L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

Natale con Eva Mei e Mozart

di Francesco Bertini

Eva Mei è protagonista del concerto di Natale dell'Orchestra di Padova e del Veneto, che ha proposto un articolato programma tutto mozartiano, fra sinfonie e arie d'ispirazione sacra.

PADOVA, 20 dicembre 2013 - Per il secondo anno il Concerto di Natale, offerto alla propria città dall’Orchestra di Padova e del Veneto, si è spostato nella Chiesa degli Eremitani abbandonando la storica ubicazione d’elezione offerta dalla Basilica di Sant’Antonio. Da alcune edizioni, a ragione, visti i consensi del pubblico, si è scelto di non eseguire oratori legati per qualche ragione alla nascita di Cristo, in favore di concerti con plurime composizioni o percorsi musicali dedicati a singoli autori. È il caso della serata di quest’anno: un excursus mozartiano con alcuni dei brani più noti dell’autore. Dopo gli iniziali saluti e gli auguri per le imminenti festività, il concerto si è aperto con la Sinfonia n. 38 in re maggiore K 504, denominata Praga per il debutto in quella città. Da subito si apprezza la direzione vibrante e sfumata di Gérard Korsten che dimostra un’affinità consolidata con l’autore salisburghese. Ugualmente l’accompagnamento alla voce di Eva Mei, nel Mottetto per soprano e orchestra K 165 Exultate, jubilate, non è mai invasivo e sempre attento alle esigenze della solista. Il soprano marchigiano trova nella scrittura mozartiana terreno fertile per le proprie potenzialità vocali che affrontano senza indugi il pezzo di bravura composto per il sopranista Venanzio Rauzzini, vera star negli anni conclusivi del XVIII secolo.

Il concerto prosegue con la rara aria “Hat der Schoepfer dieses Leben” da Die Schuldigkeit des ersten Gebotes (L’obbligo del primo comandamento) K 35, oratorio di cui Mozart compose, ad undici anni, l’ouverture e la prima parte, mentre le due sezioni rimanenti vennero affidate a Michael Haydn e Anton Cajetan Adlgasser, quindi con l’ouverture da La clemenza di Tito, ultima opera di Mozart. Di nuovo Korsten manifesta la sua efficace comunicativa e un gusto valorizzato dal confronto con questi lavori. A seguire è la volta di un pezzo affidato alla voce di Eva Mei, il “Laudamus Te” dalla Grande Messa in do minore K 427. Il soprano interpreta il brano, scritto a mo’ di aria italianizzante, valorizzando l’elemento belcantistico senza rinunciare alla sacralità del contesto originario. Il programma si conclude con un’altra celebre sinfonia, la n. 35 in re maggiore K 385 detta Haffner. La brillantezza della composizione permette a Korsten di esibire, ancora una volta, la sintonia con questo repertorio che egli concerta sagacemente. La risposta dell’Orchestra di Padova e del Veneto è di livello e pare fondersi col gesto del direttore che ricava dalla compagine patavina un’esecuzione efficace. Gli applausi finali testimoniano l’attenzione e la soddisfazione del pubblico accorso nella magica cornice della Chiesa degli Eremitani.


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