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Il fascino di Anita

 di Gustavo Gabriel Otero

L'ormai classico allestimento di Calixto Bieito approda a Parigi con Anita Rachvelishvili straordinaria protagonista.

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PARIGI, 13/07/2017 - L'Opèra National de Paris ha messo in programma venticinque repliche della Carmen di Bizet in cui si sono alternate quattro protagoniste femminili, due tenori per Don José, due bassi per Escamillo e tre diversi soprani a incarnare Micaela, la messa in scena era nuova per la capitale francese, benché, a firma di Calixto Bieito, già ben nota fin dal debutto al Festival Castell de Peralada nell'agosto del 1999.

Il tempo probabilmente ha smussato l'effetto delle tipiche provocazioni di Bieito e oggi lo spettacolo appare coerente, con movimenti interessanti di solisti e coro. La collocazione temporale intorno agli ultimi anni del Franchismo permette di esplorare una Spagna le cui immagini da cartolina sono già antiche: le corride con i tori, le donne che si recano alla spiaggia, militari autoritari e vari protettori. Le basi drammatiche sono austere, con alcuni elementi stravaganti o sperflui che, però, mai distraggono o disturbano. Fra tutti, l'atto migliore è il quarto, incorniciato dal coro e con il duetto finale assimilata a una corrida.

La scenografia di Alfons Flores è semplice: nel primo atto un palo con un bandiera spagnola e una cabina telefonica, nel secondo un'automobile, nel terzo si vede un Toro di Osborne con non meno di dieci auto (tutte Mercedes Benz, la marca sempre utilizzata da Bieito nei suoi allestimenti); nel quarto, invece, solo un ciclorama e, al suolo, il cerchio dell'arena.  

Molto appropriate le luci di Xavi Clot e perfetti per stile ed epoca i costumi di Mercè Paloma.

Per quel che concerne la versione musicale, si è optato per quella con i dialoghi parlati, per quanto estremamente ridotti, con alcuni tagli nella partitura e perfino qualche residuo di recitativo. Questa è una scelta conveniente al lavoro di Bieito, ma in nulla rispettosa del compositore. 

L'orchestra dell'Opèra National de Paris diretta da Mark Elder ha esibito un suono brillante, con adeguato lirismo senza, tuttavia, perder forza quando il momento lo esige. L'equilibrio fra buca e palcoscenico non è mai venuto a mancare. 

I cori si sono uditi compatti in una prestazione notevole, un nuovo trionfo per i membri e il maestro José Luis Basso.

Anita Rachvelishvili è una Carmen da antologia. Può conferire a ogni frase l'intenzione necessaria, esatta, e farla nello stesso tempo personale e indimenticabile. Acuti d'acciaio, gravi profondi, linea di canto impeccabile e partecipazione scenica sono stati costanti per tutta la serata. 

Bryan Hymel  risulta un corretto Don José e non può competere con la vocalità preponderante di Rachvelishvili. Senza dubbio è cresciuto negli ultimi due atti, ma senza superare un livello di routine.

Di prima qualità la Micaela di Marina Costa-Jackson, che conferisce al suo personaggio tutte le necessarie inflessioni con acuti potenti e intenzioni immacolate. Ildar Abdrazakov è un Escamillo con tutte le note previste, un piacere da ascoltare.

Vannina Santoni e Antoinette Dennefeld come Mercedes e Frasquita sono state impeccabili per canto e interpretazione. Molto convincente lo Zuñiga di François Lis come il Morales di Jean-Luc Ballestra. Corretti i contrabbandieri (Boris Grappee François Rougier) nonostante una recitazione che tende a essere violenta e incotnrollata. Sopra le righe il ruolo muto di Lillas Pastia, Alain Azérot, che in questo allestimento compare in primo atto in ogni atto.

foto Vincent Pontet

Opèra National de Paris Bastille. Georges Bizet: Carmen. Opèra-comique in quattro atti, libretto di Henri Meillac e Ludovic Halévy, ispirato al racconto di Prosper Merimée. Calixto Bieito, regia. Alfons Flores, scene. Mercè Paloma, costumi. Alberto Rodríguez Vega, luci. Anita Rachvelishvili (Carmen), Bryan Hymel (Don José), Marina Costa-Jackson (Micaela), Ildar Abdrazakov (Escamillo), Vannina Santoni (Frasquita), Antoinette Dennefeld (Mercedes), Boris Grappe (Dancairo), François Rougier (Remendado), Jean-Luc Ballestra (Morales), François Lis (Zúñiga), Alain Azérot (Lillas Pastia). Orchestra e Coro dell'Opèra de ParisMaestro del coro: Jo Luis Basso. Maestro concertatore e direttore Mark Elder.