello di Pantelleria e la Macchina di Santa Rosa, la spettacolare torre alta 30 metri illuminata da luci e fiaccole che ogni 3 settembre fa il giro della città di Viterbo sulle spalle di centinaia di facchini? Sono tutti straordinari esempi di quello che – nella Convenzione del 2003 - l’UNESCO ha definito il “patrimonio culturale immateriale” e che Rai Cultura racconta nel documentario in onda lunedì 13 settembre alle 22.10 su Rai Storia. Si tratta di un insieme di pratiche culturali immateriali, intangibili, (le lingue, il canto, i saperi artigiani, i rituali e le festività, le pratiche agricole, ecc.) che definiscono un patrimonio “vivente”, un elemento vivo della cultura di comunità locali e globali allo stesso tempo. In questa puntata si va alla scoperta degli 8 patrimoni culturali immateriali riconosciuti in Italia (alcuni in condivisione con altri Paesi). 8 esempi che aiutano a comprendere in profondità cosa si nasconde dietro il concetto di patrimonio culturale immateriale. Esperienze come quelle della liuteria cremonese: un sapere e un saper fare tutto immateriale, basato su alte competenze che non si apprendono sui libri, sulla maestria nella lavorazione del legno, sulla capacità di assemblare più di 70 pezzi in modo assolutamente artigianale, senza utilizzare semilavorati, vernici a spruzzo e simili. Questo viaggio dimostra che il valore e l’importanza del patrimonio culturale immateriale sono direttamente connessi all’identità culturale e alla memoria storica di comunità che in esso si identificano, alla ricchezza di conoscenze e competenze che si trasmettono attraverso di esso tra generazioni.

MARTEDI’ 14/09/2021

Dante Assoluto … e cielo e terra…”

Una sintesi dei momenti più memorabili del Festival Dante Assoluto, che si è tenuto dall’1 al 20 luglio 2021 alla Basilica di Massenzio, all’interno del Parco archeologico del Colosseo per celebrare i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. Nelle sette serate, ideate e dirette da Maria Ida Gaeta, diversi scrittori hanno omaggiato Dante con testi inediti ispirati alla Divina Commedia, così come lo hanno fatto interpreti del teatro, del cinema e della musica, a testimonianza della durevole attualità dell’opera dantesca. Tra loro lo studioso della lingua italiana Giuseppe Antonelli, gli scrittori Javier Cercas, Roberto Saviano, Melania Mazzucco, Alessandro Piperno, Aldo Cazzullo, Fabio Stassi, Edoardo Albinati, Stefania Auci, Nicola Lagioia, Chiara Valerio; gli studiosi Lina Bolzoni, Giulio Ferroni e Franco Cardini e i poeti Valerio Magrelli, Daniela Attanasio, Silvia Bre, Nicola Bultrini, Claudio Damiani; gli attori Monica Guerritore, Sergio Rubini, Valeria Solarino, Anna Bonaiuto, Maddalena Crippa, Giorgio Colangeli, Lucia Mascino, Lunetta Savino. In tutte le serate c’è stata musica dal vivo con l’Orchestra popolare italiana diretta da Ambrogio Sparagna, Murubutu e Claver Gold, Cristiano Godano, Fulminacci e altri.

Passato e Presente. La guerra di Crimea

La guerra di Crimea, che vede contrapposta la Russia dello zar Nicola I e gli eserciti alleati di Turchia, Francia e Inghilterra, è il più grande conflitto internazionale dopo le guerre napoleoniche ed è considerata la prima guerra moderna: è la prima che viene documentata da un inviato e da un fotografo; la prima che impiega armi da fuoco efficaci, a canna rigata; la prima che usufruisce di un corpo di infermiere per assistere i feriti. La guerra di Crimea sarà ripercorsa dal professor Adriano Roccucci e da Paolo Mieli a “Passato e presente” in onda martedì 14 settembre alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. In risposta a un tentativo di espansione russa a spese dell’Impero ottomano, gli alleati accerchiano l’esercito dello zar a Sebastopoli, sul Mar Nero, dove è ormeggiata la flotta russa. Decimati dal colera, iniziano un assedio logorante che durerà più di un anno. Anche il piccolo Piemonte entra in guerra, alla fine dell’inverno, per assicurare forze fresche agli eserciti alleati stremati. Cavour potrà così sedere al tavolo della pace e perorare la causa dell’indipendenza italiana in un consesso internazionale, stringendo un’importante alleanza con la Francia. Il prezzo della sconfitta russa sarà di quasi un milione di morti e darà all’Europa un assaggio di ciò che l’attende con la Prima Guerra Mondiale.

Alighieri Durante, detto Dante. Vita e avventure di un uomo del Medioevo

Il professor Alessandro Barbero ci porta indietro nel tempo, di ben sette secoli, per raccontarci la vita di colui che è riconosciuto universalmente come il padre della lingua italiana: Dante Alighieri, l’autore di uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale, la Divina Commedia, che ancora oggi continua a essere materia di studio per gli studenti delle scuole, di ricerca in ambito universitario, e fonte di ispirazione per artisti, registi, scrittori, musicisti, in tutto il pianeta.

Con un tono brillante, e altamente divulgativo, il racconto si propone di ricostruire la “carta d’identità” di Durante Alighieri, detto Dante, attraverso le fonti disponibili agli storici: i documenti, le minute notarili, i certificati di nascita, i contratti di compravendita e, naturalmente, le “cronache” del tempo, che gli autori hanno immaginato di “far rivivere”, affidandole ad attori contemporanei che interpreteranno i cronisti di allora.

Così, alla narrazione di Barbero e alle immagini dei luoghi danteschi, si alterneranno le voci, e “i volti” di Filippo e Giovanni Villani; Giovanni Boccaccio; Leonardo Bruni; il notaio Jacopo di Pandolfino; Dino Compagni.

Il racconto si concentrerà in particolar modo sull’infanzia e la giovinezza di Dante, la sua formazione, la vita fiorentina e la sua discesa in politica, sino al dramma dell’esilio, che coinciderà con la scrittura della sua immortale opera letteraria. Alighieri Durante, detto Dante. Vita e avventure di un uomo del Medioevo andrà in onda martedì 14 settembre alle 21.10 su Rai Storia.

Nel mezzo del cammino 

Gli allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia e dell’Accademia Nazionale d’Arte drammatica Silvio d’Amico leggono e interpretano il I Canto dell’Inferno della Divina Commedia. Il video è stato girato interamente e, per la prima volta, all’interno della Domus Aurea.

Italia. Viaggio nella bellezza - Dante, antico e onorevole cittadino di Firenze

Un poeta, Dante, che muore in esilio nel 1321, bandito e condannato dalla sua città. Un maestro, Giotto, che nel 1337 lo celebra con un ritratto nella sua ultima fatica, il ciclo di affreschi della cappella del Palazzo del Podestà, oggi Museo del Bargello. Una città, Firenze, che in quegli anni promuove il ritorno dell’illustre cittadino che aveva bandito dal suo seno: miniatori, copisti, letterati e poeti, mercanti e notai, spesso organizzati in botteghe danno vita a una produzione intensissima di manoscritti della Commedia. A 700 anni dalla sua morte, uno straordinario racconto della fortuna di Dante e della sua opera nella Firenze del Trecento. Sono intervenuti Luca Azzetta, filologo, Università degli Studi di Firenze, Sonia Chiodo, storica dell’arte, Università degli Studi di Firenze, Teresa de Robertis, paleografa, Università degli Studi di Firenze, Cecilia Frosini, storica dell’arte, Opificio delle Pietre Dure di Firenze, Paola D’Agostino, Direttrice dei Musei del Bargello. Di Eugenio Farioli Vecchioli, regia Eva Frerè “Dante, onorevole e antico cittadino di Firenze”, andrà in onda martedì 14 settembre alle 22:40 su Rai Storia per “Italia. Viaggio nella bellezza”, il programma che offre un affascinante viaggio alla scoperta dei luoghi, le opere e le vicende del patrimonio culturale italiano, di Eugenio Farioli Vecchioli, scritto con Davide Savelli, a cura di Paola Principato, produttore esecutivo Sabrina Destito.

MERCOLEDI’ 15/09/2021

Passato e Presente. Il neo-atlantismo. L’Italia e il Mediterraneo

Dopo la Seconda Guerra Mondiale l’Italia entra a far parte del Patto Atlantico. È una nazione sconfitta e deve scontare un ruolo subalterno, ma alcuni esponenti della sinistra democristiana – come Dossetti, Gronchi, Fanfani, La Pira – la vorrebbero protagonista nell’area del Mediterraneo. Aspirano a stringere rapporti diretti con i paesi emergenti del nord Africa e del Medio Oriente, conquistandosi una sempre maggiore autonomia dagli americani. Inizia così la stagione del cosiddetto “neoatlantismo”: una pagina di storia ripercorsa dalla professoressa Leila El Houssi e da Paolo Mieli a “Passato e Presente”, in onda mercoledì 15 settembre alle 13.15 su Rai3 e alle ore 20.30 su Rai Storia. L’azione politica di Fanfani, che in questi anni è più volte Presidente del consiglio e Ministro degli esteri, va in questa direzione. Come pure quella di Giovanni Gronchi che, Presidente della repubblica dal 1955 al 1962, inaugura una stagione di protagonismo del capo dello stato in politica estera, con i suoi numerosi viaggi nei paesi del Mediterraneo. Sul piano culturale, un grande artefice del neoatlantismo è Giorgio La Pira, sindaco di Firenze, che intreccia rapporti con i principali leader del Mediterraneo. Ma il vero protagonista di questa stagione è il presidente dell’Eni Enrico Mattei, che, con le sue iniziative nel mercato dell’energia, stringe solidi rapporti economici con i paesi produttori di petrolio, sfidando il monopolio delle grandi compagnie anglo-americane.

Italiani – Il transatlantico Rex – Nave 296

La storia del Rex, il transatlantico più famoso e leggendario della marina italiana. Simbolo dell’Italia fascista, campione di velocità nella traversata atlantica, la nave che ha rivoluzionato il modo di viaggiare per mare, aprendo la strada al moderno concetto di crociera. Lo racconta “Il transatlantico Rex – Nave 296”, di Maurizio Sciarra, in onda mercoledì 15 settembre alle 21.10 su Rai Storia per il ciclo “Italiani”, con la consueta introduzione di Paolo Mieli.Una storia indagata attraverso testimonianze dirette, il racconto di esperti e appassionati per ricostruire la storia e la leggenda intorno alla breve vita della nave, dal primo viaggio nel 1932 all’affondamento per mano degli Alleati nel 1944, e all’eco del suo mito che ancora emerge nell’industria e nel costume italiani (un esempio su tutti in “Amarcord” di Federico Fellini).

La guerra segreta. Operazione Tombola

Nel 1945, l’ultima grande offensiva della guerra aveva l’obiettivo di liberare l’Italia dai tedeschi una volta per tutte. Questo assalto, quasi dimenticato, fu uno dei più coraggiosi condotti dallo Speciale Operation Executive e dalla Special Air Service e si trattò di un raid massiccio nelle retrovie tedesche nei pressi di due paesini, Villa Rossi e Villa Calvi, che esistono tuttora. E’ l’ “Operazione Tombola”, al centro di “La guerra segreta”, in onda mercoledì 15 settembre alle 22.10 su Rai Storia. I veri protagonisti di questa operazione furono Michael Lees, agente Soe, e Roy Alexander Farran e i partigiani ai suoi comandi.

GIOVEDI’ 16/09/2021

Passato e Presente. La legione straniera

Nata nel 1831 per volontà del re Luigi Filippo, che doveva sostenere la campagna d’Algeria appena iniziata, la Legione straniera è un corpo speciale dell'esercito francese che arruola volontari di ogni nazionalità. Chi diventa legionario abbandona tutto e, all’occorrenza, persino l’identità. La Legione diventa così un riparo per molti avventurieri, perseguitati politici di ogni credo, criminali in fuga. Una caratteristica che ha fatto del legionario una figura romantica, che ha alimentato l’immaginario di tanto cinema e tanta letteratura. La legione straniera è al centro dell’appuntamento con Passato e presente in onda giovedì 16 settembre alle 13.15 e alle 20.30 su rai Storia. Nella realtà, quella della Legione Straniera è una storia lunga e controversa, piena di battaglie all’ultimo sangue e di atti di eroismo, ma anche macchiata da gravi episodi di violenza su civili e nemici. Ridimensionata per volere di De Gaulle dopo il coinvolgimento del 1° Reggimento Straniero Paracadutisti nel golpe in Algeria del 1961, la Legione è oggi un corpo scelto per le missioni dell’esercito francese nel mondo. Paolo Mieli ne ricostruisce la storia insieme al professor Ernesto Galli della Loggia.

a.C.d.C.

1590-1643 Per la fede e per il trono. Alle origini dell’Europa moderna. Un re protestante

Negli anni formativi dell’Europa moderna, grandi stati e grandi dinastie assetate di potere si battono per il dominio del continente, non solo sui campi di battaglia, ma nelle corti, nei castelli, nei salotti, e nelle camere da letto. Alleanze strategiche, adulteri, complotti, tradimenti ed assassinii: attraverso una complessa rete di relazioni familiari e personali le corone di Spagna, Inghilterra e Francia lottano per la supremazia, mentre il conflitto permanente tra Cattolici e Protestanti assume le forme tragiche della guerra dei Trent’anni. Torna il professor Alessandro Barbero con sei nuovi appuntamenti della nuova serie “1590-1643 Per la fede e per il trono. Alle origini dell’Europa moderna” per il ciclo “a.C.d.C”, da giovedì 16 settembre alle ore 21.10 in prima visione su Rai Storia. Nel primo episodio il protagonista è Enrico IV: è il nuovo re di Francia, ma è un protestante e sono in molti ad opporsi alla sua incoronazione. Le truppe del re cingono d’assedio Parigi, riducendo gli abitanti alla fame, ma non ha la forza militare per sconfiggere l’opposizione, organizzata nella Lega Cattolica. È solo dopo cinque anni di sanguinosi scontri, e dopo la sofferta conversione al Cattolicesimo che Enrico può essere finalmente incoronato nella cattedrale di Chartres.

a.C.d.C

La via della seta

In tre episodi il racconto della Via della seta, la rotta commerciale più famosa della Storia, che ha contribuito a plasmare il mondo. Tre i punti di vista dai quali ogni episodio prende il via per raccontarne un aspetto, intrecciando al passato gli sviluppi delle vicende future, guardando a luoghi, popolazioni, civiltà. Dagli Unni ai Mongoli, dalla peste a Cristoforo Colombo, da Marco Polo fino alla costruzione delle ferrovie americane. Un nuovo viaggio proposto da a.C.d.C. introdotto come di consueto dal professor Alessandro Barbero e in onda giovedì 16 settembre alle 22.10 su Rai Storia. Tema della prima puntata è la guerra: un’indagine per scoprire come la Via della Seta abbia influenzato il modo di combattere, dalla cavalleria alla polvere da sparo. Un racconto che prende il via dalla sconfitta romana a Carre, contro i Parti che ebbero la meglio sorprendendoli con innovazioni strategiche quali gli arcieri a cavallo armati di archi ricurvi e frecce con uguali punte ma intercambiabili, che garantivano stesse distanze, e tattiche di guerriglia fatte di brevi attacchi a sorpresa. E ancora, nel primo episodio: gli Unni, il declino dell’Impero romano, gli Avari, le staffe per montare a cavallo, i mongoli di Gengis Khan, la pax mongolica e il fiorire dei traffici, fino a Marco Polo e alla scoperta, casuale, della polvere da sparo.

VENERDI’ 17/09/2021

Passato e Presente. Sadat, il Rais del nuovo Egitto

Anwar al Sadat viene eletto presidente dell’Egitto nel 1970, dopo la morte di Nasser. Dopo la nomina imprime un forte cambiamento alla politica del suo amico e predecessore. Si avvicina alla religione islamica e contemporaneamente apre all’economia di mercato. In politica estera si distacca dall’Unione sovietica, tradizionale alleato, e si avvicina agli Stati Uniti. Un personaggio che Paolo Mieli e il professor Franco Cardini analizzano a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda venerdì 17 settembre alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. La vera svolta di Sadat è quella sullo scacchiere mediorientale. Dopo la Guerra del Kippur contro Israele, che consente all’Egitto di tornare in possesso della penisola del Sinai, Sadat avvia un processo di pace con lo stato ebraico, che porterà agli accordi di Camp David, nel 1978, e l’anno successivo alla firma di un trattato di pace tra Egitto e Israele. Il mondo tributa ai due firmatari, Sadat e Begin, l’onore del Premio Nobel per la pace, ma il mondo arabo è tutto contro il rais egiziano, considerato un traditore. Nel 1981 un fondamentalista islamico uccide Sadat proprio nel giorno in cui si festeggiano i successi della Guerra del Kippur.

20.09.1870 La battaglia per Roma

A differenza di molti altri importanti episodi del nostro Risorgimento, quella di Porta Pia è stata una battaglia poco rilevante dal punto di vista militare, durata poche ore nell’arco della mattinata del 20 settembre 1870. Ben più complesso è stato il percorso che ha portato a quella storica giornata e conseguentemente alla proclamazione di Roma capitale del Regno d’Italia. Lo speciale “20.09.1870 La battaglia per Roma”, di Giancarlo Mancini, regia Graziano Conversano, in onda venerdì 17 settembre alle 21.10 su Rai Storia, è stato pensato proprio per ricostruire questa intricata vicenda, strutturato come una sorta di cronaca-racconto con la voce-guida di Nicola Roncalli, straordinaria figura di erudito che con le sue cronache ci ha lasciato una miniera di preziose informazioni sugli umori e le atmosfere della Roma papalina. Attraverso discorsi, documenti e testimonianze si sono ricostruite le mosse dei due principali protagonisti di questa vicenda: Pio IX e Vittorio Emanuele II. Inoltre, su tutti i principali problemi storici e politici attraversati si soffermano le interviste esclusive realizzate ai professori Alberto Melloni, Angelo Varni e a Francesco Margiotta Broglio.

14-’18: la grande guerra cento anni dopo. Come finisce sul fronte occidentale

Nel marzo 1918 le truppe italiane sono pronte per trasferirsi in Francia. Quello che Cadorna non aveva voluto considerare, ovvero l'esistenza di un fronte di guerra diverso da quello italiano, sotto il comando di Diaz diventa una possibilità militare e un'opportunità politica: ricambiare il favore fatto all'Italia dagli alleati, con l'invio di artiglieria sul Piave, e consolidare l'alleanza militare in vista delle trattative di pace. Sul fronte francese arrivano 25.000 soldati italiani che si faranno onore nella seconda battaglia della Marna, lasciando sul campo 5.000 caduti e 4.000 feriti, ma risultando decisivi per la vittoria finale sui tedeschi. “’14-’18: la grande guerra cento anni dopo” andrà in onda venerdì 17 settembre alle ore 22.10 su Rai Storia.

SABATO 18/09/2021

Passato e Presente. Luigi Barzini l'avventura del giornalista

Luigi Barzini è il testimone privilegiato degli eventi cruciali che segnano la prima metà del XX secolo. Nei primi anni del Novecento s’impone come star del giornalismo internazionale con i suoi avventurosi reportage dall’estremo oriente, dalla guerra di Libia e dalla Francia del primo conflitto mondiale. Con il suo stile asciutto ed essenziale, lancia un nuovo tipo di giornalismo, che diventa di moda. Durante il ventennio fascista, mentre il figlio Luigi junior ne segue le orme e diventa a sua volta inviato del “Corriere della sera”, Barzini padre collabora con Il Popolo d’Italia, la testata del regime, e dopo l’8 settembre segue il governo repubblichino a Salò. Una scelta che pagherà a caro prezzo negli anni successivi alla guerra. L’avventura del giornalista Luigi Barzini sarà raccontata dal professor Mauro Canali e da Paolo Mieli sabato 18 settembre alle ore 20:30 su Rai Storia.

Cinema Italia. I soliti ignoti

Capannelle, Mario, Ferribotte e Tiberio tentano di far uscire di prigione Cosimo, in carcere per il furto di una macchina. Per riuscire nel loro intento, cercano qualcuno che si prenda la colpa al posto dell’amico: risponde all’appello Beppe, pugile di quart’ordine che accetta di dichiararsi responsabile del furto dietro compenso.

Nonostante l’ammissione di colpevolezza non viene creduto. Prima di uscire di prigione Beppe riesce a farsi confidare da Cosimo il piano per mettere a punto un colpo: svaligiare la cassaforte del Monte di Pietà. Beppe, a capo della banda composta dagli amici di Cosimo, inizia a preparare il furto. Si rivolgono così a Dante, specialista nello svaligiare casseforti, che però non può agire in prima persona perché sorvegliato. Sembra andare tutto per il meglio finché Cosimo non viene rilasciato…

Considerato uno dei capolavori del cinema italiano, vincitore di due Nastri d’argento, candidato agli Oscar 1959 come miglior film straniero, “I soliti ignoti” andrà in onda per il ciclo “Cinema Italia” sabato 18 settembre alle ore 21.10 su Rai Storia. Regia di Mario Monicelli. Con Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Renato Salvatori, Tiberio Murgia, Carlo Pisacane, Claudia Cardinale e Totò.

Documentari d’autore. Parola d’onore

La Calabria viene associata spesso all’impronunciabile nome ‘ndrangheta e raramente, invece, ai nomi di tutti gli eroi moderni che lottano senza tregua contro il cancro di quella terra. Roberto Di Bella, il presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria, è uno di loro. Ha deciso di cambiare le cose, portando in salvo tutti quei ragazzi che sembravano destinati a rimpiazzare i loro padri e i loro zii all'interno dei ranghi della feroce società criminale. Di Bella e il suo programma “Liberi di scegliere”, che allontana i ragazzi dalle proprie famiglie malavitose, sono al centro del doc “Parola d’onore”, in onda per il ciclo “Documentari d’autore”, sabato 18 settembre alle 23 in prima visione su Rai Storia. Il fine ultimo è quello della rieducazione: viene insegnato loro che i veri artefici del loro destino, sono loro stessi. Questi ragazzi non sono necessariamente destinati a diventare vittime, ma la loro vita può cambiare per bene loro e di tutto il paese


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