L'ape musicale - rivista di musica arti cultura

 

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CHIARA OPALIO

Pianista

Giovane pianista veneta, Chiara Opalio è considerata come una delle più interessanti musiciste italiane della sua generazione, attiva sia come solista che come camerista.

Gli ultimi più importanti appuntamenti la vedono protagonista di concerti con l’Orchestra del Friuli Venezia Giulia e con l’Orchestra Haydn e, più recentemente con I Virtuosi Italiani e con l’Orchestra di Padova e del Veneto.

Nel 2012 debutta all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia nella Sala Petrassi in un concerto di musica da camera assieme a Leonidas Kavakos.

Si esibisce in concerto da sola per la prima volta a quattro anni e a quindici debutta a Milano con l’Orchestra I Pomeriggi Musicali.

Ospite di prestigiose sale da concerto, particolarmente acclamate sono le sue esibizioni per gli Amici della Musica a Verona, l’Auditorium Fondazione Cariplo a Milano e per Mi-To Settembre Musica.

Unica europea tra i sei semifinalisti al Clara Haskil Competition del 2011, nel 2012 vince il 2° Premio al Concorso Internazionale del Friuli Venezia Giulia.

Dal 2010 suona in duo con il violoncellista Giovanni Gnocchi con il quale tiene concerti al Mozarteum di Salisburgo, all’Accademia Filarmonica di Bologna, alla Fazioli Concert Hall, al Teatro Alighieri di Ravenna e per Asolo Musica.

Nata nel 1990, Chiara inizia a suonare il pianoforte all’età di tre anni e a sedici si diploma con lode e menzione speciale.

Dagli undici ai ventun anni frequenta l’Accademia Pianistica Internazionale Incontri col Maestro di Imola studiando nello stesso tempo anche con Alexander Lonquich, Aldo Ciccolini, Andrea Lucchesini e con il Trio Altenberg Wien.

Dal 2013 studia all’Hochschule für Musik di Basilea con Claudio Martinez Mehner, e dal 2012 è docente di pianoforte alla Fondazione Santa Cecilia di Portogruaro.

Con Fondazione Arena debutta al Teatro Ristori nel 2012; torna al Teatro Ristori nell’ambito della Stagione Sinfonica 2014-2015 interpretando il Concerto per pianoforte n. 4 op. 58 in sol maggiore di Beethoven.

TITO CECCHERINI

Direttore d’orchestra

Artista fra i più colti e profondi dei nostri giorni, Tito Ceccherini combina un grande talento comunicativo alla straordinaria lucidità delle sue interpretazioni, sorrette da una tecnica direttoriale sofisticata e brillante.

Acclamato interprete del repertorio moderno, approfondisce l’opera dei classici del ‘900: Bartók, Debussy, Strauss, Ravel, Janáček, Schönberg, sui cui capolavori sinfonici o teatrali torna con passione e regolarità.

Direttore di provata esperienza, collabora con orchestre come la Philharmonique de Radio France, la BBC Symphony londinese, la HR-Sinfonieorchester di Francoforte, la SWR di Stoccarda, la Deutsche Radio Philharmonie, la Tokyo Philharmonic, l'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra del Teatro La Fenice, l’Orchestra Sinfonica di Milano “G. Verdi”, l’Orchestra del Teatro San Carlo, l’Ensemble Intercontemporain, il Klangforum Wien, fra le molte altre.

Nell’agosto del 2012 debutta al Festival di Lucerna partecipando al ciclo “Pollini Perspectives”, successivamente presentato alla Suntory Hall, alla Salle Pleyel, alla Philharmonie di Berlino e al Teatro alla Scala.

Inaugura poi il nuovo Festspielhaus a Erl, con un’acclamata interpretazione del Castello di Barbablù di Bartók e viene applaudito in teatri come il Bol’šoj di Mosca, l’Opéra National de Paris, il Capitole di Toulouse, il Grand Theatre de Geneve, il San Carlo di Napoli, il Colón di Buenos Aires, il Nationaltheater a Mannheim, e numerosi altri.

Fra i progetti futuri si segnalano il debutto con la WDR Sinfonieorchester di Colonia e con la Radio Filharmonisch Orkest al Concertgebouw di Amsterdam, oltre a nuovi progetti con l'Ensemble Intercontemporain, l'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, l’Orchestra dell’Arena di Verona.

In ambito lirico: La porta della legge di Sciarrino per la Fenice di Venezia e le nuove produzioni del Castello di Barbablù e Il prigioniero di Dallapiccola a Tolosa.

Le sue incisioni discografiche vengono insignite di premi come lo “Choc” di Le Monde de la Musique, “Diapason d'Or” e Midem Classical Awards.

Debutta con Fondazione Arena dirigendo il terzo appuntamento al Teatro Ristori nell’ambito della Stagione Sinfonica 2014/2015.