L’ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

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Arpa romantica

di Francesco Bertini

A palazzetto Bru Zane di Venezia un raffinato programma dedicato alla musica per arpa fra XIX e XX secolo in Francia ottiene un caloroso successo grazie alla prova del giovane Emmanuel Ceysson, enfant terrible dello strumento noto e apprezzato a livello internazionale.

VENEZIA, 6 febbraio 2014 - Tra la fine del primo festival, intitolato a Charles-Valentin Alkan, e l’inizio del secondo, dedicato a Félicien David, il Palazzetto Bru Zane, realtà imprescindibile per la città di Venezia, offre una serie di concerti dalle molteplici tematiche utilizzate a mo’ di filo conduttore della programmazione. Il primo evento di febbraio, ospitato nella bella sede veneziana del Centre de musique romantique française, vede protagonista l’arpista francese Emmanuel Ceysson. Definito enfant terrible, il giovane solista non ancora trentenne suona il proprio strumento in pubblico da quasi dieci anni, con entusiastici riconoscimenti internazionali. Il programma scelto per la serata veneziana mette in risalto le peculiarità esecutive dell’artista. L’apertura con l’Impromptu-caprice di Gabriel Pierné consente un primo approccio al repertorio tardoromantico che pare mettere a proprio agio l’esecutore. Da subito si nota la precisione tecnica con la quale Ceysson affronta il brano, seguito immediatamente dall’ardua Sonatine op.30 in tre movimenti (I. Allegrement; II. Calme et expressif; III. Fievreusement) di Marcel Tournier, docente d’arpa per quasi quarant’anni nel Conservatorio di Parigi. Il fascino della Légende di Henriette Renié, brano ispirato alla poesia Les Elfes del francese Charles Marie René Leconte de Lisle, conquista il pubblico per l’estro immaginifico delle felici idee musicali. Allievo della Renié è Marcel Grandjany del quale Ceysson presenta l’effervescente Colorado trail, fantasia sull’omonimo tema popolare americano.

Le mani del giovane solista corrono sullo strumento con una invidiabile sicurezza premiata da calorosi applausi. Il programma prosegue con la Ballade di gusto decadente dell’enfant prodige Carlos Salzedo. Il compositore francese, figlio d’arte, rivela fin dalla più tenera età la sua innata predisposizione per la musica che si manifesta nell’apprendimento del pianoforte, seguito dai rapidi progressi all’arpa alla quale dedicherà tutta la vita. Nel brano presentato si coglie di Salzedo la curiosità volta ai nuovi repertori e agli sviluppi sempre più veloci della musica novecentesca. L’appena più giovane Jacques de La Presle vive di persona gli orrori della Prima Guerra mondiale che riesce ad alleviare, a se stesso e ai propri compagni, organizzando un’orchestra nell’esercito. Gran parte della sua esistenza viene dedicata all’insegnamento ma qualche spazio è ritagliato anche a favore della composizione. Le jardin mouillé è un esempio dello stile sobrio caro a molti compositori a cavallo tra diciannovesimo e ventesimo secolo. Fino a questo punto dell’esibizione Ceysson denota abilità tecnica, con l’unico appunto di una maturità espressiva ancora non pienamente padroneggiata. A risaltare alcune criticità interpretative è proprio una sua composizione, la Fantaisie sur Carmen de Bizet che, probabilmente per l’emozione e sicuramente per la grande complessità, procede con qualche sussulto tra i motivi più celebri dell’opera. Il bis, Une chatelaine en sa tour di Gabriel Fauré, è un indubbio omaggio ad uno degli autori più influenti del tardo romanticismo francese, maestro più o meno apprezzato di tutti i musicisti eseguiti nel concerto veneziano. Numerose le chiamate per l’arpista che ha ringraziato il pubblico con visibile entusiasmo.


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