L’ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

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Accademia e tradizione

di Michele Olivieri

Le scatenate performance hanno entusiasmato il pubblico milanese con una ricca serata votata all’esemplarità della bellezza, innalzando così la danza popolare a sinonimo di patrimonio della cultura mondiale.

Il Teatro Accademico di Danza Statale di Mosca Gzhel è una compagnia di balletto fondata nel 1988 e il teatro viene gestito direttamente dal Dipartimento di Cultura cittadino. Il frizzante e competente corpo di ballo ha portato sul palcoscenico del Teatro Nuovo antiche e storiche danze popolari nazionali di differenti zone russe, unite a coreografie in omaggio alle trascorse feste natalizie, restituendo un repertorio basato su raffinate azioni e spericolate acrobazie, toccando una variegata raccolta di quadri sullo stile popolare, folkloristico, di tradizione, di carattere e del music-hall. Fonte di ispirazione per grandi coreografi, come Marius Petipa e Jurij Grigorovič, la selezione di balli andata in scena sul palcoscenico milanese ha rappresentato gli aspetti preminenti ereditati dalla storia del popolo russo, con un esercizio di eleganza e leggerezza. Il virtuosismo unito al vigore delle danze maschili si sono fusi alla religiosità maestosa di quelle femminili, mentre la musica ha supportato il movimento perfezionando uno spettacolo che, già esteticamente, ha donato rilevanti suggestioni. Danze che hanno indicato la cavalleria degli uomini nei confronti delle donne, danze contadine, danze nel rispetto e nell’ammirazione della donna, passi lenti ispirati agli antichi rituali, alle cerimonie o alle feste, coreografie di gruppo, di coppia e assoli, danzatrici che hanno sventolato con maestrìa fazzoletti ricchi di simbologie. Il tutto caratterizzato dal contrasto visivo tra i vivaci e coloratissimi costumi e gli artigianali copricapi di sontuosa fattura. Ballerini-interpreti capaci di superare prove coreografiche ed espressive con assoluta abilità tecnica, unendo la spontaneità della tradizione popolare, l’accademismo e una buona dote di simpatia.

Eccezionale l’intento degli organizzatori di custodire e presentare al vasto pubblico le proprie tradizioni, creando un repertorio su una variopinta tavolozza geografica di balli. L’allestimento è risultato fedele all’usanza e le musiche selezionate con la destrezza degli esecutori danzanti hanno rivelato una scuola accademica di forte preparazione, supportata da rigore e disciplina. Lo spettacolo – completamente sold out – ha profuso la certezza di possedere quella fonte inesauribile che è il folklore, unito all’equilibrio, rifacendosi a forme di cultura popolare comprendenti una consuetudine tramandata sulle conoscenze, sugli usi e costumi, ma anche sui miti, fiabe, filastrocche, leggende, narrazioni, credenze, spesso andando di pari passo con la danza classica.

La compatta compagnia nel 1993 ha ottenuto lo status di Teatro Statale. L’anno seguente è stato creato nella struttura dell’Accademia Statale di Cultura Slava l’Istituto di danza affiliato alla compagnia. Nel 1999, per ordine del Ministero della Cultura della Russia, al Teatro è stato assegnato il titolo di Accademico. Nel 2003 il Comitato per la Cultura della città di Mosca ha istituito la Scuola Coreografica di Mosca presso il Teatro Gzhel. La compagnia ha come primaria finalità quella di preservare e attrarre giovani coreografi per dare vita a nuovi stili coreografici e per determinare le prospettive di sviluppo di tale arte nell’avvenire. La tournée italiana ha toccato Bologna, Torino, Stresa, Verona, Vicenza, Trento, Bolzano, Campobasso, Milano, Palermo ed è stata ovunque acclamata come esempio di unione e di sana spontaneità presentando agli spettatori un glorioso passato ed elevando il genere a patrimonio culturale. Quaranta artisti sono apparsi alla ribalta con cinquecento splendidi costumi, ricreando avvolgenti atmosfere dell’animo russo, esaltando autentici capolavori coreografici. Tutto ciò è la conferma che esiste ancora oggi in Russia un patrimonio artistico eduna eredità capace di consolidare l’identità del paese e del suo popolo. L’esibizione ha riscosso notevole successo, per bravura e immutato fascino nel tempo, con un esito assai lieto, ritmato da vibranti applausi.

 

 


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