L’ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

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La conquista di sé

 di Suzanne Daumann

Intelligente e coerente, l'allestimento di Krysztof Warlikowski si conferma, però, penalizzato dall'elisione dell'elemento più magico e fiabesco. Magnifica senz'ombra di dubbio, invece, la concertazione di Kirill Petrenko e non deludono gli interpreti né i complessi della Bayerische Staatsoper.

MONACO DI BAVIERA 23 dicembre 2014 - Die Frau ohne Schatten, La donna senz'ombra, è una fiaba ambientata in un paese di sogno, pieno di simboli e segni. È la storia di due coppie, di due donne, soprattutto, che devono affrontare prove e viaggi: l'una per salvare l'uomo che ama, l'altra per trovare il suo percorso di vita.

Nella sua messa in scena, Krzysztof Warlikowski sceglie di interpretare le difficoltà di queste donne come malattie cosiddette isteriche: sterilità per l'una, frigidità per l'altra. Logicamente, popola l'universo dell'opera di personale e materiale medico. La scelta è rispettabile e coerente, basata sul milieu intelletttuale coevo alla genesi dell'opera. Tuttavia, in molte scene avvertiamo un senso di mancanza, spesso le scenografie di Malgorzata Szczesniak paiono arbitrarie, incoerenti e non si arriva ad afferrare l'atmosfera di fondo. Barak è trasformato in un semplice proprietario di lavanderia automatica, mentre era un tintore quasi alchimista. Tutto funziona molto meglio nelle scene in cui l'elemento onirico p reintrodotto, quando gli animali popolano la scena, belle istallazioni video danno un senso d'indefinito, come galleggiando in armonia con la musica.

Kirill Petrenko compie ancora una volta la quadratura del cerchio: la sua concertazione è densa, intensa, tesa, riscoprendo, quando necessario, la tenera souplesse viennese che la musica di Strauss esige. Le Bayrische Staatsorchester e i suoi brillanti solisti gli rendono onore, così come l'eccellente compagnia.

Ricarda Merbeth, soprano, è la donna senz'ombra, la fata che l'Imperatore ha conquistato quando gli è apparsa sotto forma di gazzella bianca. L'imperatore è interpretato con nobiltà e umanità da Robert Dean Smith, grande voce di Heldentenor. L’Imperatrice ama il suo sposo, condivide il suo letto ogni notte, tuttavia non concepisce mai un erede, non diviene mai un'umana a tutti gli effetti, non possiede un'ombra. Ora, suo padre, il potente e invisibile Keikobad, ha stabilito che, se ella non rimarrà incinta in capo a dieci mesi, l'Imperatore sarà mutato in pietra. La nutrice, interpretata da una favolosa Deborah Polaski, la guida allora nel mondo degli umani, dove conosce una donna che possa cederle la sua ombra. Si tratta della moglie del tintore Barak. Il soprano Elena Pankratova le dona vita e una voce splendida e versatile; coglie ogni sfaccettatura di questo personaggio particolarmente umano, una donna alla ricerca del senso della vita e del suo matrimonio.Barak, suo marito, è appannaggio del basso baritono Wolfgang Koch. Con la sua calda voce di velluto, conferisce intelligente profondità all'umile tenerezza di quest'uomo.

Dopo aver sostenuto le loro prove, le due donne trovano la salute nella rinuncia al loro egoismo e tutto si conclude bene. Anche per noi, con applausi e acclamazioni ben meritate per tutti! 

foto Wilfried Hösl


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