L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Leggere Verdi

 di Roberta Pedrotti

AA.VV.

FVJournal

saggi su Macbeth, Un giorno di regno, Le trouvère, Attila

numero 1/2018

107 pagine illustrate

in vendita a 15 euro presso il Teatro Regio di Parma e on line al sito www.festivalverdi.it

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Qualche anno fa nacque, e presto s'interruppe, una bella collana monografica: I quaderni del Festival Verdi. Si trattava di ricche monografie dedicate a un'opera in programma, con apparati iconografici ricercati e raffinati contributi musicologici; i volumi dedicati a Giovanna d'Arco fra storia, musica, teatro e cinema o alle Eroine tragiche ma non troppo (Violetta e Luisa Miller) restano in un posto d'onore in una biblioteca verdiana. Fra alterne vicende del Festival, il progetto, sofisticato e ambizioso, si arenò, ma pare rigenerarsi oggi in altra veste, con nuova personalità e qualità inalterata.

Il neonato Festival Verdi Journal, disponibile in edizione italiana e inglese, mantiene l'alta qualità dei contributi e della ricerca iconografica, ma si rivolge a un pubblico più vasto come uno sguardo approfondito e panoramico sul cartellone del Festival, di cui abbraccia tutti i titoli operistici. Il formato da rivista suggerisce un impatto meno impegnativo e più accattivante, come anche l'impaginazione ricca di immagini da spettacoli più o meno recenti e caratterizzata dal filo conduttore di opere figurative dell'artista contemporaneo Davide Forleo.

Gli articoli, che sono naturalmente il vero cuore della pubblicazione, portano le firme di studiosi come Fabrizio Della Seta, Michele Girardi, Claudio Toscani, Francesco Izzo, Anselm Gerhard, Lawton, Helen M. Greenwald, Antonio Rostagno e Alessandro Roccatagliati (curatore del magazine e delle note sugli allestimenti scenici che attraversano le pagine con immagini di ieri e di oggi), vale a dire di figure di spicco nel panorama internazionale, docenti, autori di importanti pubblicazioni e di edizioni critiche, verdiane e non solo. Il melomane intelligente e non sprovveduto si può trovare fra le mani saggi d'autentica musicologia senza impegnarsi necessariamente in tomi di letteratura specialistica. In tempi in cui l'incompetenza sembra farsi vanto di sé e salire in cattedra istruendo schiere di discepoli alla superficialità e alla ricerca sommaria sul web da fonti dubbie, un rigore scientifico che stimoli lo spirito critico è oro colato, l'acquisto del FVJournal raccomandatissimo, per avere uno sguardo completo e serio, ma anche agile, su Macbeth, Un giorno di regno, Le trouvère e Attila. Vale a dire su opere oggetto di rielaborazioni e revisioni, ammantate di leggende dure a morire, trattate spesso sbrigativamente o per luoghi comuni.

Basterebbe citare l'accurata disanima di Francesco Izzo su Un giorno di regno, che va a dissipare le solite fole sul fiasco causato dal malumore di Verdi, fresco vedovo dopo la morte dei figlioletti e dunque più che mai inadeguato alla commedia, per ribadire l'autentico valore di quest'opera buffa e meglio chiarire il contesto del suo mancato successo. O, ancora, il tema che parrebbe arcinoto del rapporto fra il compositore e Shakespeare e che Della Seta e Girardi sanno illuminare sempre di nuova luce. In vista, per di più, della versione del 1847 del Macbeth e della rielaborazione francese del Trovatore in programma nel Festival Verdi 2018, val davvero la pena di prepararsi per tempo con le letture di questi saggi, ché troppo spesso capita allo spettatore di rimaner disorientato rispetto alle aspettative e di non riuscire a gustare appieno revisioni e varianti rispetto al consueto che parrebbe di conoscere a menadito.

Un unico punto su cui mettere in guardia il lettore: Alessandro Roccatagliati, insigne studioso di drammaturgia musicale, su pagine cartacee non può che accompagnare le sue riflessioni sulla messa in scena con delle statiche fotografie. L'illustrazione è fondamentale, ma di illustrazione si tratta, non di sostanza: si leggano dunque le note di Roccatagliati senza fermarsi alle immagini, e non si giudichi in base a quelle, ma al cuore del discorso, ben sapendo che la messa in scena si valuta nella sua completezza.

Buona lettura, dunque, in attesa delle recite di ottobre fra Parma e Busseto.


 

 

 
 
 

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