L'ape musicale - rivista di musica arti cultura

 

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Dal giglio alla rosa

 di Roberta Pedrotti

 

G. Rossini

arie e ouverture da

Il barbiere di Siviglia, La cenerentola, L'italiana in Algeri, Il viaggio a Reims

Nicola Alaimo, baritono

Mirca Rosciani, maestro concertatore e direttore

Orchestra Sinfonica G. Rossini

Fano, Teatro della Fortuna, 7 febbraio 2018

CD GB 2571-2, 2018

Se si scorre la cronologia anche solo degli ultimi anni di carriera di Nicola Alaimo è subito chiaro che non si sia dato confini specialistici nel repertorio. Verdi, sempre più Verdi, Donizetti, Giordano, Cilea, Massenet... E poi c'è la costante: Rossini. Non, però, quel Figaro che pare irrinunciabile per ogni baritono e che invece ha cantato pochissimo in scena, bensì, grazie anche all'assidua presenza pesarese, Guillaume Tell e Don Pomponio Storione, Don Geronio e il bieco Duca d'Ordow di Torvaldo e Dorliska, fino al concerto dell'ultimo Rof, in cui si avvicinava perfino a Maometto II e Assur [leggi la recensione].

Non servirebbero altre conferme per delineare un'appassionata dichiarazione d'amore verso Gioachino, ma la dichiarazione vera e propria si fissa fisicamente ora in un CD pubblicato in omaggio al centocinquantesimo dalla scomparsa del genio.

Se il citato concerto pesarese, nella medesima ricorrenza, era tutto di carattere serissimo (anche del Viaggio a Reims si optava per l'aria nobile e amorosa di Lord Sidney), l'incisione, con la medesima Orchestra Sinfonica Gioachino Rossini, è all'insegna del sorriso dalla prima all'ultima nota.

Senza porsi limiti d'identificazione con una tipologia vocale di baritono brillante o di buffo nobile o parlante o di basso cantante, Alaimo conferma la sua gioiosa curiosità, il piacere di calarsi in panni diversi, anche nella stessa opera. È, dunque, Figaro, ma anche Don Bartolo e Don Basilio; è Dandini e Don Magnifico, senza trascurare Alidoro; è Taddeo ed è Don Profondo.

Ci sono personaggi che gli calzano a pennello da capo a pie', altri che magari rimarranno circoscritti all'eccezione di un disco o di un concerto (anche in questo caso si tratta di una registrazione effettuata dal vivo con il pubblico in sala). Non ci immaginiamo di vedere prossimamente Alaimo nei panni dell'opportunista maestro di musica, ma “La calunnia” nella tonalità originale di Re maggiore è decisamente abbordabile per un baritono, così come lo può essere “Là del ciel nell'arcano profondo” (l'ha incisa anche Alessandro Corbelli, uno dei pochissimi cantanti ad aver sostenuto per intero i tre ruoli bass-baritonali della Cenerentola).

Il gusto per la parola, la verve attoriale personalissima di Alaimo fanno di questo gioco di continui mascheramenti, di passaggi da un'identità all'altra una girandola gustosissima. Basti pensare alla solennità compita e affettuosa di Alidoro affiancata ai coloritissimi sillabati di Don Magnifico o di Don Bartolo, nei quali l'articolazione veloce non è una mitragliata di note e parole, ma una vera e propria turbinosa recitazione in musica. La sfacciata autopresentazione di Figaro, le minacce del tutore a Rosina, la resa suo malgrado di Taddeo, le ambizioni di Don Magnifico, le trame di Don Basilio, Dandini che “recita da grande e grande essendo grandi le ha da sparar”, il catalogo illustrato da Don Profondo trovano una definizione che non scivola mai nella macchietta, che si articola sempre in accenti ben ricercati nel dettaglio.

Così, non solo è un piacere ascoltare una carrellata di pagine rossiniane come queste, ma è anche un intelligente divertimento scoprire tutte le sfumature che le differenziano l'un l'altra, che concorrono a dipingere un personaggio e ogni piega delle sue espressioni. Una bella occasione per celebrare la finezza e la plasticità proteiforme della musica rossiniana.

D'altro canto, la complicità di Nicola Alaimo con la Sinfonica Rossini è palpabile: con loro ha lanciato il progetto dedicato a Frank Sinatra (altra conferma delle qualità d'interprete del baritono palermitano, capace di modellare l'emissione e affinare l'articolazione per servire tutta la musica quando è bella, e risiede così intensamente nel fascino della voce e del canto), con loro si è esibito proprio nel citato recente concerto pesarese. Qui sul podio troviamo Mirca Rosciani, che al Rof si fa apprezzare come maestro del coro e ora lodiamo per l'autorevolezza della musicista anche nell'accompagnare il canto o concertare le sinfonie del Barbiere, dell'Italiana e della Cenerentola.