L’ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

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Una spiccata vitalità artistica

di Michele Olivieri

L’emergenza sanitaria ancora in atto ci ha imposto un nuovo comportamento. Al momento non si può andare a teatro ma questo non significa sospendere ogni attività e non coltivare più gli interessi, bisogna solo fruirne in maniera differente per qualche tempo. Grazie al web e alla televisione importanti proposte arrivano direttamente a casa dando una mano alla cultura. Sui canali del Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena è stato trasmesso in diretta il trittico Love Poems a cura della compagnia MM Contemporary Dance Company.

MODENA, 10 novembre 2020 - È un'iniziativa che ha fatto rivivere il teatro e la danza in un momento dove sembra che l’Arte non abbia significato, riuscendo così ad illuminare gli spettatori tenendoli in contatto, alla ricerca dell’anima in ogni cosa. L’evento, previsto nella rassegna di danza dell’istituzione modenese, è stato realizzato per la sola produzione video a causa della chiusura al pubblico e trasmesso grazie alla collaborazione con il centro Edunova di UNIMORE. Visibile a ognuno gratuitamente, il Comunale ha proposto la MM Contemporary Dance Company, con sede a Reggio Emilia, compagnia di danza contemporanea diretta da Michele Merola, nata come centro di produzione di eventi e spettacoli, da sempre impegnata in scambi e alleanze tra artisti italiani e internazionali di estrazione contemporanea.

Love Poems ha presentato tre distinte creazioni: Duetto Inoffensivo, estratto da Rossini Cards di Mauro Bigonzetti; Brutal Love Poems di Thomas Noone, e Swans_Cigni di Emanuele Soavi. Il primo, a firma di Bigonzetti (assistente Roberto Zamorano), su musica di Gioachino Rossini, costumi di Helena De Medeiros, luci di Carlo Cerri, risulta essere una affettuosa chiosa contemporanea al compositore, con un duetto, estratto dall’originaria successione di quadri, inglobato nella musica di Rossini con risvolti inediti, e sicuramente originali. I due danzatori si sono esibiti con intensa capacità grazie alle direttive di Bigonzetti il quale ha saputo reinventare i movimenti, partendo dalla destrutturazione dei canoni della danza classica accademica, offrendo agli esecutori una possibilità in più, conducendoli all’estremità del movimento; un duetto appassionato tra due uomini soli nella semioscurità della scena, tra compartecipazione in un ripetersi e alternarsi di favoreggiamenti e correità, lasciando fuoriuscire un baratto sui sentimenti, tra rispondenti vitalità sui temi della vita. Brutal Love Poems coreografia e luci di Thomas Noone, musica di Jim Pinchen e costumi di Enrico Morelli, tratta di un colorato pannello di immagini sulla disciplina contemporanea supportati da un atteggiamento ben calibrato, niente affatto didascalico, inserito in un componimento poetico, ispirato alla visione idealizzata e operosa; la struttura a tratti appare fragile pur risultando rigorosa con chiarezza nell’intenzione e nella naturale predisposizione degli esecutori/autori verso la qualità. In conclusione Swans_Cigni coreografia, ideazione costumi e scene di Emanuele Soavi (assistente Federico Casadei), musica di Pëtr Il'ič Čajkovskij, costumi di Nuvia Valestri, luci di Cristina Spelti: un lavoro ispirato dal classico del repertorio accademico per eccellenza, Il lago dei cigni, il quale si presenta alla platea totalmente esente da costrizioni o limitazioni sul piano artistico, comprensivo di pregi e garanzie della gestualità offerta. A tratti appare, eufemisticamente, senza controllo, ma obiettivamente questa danza libera la si può intendere come desiderio di assenza di ostacoli al movimento, di quegli impedimenti o restrizioni talvolta riconducibili ad allestimenti concettuali in favore di una completa funzionalità del balletto puro. Qui la continuità spaziale e astratta offre un mutamento evidente di forma (intesa sia nei suoi caratteri esteriori sia nei dati strutturali), con un'evidente evoluzione verso una sfera dei sentimenti già presente in nuce nelle consuetudini familiari e che qui dà vita a un nuovo atto bianco-nero di Čajkovskij, come antitesi tra luce ed oscurità (in senso lato) quale metafora dell’animo umano. Soavi tende un lavoro preciso, rivelando attenzione al dettaglio e alla suggestione teatrale, con il necessario approfondimento sul piano culturale, quando necessario.

Nel complesso il trittico appare un evento interessante per quanto concerne l’espressione delle singole sostanze, chiare e distinte, nell'empatia, per chi assiste.


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