L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

 

Triskell d'amore

di Suzanne Daumann

I teatri di provincia, con i loro pochi mezzi, possono vantare spesso una vitalità e una ricchezza di idee e passione che nulla hanno da invidiare alle grandi istituzioni delle capitali. Lo conferma questo Rigoletto in scena all'Opéra de Rennes.

RENNES, 5 giugno 2014 - Recentemente, il direttore artistico di un celebre teatro dell'area parigina ha rifiutato uno spettacolo dicendo che non era «per il suo pubblico». Ci sono dunque pubblici differenti che hanno diritto a spettacoli differenti nel paese dell’Égalité? Si apre un vasto ambito di riflessione sul concetto di qualità di rappresentazione, qualità d'ascolto e quant'altro. Un campo decisamente troppo vasto per queste note; mi è capitato di assistere a spettacoli in «provincia», come nella «capitale» e sono sempre più ammirato di fronte agli spettacoli proposti dai teatri di «provincia», con i pochi mezzi di cui dispongono rispetto alle grandi istituzioni parigine.

L’Opéra de Rennes ha da poco proposto una produzione di Rigoletto proveniente dall’Opéra de Monte Carlo, produzione di splendente chiaro-scuro perfettamente corrispondente alla cupa luminosità del testo e che non ha nulla da invidiare alle grande scene nazionali, sulel quali vediamo sovente compagnie di star disinvolte, allestimenti tecnicamente perfetti che lasciano però un insipido retrogusto di routine…

La messa in scena di Jean-Louis Grinda colloca la vicenda all'epoca della sua creazione, l’epoca di Verdi dunque: smoking, abiti da sera e déshabillés - per le donnine che rallegrano la festa del Duca – e Gilda appariva, travestita da uomo nel terzo atto, come un mini ritratto di Verdi, con frac e cilindro. Marianne Lambert incarna questa Gilda con vocalità rimarchevole, dolce e fresca, tutta femminile innocenza. Merita una sentita acclamazione er la sua performance, tanto più che il direttore dell’Opéra de Rennes aveva annunciato, prima che si levasse il sipario, che era indisposta: non si è percepito per nulla! Gilda è parte di una sorta di triskell emotivo il cui centro è l'amore, o, meglio, l'idea che se ne fanno Gilda, suo padre Rigoletto e il Duca. Rigoletto è il personaggio autenticamente tragico, che innesca la tragedia cercando di evitarla. Victor Torres, baritono dotato di voce e presenza scenica senza cedimenti, ha capito tutto. È un Rigoletto possente, autoritario nella tenerezza, mordace con i cortigiani, incrollabile sul suo cammino verso il destino. Luciano Botelho è il Duca da Mantova con i suoi costumi leggeri e per il quale l'amore è solo fisico, null'altro. Ahimé, le settimane di prove e rappresentazioni (eravamo all'ultima recita) reclamavano il loro tributo: c'erano piccoli cedimenti in acuto, che tuttavia non pregiudicavano il fascino della voce e del personaggio. Anatoli Sivko rende uno Sparafucile freddo e minaccioso, sua sorella Maddalena è interpretata da Laura Brioli con verve e sicurezza.

Il dramma si svolge in una scena semplice e terribilmente efficace, firmata da Rudy Sabounghy: davanti a uno sfondo ligneo, troviamo nel primo atto delle poltrone e un paraventi: il palazzo ducale. Per il secondo atto, i pannelli di legno formano una terrazza, accanto alla quale vediamo la silhouette di una città italiana, Mantova probabilmente: etti di tegole, un campanile, un cielo nuvoloso fra luci e colori cangianti secondo gli umori della musica. Si ritrova questo stesso cielo per il terzo atto, e ora copre tutto il fondale, giocando il suo ruolo nella drammatica tempesta che sta per scoppiare. La capanna di Sparafucile è fatta di canne di bambù verticali, che lasciarono vedere tutte le parti del tugurio. È collocata su un pontile, il suolo coperto da uno specchio d'acqua assai credibile: tutto si svolge su questo molo, e la presenza quasi fisica del molo sottolinea in maniera impressionante l'ineluttabilità di ciò che sta per avvenire. Questa scenografia magnifica è un'opera d'arte di per sé, lasciando presagire sin dal levarsi del sipario il dramma a venire.

Sascha Götzel dirige l’Orchestre Symphonique de Bretagne con foga e finezza, e il coro dell'Opéra de Rennes, diretto come sempre da Gildas Pungier, est squisito per precisione e profondità.

Una bellissima serata a Rennes, bravi tutti!

 

 


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