L'ape musicale - rivista di musica arti cultura

 

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Stivaletti di lusso

 di Giovanni Andrea Sechi

Chiude la stagione del Teatro Lirico di Cagliari il prezioso allestimento creato nel 2000 da Yuri Alexandrov (regia) e Vyacheslav Okunev (scene e costumi). La presenza di solisti di spicco nel primo cast, su cui si segnala soprattutto il soprano Alex Penda, rinnova l’entusiasmo per una delle più fortunate produzioni del teatro sardo.

 Leggi la recensione della recita del 27/12/2014 con il cast alternativo

CAGLIARI, 28 dicembre 2014 – La scelta di repertorio raro ascolto, spesso estraneo alla tradizione operistica italiana, è stata la cifra caratteristica del Teatro Lirico di Cagliari fino ad anni recenti. Una scelta coraggiosa ma vincente nel caso di una produzione dagli esiti tanto felici come Čerevički (Gli stivaletti). Questo fortunato allestimento ha inaugurato la stagione cagliaritana del 2000, è stato ripreso nel 2005 dal Teatro alla Scala e ritorna oggi a casa con rinnovato splendore. A quattordici anni di distanza cambiano solo alcune delle maestranze coinvolte: le luci in queste sede sono curate da Irina Vtornikova, le coreografie dall’esperta Nadezda Kalinina e gli interpreti vocali, in parte provenienti dalla ripresa milanese.

 Nel primo cast figurano alcuni di questi, come il tenore Vsevolod Grivnon (già sentito a Cagliari nel 2002 e nel 2008). Egli ben incarna la semplicità dei modi del fabbro Vakula: in lui si apprezza la schiettezza della resa vocale. Tuttavia ci si sarebbe aspettati minore aridità nei momenti più lirici, come l’arioso «Vot uzhe god preshyol i snova». Corretto e proporzionato all’onere della parte è l’apporto di Gregory Bonfatti (Panas) e di Giulio Pelligra (Il maestro di scuola); maggiori soddisfazioni arrivano dalle voci maschili più gravi: il basso Arutjun Kotchinian (Ĉub) sa accordare la natura nobile del proprio strumento – voce autentica di basso – col carattere goffo del padre di Oksana. Brillante è la prova del baritono Mikolaj Zalasinski (Bes) nei panni del diavolo sfortunato, che vede i propri piani rivoltarsi più volte nel corso della storia: dopo una sortita un po’ sfocata nel primo atto l’interprete convince appieno dal punto di vista vocale, grazie anche all’intesa infallibile con la sua partner, Irina Makarova (Solocha; le scene dei due interpreti - unici elementi propriamente buffi nell’opera - si confermano come le più riuscite). Il mezzosoprano russo, oltre alla padronanza totale della scena, esibisce uno strumento tornito, sensibile alla resa di ogni intenzione drammatica. È auspicabile che, in un teatro così affezionato al repertorio russo, si possa rivedere presto una presenza tanto esperta.

Di grande temperamento è l’Oksana di Alex Penda. Il soprano bulgaro è noto per la padronanza di tutt’altro repertorio - ben più insidioso - votato al virtuosismo puro. Tuttavia, anche in una parte che predilige un canto perlopiù sillabico, la Penda entusiasma con l’autorevolezza dell’accento, la presenza scenica magnetica, la caratterizzazione eccellente del personaggio (nell’unica aria brillante che le spetta - la canzone degli stivaletti «Cherevichki, nevelichki» - il soprano inserisce una vorticosa cadenza che ben rende il carattere frivolo della ragazzina).

La compagine vocale è seguita con rigore da Donato Renzetti, che sceglie una concertazione nitida e asciutta nelle dense pagine orchestrali dell’opera (ineccepibile è infatti la prova dell’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico di Cagliari, pienamente a proprio agio in questo repertorio).

Resiste al tempo, ed è costante anche in questa ripresa, lo stupore per il prezioso allestimento ideato da Yuri Alexandrov (regia) con la complicità di Vyacheslav Okunev (scene e costumi): la loro rappresentazione dell’atmosfera fiabesca è impeccabile, pervade la vita quotidiana di Dikan’ka, lo sfarzoso atto pietroburghese, le situazioni fantastiche e inverosimili.

Uno spettacolo che riporta il teatro cagliaritano ai fasti di un tempo, è che sempre un piacere rivedere (da non perdere la trasmissione televisiva in onda su Rai5 il prossimo 8 gennaio alle ore 21.15; una replica è prevista domenica 11 gennaio alle ore 10).