L'ape musicale - rivista di musica arti cultura

 

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Novecento internazionale

Venerdì 13 aprile 2018 – ore 20.30 Turno Azzurro

Sabato 14 aprile 2018 – ore 20.30 Turno Azzurro

                                                                           

MARCO ANGIUS Direttore

EMANUELE ARCIULI Pianoforte

                                                                                                        

Dmitrij Šostakovič Ouverture festiva op. 96

Ildebrando Pizzetti Canti della stagione alta Concerto per pianoforte e orchestra

Michael Daugherty Deus Ex Machina, per pianoforte e orchestra

Leóš Janáček Jenufa-Rhapsodie (arrangiamento di Max Schönherr)

                                                                                                              

Marco Angius ed Emanuele Arciuli, specialisti del repertorio moderno e contemporaneo, propongono un viaggio fra le terre slave, gli Stati Uniti e l'Italia, fra ispirazioni arcaiche e postmoderne.

IL PROGRAMMA

Giunta al debutto solo nel 1954, un anno dopo la morte di Stalin, l'Ouverture festiva di Šostakovič era stata in realtà concepita nel 1947 per celebrare il trentennale della Rivoluzione con la solennità che le competeva, sfoggio di fanfare e richiami alla tradizione di Glinka e Rimskij Korsakov. Tutta introspettiva pare invece la lirica ispirazione del concerto di Pizzetti (1930), in cui il pianoforte non spicca come un solista, ma come elemento fondamentale dell'orchestra. Il pianoforte torna al centro del linguaggio eclettico del concerto di Daugherty (2007), che mescola linguaggi classici, jazz e rock in un rutilante viaggio lanciato da un treno in corsa. Il cerchio si chiude con  un ritorno all'Est Europa, ma al suo aspetto più intimo, con la rapsodia tratta dal dramma rurale di Jenufa.

GLI AUTORI

Dmitrij Šostakovič nasce a San Pietroburgo il 25 settembre 1906. Forse il compositore più significativo e influente nella storia dell'URSS, fu autore prolifico e versatile, che spaziò dalla musica da camera al teatro d'opera, dalla danza al cinema, oltre a quindici sinfonie. Entrò, tuttavia, tuttavia in conflitto con il regime stalinista, che accusò soprattutto la sua opera più celebre, Una lady Macbeth del distretto di Mnsk, di oscenità. Dopo la morte di Stalin il mutato clima politico gli garantì maggior serenità e riconoscimenti internazionali. Fu anche apprezzato docente per generazioni di compositori dell'area sovietica. Afflitto da problemi cardiaci, si spegne a Mosca il 9 agosto 1975 per un infarto.

Ildebrando Pizzetti nasce a Parma il 20 settembre 1880. Uno degli esponenti di spicco della Generazione dell'80, spazia fra diversi generi e viene anche coinvolto nella stesura della colonna sonora del film Cabiria (che tuttavia non firmerà nella sua completezza). Particolarmente significativo è il suo sodalizio con Gabriele D'Annunzio, di cui musicò testi fra cui Fedra, La figlia di Jorio, La fiaccola sotto il moggio. Fra  suoi allievi si ricordano Mario Castelnuovo-Tedesco, Gianandrea Gavazzeni, Nino Rota, Franco Donatoni. Firmatario del Manifesto degli intellettuali fascisti nel 1925, la sua ispirazione creativa che si riaccende nel dopoguerra soprattutto con l'estrema fiammata di Assassinio nella cattedrale, da Beckett (1954). Si spegne a Roma il 13 febbraio 1968

Michael Daugherty nasce a Cedar Rapids, nello Iowa, il 28 aprile 1954. Si forma dapprima con musicisti come Wuorinen, Feldman e Bulez, che lo invita a perfezionarsi all'IRCAM di Parigi, dove incontra Berio, Grisey, Zappa. Particolarmente interessato alla mitologia contemporanea statunitense (fra le sue opere strumentali abbiamo titoli come Ufo, Metropolis Symphony e Time machine), dedica la sua unica opera, Jackie O, alla vedova di J.F. Kennedy (1997).

Leóš Janáček nasce a Huckvaldy, in Moravia, il 3 luglio 1854. Le precarie condizioni economiche della famiglia resero accidentato il suo percorso di studi, che si svolse prevalentemente fra Brno e Praga con una fase di perfezionamento a Vienna. Attento alla tradizione musicale della sua terra, curò particolarmente la resa sonora della prosodia e della fonetica della lingua ceca, affermandosi come operista di formidabile sensibilità con titoli fra cui Jenůfa, Kát'a Kabanová,  Příhody lišky Bystroušky (La piccola volpe astuta), Věc Makropulos (L'affare Makropulos),  Z mrtvého domu (Da una casa di morti ). Si spense il 12 agosto del 1928 a Ostrava.

 

GLI INTERPRETI

Marco Angius è un direttore di riferimento per il repertorio musicale contemporaneo. Ha diretto Ensemble Intercontemporain (Agorà 2012), Tokyo Philharmonic, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino, Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, Teatro Comunale di Bologna, Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano, Orchestra della Svizzera Italiana, Orchestre de Chambre de Lausanne, Orchestra della Toscana, Sinfonica di Lecce, I Pomeriggi Musicali, Luxembourg Philharmonie, Muziekgebouw/Bimhuis di Amsterdam, La Filature di Mulhouse, Teatro Lirico di Cagliari. E' stato invitato da numerosi festival quali Biennale Musica di Venezia, MITO, Warsaw Autumn Festival, Ars Musica di Bruxelles, deSingel di Anversa (con l'Hermes Ensemble di cui è principale direttore ospite), Traiettorie, Milano Musica, Romaeuropa Festival. Già assistente di Antonio Pappano per il Guillaume Tell di Rossini (Emi records, 2011), è fondatore dell'ensemble Algoritmo con cui ha vinto il Premio del Disco Amadeus 2007 per Mixtim di Ivan Fedele e con cui ha realizzato numerose registrazioni tra cui Luci mie traditrici di Salvatore Sciarrino (per la Euroarts di Monaco in dvd e per Stradivarius su cd). Con l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai ha inciso tutta l'opera per violino e orchestra di Ivan Fedele (Mosaïque, Stradivarius) e, con l'Ensemble Prometeo, l'integrale degli Imaginary Landscapes di John Cage. Marco Angius è autore di una monografia sull'opera di Salvatore Sciarrino (Come avvicinare il silenzio, Rai Eri, 2007), Ali di Cantor (La musica di Ivan Fedele, Esz 2012) e di numerosi scritti sulla musica contemporanea tradotti in varie lingue. Tra le produzioni più recenti: Jakob Lenz di Rihm (Teatro Comunale di Bologna), La volpe astuta di Janácek (Accademia Nazionale di Santa Cecilia), L'Italia del destino di Luca Mosca al Maggio Musicale Fiorentino e l'intensa attività concertistica con l'Ensemble dell'Accademia Teatro alla Scala, giovane formazione di cui è anche coordinatore artistico. Da settembre 2015 Marco Angius e' il nuovo direttore musicale e artistico dell'Orchestra di Padova e del Veneto.

Emanuele Arciuli suona regolarmente per alcune fra le maggiori istituzioni musicali. In Italia, ad esempio, collabora con orchestre come la OSN della Rai, il Maggio Musicale Fiorentino, La Fenice di Venezia, il Comunale di Bologna, il Teatro Petruzzelli di Bari e l’Orchestra Verdi di Milano; suona in recital al Teatro alla Scala di Milano, al San Carlo di Napoli, per l’Arena di Verona, gli Amici della Musica di Firenze, l’Unione Musicale di Torino, la IUC di Roma etc. È stato invitato da festival come “A.Benedetti Michelangeli di Brescia e Bergamo”, Festival dei Due Mondi di Spoleto, Settembre Musica di Torino, Ravenna, Ravello, RedCats di Los Angeles, Miami Piano Festival etc. Il suo impegno nella musica contemporanea lo porta ad esibirsi regolarmente nelle maggiori rassegne (Milano Musica, Biennale di Venezia, Nuova Consonanza di Roma etc.). Tra le orchestra con cui ha suonato in ambito internazionale, ricordiamo Rotterdam Philharmonic, Brussel Philharmonic, Residentie Orkest Den Haag al Concertgebouw di Amsterdam, RTSI di Lugano, Brucknerorchester Linz, Tonkünstler di Vienna (al Musikverein, per Wien Modern), Filarmonica di San Pietroburgo, Saint Paul Chamber Orchestra, Indianapolis Symphony Orchestra e molte altre. Fra i direttori con cui collabora citiamo Roberto Abbado, Andrei Boreyko, Dennis Russell Davies, Diego Fasolis, Yoel Levi, Brad Lubman, Wayne Marshall, James MacMillan, Kazushi Ono, Zoltan Pesko, Stefan Reck, Jonathan Stockhammer, Arturo Tamayo, Mario Venzago. Attivo anche in ambito cameristico, collabora regolarmente con Sonia Bergamasco e Andrea Rebaudengo. Accanto al repertorio più tradizionale, che continua a frequentare con assiduità, Emanuele suona moltissima musica del nostro tempo. Ha eseguito in prima assoluta oltre quindici nuovi concerti per pianoforte e orchestra, molti dei quali scritti per lui. Più di cinquanta, infine, le pagine pianistiche composte per lui da autori come George Crumb, Milton Babbitt, Frederic Rzewski, Michael Nyman, Michael Daugherty, William Bolcom, John Harbison, Aaron Jay Kernis per citarne solo alcuni. Il progetto ‘round Midnight, eseguito fra l’altro al Miller Theater di New York, e commissionato da CCM di Cincinnati, ha ottenuto una attenzione vastissima a livello internazionale. Il suo interesse per la musica americana si è concretizzato in un libro, Musica per pianoforte negli Stati Uniti (Edt) e in numerose lezioni, sia radiofoniche che televisive. Nel 2011 gli è stato conferito il premio della critica musicale italiana “Franco Abbiati” come miglior solista dell’anno. Tra gli altri riconoscimenti, una nomination per i Grammy Award per il cd dedicato a George Crumb. Incide per Stradivarius, Chandos, Vai, Innova Records, Bridge. Recentissimo Walk in Beauty, una ricca antologia di musica americana. Insegna pianoforte contemporaneo all’Accademia di Pinerolo. Docente di pianoforte al Conservatorio “Piccinni” di Bari, tiene regolarmente workshop per numerose università degli Stati Uniti, dove si reca dal 1998 ed ha tenuto oltre quaranta tournée.

 

 

INFO e BIGLIETTI 

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Questo contenuto è realizzato in partnership con la Fondazione Arturo Toscanini di Parma

 


 

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