L'ape musicale - rivista di musica arti cultura

 

 

 

 

 

 

 

nino rota

Oggetto, quasi

 di Roberta Pedrotti

N. Rota

Orchestral Works

La strada, Sinfonia sopra una canzone d'amore, Lo spiritismo nella vecchia casa. Il Casanova di Federico Fellini

voce Cinzel

violino Nicolai Freiherr von Dellingshausen

clarinetto Raffaella Ciapponi

direttore Giuseppe Grazioli

Orchestra sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

2 CD Decca 2CD 481 5200, 2017

Quando si tratta di Nino Rota c’è spesso il rischio di veder scindere una sua produzione, per così dire, commerciale, da una considerata più seria, benché lui stesso affermassa di non veder distinzioni fra le sue opere, nelle quali profondeva sempre il medesimo impegno anche in differenti ambiti tecnici. D’altra parte, la qualità dell’invenzione, dello sviluppo, dell’orchestrazione è sempre, indiscutibilmente, d’alto livello, né cambia lo spirito, modernissimo, con cui Rota approccia la creazione artistica nell’età della sua riproducibilità tecnica. In un rigore formale di coltissime radici classiche gli permette di guardare con la materia musicale senza pregiudizi, come oggetti sonori neutri e funzionali, non importa se normalmente di casa in una sala da concerto o in un circo. E come tali possono passare indenni da un contesto all’altro innestandosi in nuove relazioni: il tema della gelosia di Beaupertuis nel Cappello di paglia di Firenze già sottolineava i sospetti di Monsù Travet nel film di Mario Soldati; gli abbozzi di una sinfonia confluiranno nella colonna sonora del Gattopardo e di lì in una nuova Sinfonia “sopra una canzone d’amore” che a sua volta, oltre ai temi resi arcinoti dal film di Visconti, fa rivivere anche musica scritta per La donna della montagna di Castellani; la colonna sonora della Strada felliniana si fa partitura autonoma per balletto. E, che si tratti di auditorium, teatro, studio televisivo o radiofonico, set cinematografico, per Rota cambia poco, o, meglio, cambia il giusto: la contingenza tecnica del contesto, non l’etica e l’estetica dell’artista. Un elemento sonoro può essere utilizzato nella sua connotazione consueta, per denotare ciò a cui siamo soliti associarlo (una musica da ballo, una marcia circense) ma può essere anche sradicato dai suoi riferimenti originari e mutato in altro: la musica di Rota trae la sua forza evocativa, la sua plasticità spaziale e narrativa proprio dalla sua spregiudicata libertà mimetica, dal suo saper giocare fra diversi registri, inconfondibili riferimenti e inaspettate connessioni.

Il vero e il falso nel Settecento veneziano delle musiche per il Casanova di Fellini, così, si inseguono fra allusioni e illusioni nel procedere delle variazioni; parimenti illusionistico e labirintico è l’inquietante e ironico susseguirsi delle 6 variazioni e 3 suggestioni per clarinetto solo per il dramma di Ugo Betti Spiritismo nella vecchia casa.

Partiture ricche di fascino, che sembrano giungere a una concretezza tale da sciogliere i legami con la destinazione pratica, cinematografica o teatrale, pur rimanendo consustanziale a essa: per il progetto dell’integrale rotiana prodotto dalla Decca, Giuseppe Grazioli le dirige con cura affettuosa e l’orchestra Verdi di Milano risponde con un’esecuzione di qualità, per suono, tecnica, pulizia.

Corredato dalle note di Alessandro Turba, questo doppio CD merita di essere ascoltato, non solo perché si tratta di musica piacevolissima, ma perché in questa stessa piacevolezza si può vedere di più, vedere oltre.