L'ape musicale - rivista di musica arti cultura

 

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Così lontani, così vicini

 di Roberta Pedrotti

Duel

brani da Alcina, Ariodante, Tolomeo e Catone in Utica di Handel; Arianna in Naxo, David e Bersabea, Polifemo, Calcante e Achille e Mitridate di Porpora

Giuseppina Bridelli, mezzosoprano

Franck-Emmanuel Comte, direttore

Le Concert de l'Hostel Dieu

CD ARCANA, A461, 2019

Callas o Tebaldi? Verdi o Wagner? Handel (e usiamo di proposito la grafia inglese) o Porpora? Antichi o moderni? Piace al pubblico dividersi in accese fazioni, piace anche a certa letteratura più o meno specialistica, o sedicente tale, approfittarne per comode semplificazioni, per individuare schemi e formule. Radunate dietro ai vessilli di battaglia, però, ci sono ragioni più ampie e complesse, non necessariamente di pura contrapposizione.

Lo stesso “duello” londinese fra il sassone e l'italiano cui è consacrato questo CD non è, in realtà, una sfida fra rivali, ma l'espressione di un incalzare di gusti e stili che, troppo spesso, a distanza di quasi tre secoli si tendono ad appiattire in un'unica arcata di affetti e spericolatezze vocali. Non è così: Handel affina il mestiere d'operista all'inizio del XVIII secolo fra Roma e Napoli e con questo bagaglio stilistico giunge a Londra. Quando, ad animare l'Opera of the Nobility in contrapposizione con la sua Royal Academy of Music, giunge dal continente Nicola Porpora, questi porta con sé tutte le novità di un linguaggio più galante, più patetico, anche più spericolato. Handel, improvvisamente, rischia d'apparire antiquato e corre ai ripari. Le due compagnie si contendono i migliori cantanti sulla piazza, spendono e spandono, arrivano al collasso economico o anche solo nervoso; i compositori ricercano il rinnovamento e il favore del pubblico, ma non si sfidano sul piano personale. Il duello fra Handel e Porpora non è, in realtà, un duello fra Handel e Porpora, ma l'incontro fra novità e tradizione che fa scintille alla ricerca del successo. In un'epoca in cui la musica poteva essere solo ascoltata dal vivo e in cui gli spostamenti erano frequenti ma non certo fulminei come oggi, anche solo attraversare la Manica e lasciar trascorrere qualche anno poteva determinare novità sorprendenti all'orecchio – e all'occhio.

Proprio a evidenziare le sfumature e la complessità reale di questo duello, il progetto discografico di Giuseppina Bridelli e dell'ensemble Le concert de l'Hostel Dieu mette le cose in chiaro fin dalle note di copertina firmate da Stefano Aresi, che traccia una mappa precisa per orientarsi nel programma e nel botta e risposta, nelle differenze e nelle reciproche influenze fra le pagine di Handel e Porpora, fra quelle scritte per diversi teatri londinesi.

La suite de ballet dall'Ariodante testimonia in modo evidente la cura del Sassone per un arricchimento teatrale e drammaturgico, ma dallo stesso Ariodante la celeberrima “Scherza infida” (per la quale si recuperano interessantissime variazioni d'epoca) confrontata con la pure patetica “Nume che reggi 'l mare” da Arianna in Naxo di Porpora è un'utile cartina di tornasole per riconoscere l'essenzialità handeliana rispetto al più sinuoso stile emergente. Così, anche le pagine virtuosistiche s'inseguono, ma si distinguono anche nettamente, fra ispirazione aulica e galante, classica nobiltà e movimento patetico.

Giuseppina Bridelli – timbro piacevolmente rotondo, esattezza musicale e chiara naturalezza d'articolazione anche del testo – si immedesima alla perfezione in un divo dell'opera dell'epoca, che con una propria scuola e un proprio stile affronta scritture diverse, eppure non così definitamente contrapposte. Ne emerge un quadro ricco di chiaroscuri, omogeneo ma non uniforme, vivace ma non eterogeneo. Così lontani e così vicini, Handel e Porpora sono colleghi con esperienze diverse che s'incontrano su uno stesso campo, operando in teatri rivali che fanno a gara per attrarre il pubblico. Quasi coetanei, giungono a Londra in momenti diversi, portando dal continente diverse novità musicali, ma non incarnano in maniera generica solo un antico e un moderno: si fanno protagonisti di un frenetico scambio di stimoli, sperimentazioni, elaborazioni.

Com'era nelle intenzioni teatrali degli illustri cosiddetti rivali, il CD si ascolta con gran gusto, nel suo intrecciare pagine sapientemente giustapposte, e al gusto si accompagna l'interesse per un approccio non banale alla varietà di un'epoca che si rischia, fuor dalle cerchie specialistiche, di veder troppo spesso appiattita fra formule ed etichette.