L'ape musicale - rivista di musica arti cultura

 

 

 

 

 

Senza pensieri

 di Giuliana Dal Piaz

Pur avvalendosi della bacchetta impeccabile di Yves Abel in una delle sue non troppo frequenti apparizioni nella città natale, L'elisir d'amore a Toronto non decolla e intrattiene senza imprimersi nella memoria.

TORONTO, 15 ottobre 2017 - La soddisfazione con cui il pubblico sabato pomeriggio (14 ottobre) è uscito dalla rappresentazione di Arabella [leggi] ha trovato subito – per quanto mi riguarda – la sua contropartita nella rappresentazione di domenica pomeriggio del’Elisir d’amore. Si tratta certamente di una delle opere preferite dai frequentatori dei teatri di tutto il mondo: con pochi personaggi principali su cui concentrare l’attenzione, una bella musica piacevole, il “Cenerentolo” che, contro ogni previsione, conquista la bella notabile del villaggio e numerosi spunti comici facili da cogliere, L’elisir è la favoletta senza tempo da godersi in spensieratezza.

Con un cast particolarmente giovane e, nel caso di tre dei ruoli principali, uscito dalla scuola di canto lirico della COC, era da prevedere il successo che sta riscuotendo presso il pubblico e i critici musicali locali. Il regista newyorkese James Robinson (che dirige attualmente il Teatro dell’Opera di St. Louis) era stato incaricato, alcuni anni fa, di creare questa produzione per un consorzio di compagnie d’opera, fra cui San Francisco, Boston, Denver. Decise allora di ambientare L’elisir in una “città qualunque” degli Stati Uniti intorno al 1914, con piccoli ritocchi a scenografia e costumi secondo il luogo di presentazione dell’opera: un accenno alla Napa Valley a San Francisco, un’atmosfera vagamente di frontiera a Denver, un soffio di New England a Boston, e così via. Un’operazione analoga è stata effettuata per Toronto cambiando qualche minimo particolare in scena e l’uniforme dei soldati che accompagnano il sergente Belcore.

La concertazione del torontino Yves Abel, più attivo all’estero che in patria, è stata impeccabile così come l’esibizione del coro, qui quasi costantemente in scena come "voce" del villaggio. Le mie riserve riguardano invece la performance dei due protagonisti: Simone Osborne (Adina) è un soprano di coloratura ed è molto brava dal punto di vista della recitazione, vantando una presenza estremamente gradevole. Si era già fatta notare – dopo una Micaela adeguata ma incolore nella Carmen [leggi] del 2016 – nella produzione di Louis Riel [leggi], nel breve ruolo di moglie del protagonista, con una ninna nanna indigena magistralmente cantata a cappella per sette minuti. Nell’Elisir, invece, la sua voce risulta potente ma sostanzialmente aspra e poco sfumata. La sua giovinezza e le opportunità di cantare presto anche all’estero le permetteranno di sviluppare al meglio le sue potenzialità. Andrew Haji (Nemorino) ha un’ottima voce tenorile, che qui ha stentato a esprimere pienamente, e sufficiente esperienza teatrale da ricoprire efficacemente un ampio repertorio. Ha interpretato con sentimento, la risonanza e i colori giust “Una furtiva lagrima”, ma il pubblico abbastanza vicino al palcoscenico ha potuto percepire un certo affanno nel chiudere gli acuti. Gordon Bintner, in compenso, si rivela qui baritono di gran livello (e si era perfino scusato col pubblico all’inizio dello spettacolo in quanto raffreddato) dalla voce potente, ricca e calda, una dirompente presenza scenica e le qualità comiche richieste dal ruolo. Il basso britannico Andrew Shore ha interpretato il Dottor Dulcamara con la consumata maestria e l’humour di un veterano del palcoscenico. Convincente nel suo breve ruolo Lauren Eberwein come Giannetta.

Nell’insieme, un Elisir d’amore modesto, buono a riempire un pomeriggio domenicale, lontano mille miglia da quelli in cui, a Vienna, il pubblico obbliga Juan Diego Florez o Rolando Villazon al bis a scena aperta di “Una furtiva lagrima”. 

Foto di scena di Michael Cooper

Giuliana Dal Piaz

Toronto, 15-X-2017, Four Seasons Centre. Stagione 2017-18 della Canadian Opera Company (11 ottobre-4 novembre).

L’ELISIR D’AMORE

musica di Gaetano Donizetti, libretto di Felice Romani.

Maestro concertatore e direttore: Yves Abel.

Regista: James Robinson.

Scene: Allen Moyer.

Costumi originali di Martin Pakledinaz, ripresi a Toronto da Amanda Seymour.

Disegno luci: Paul Palazzo.

Maestro del Coro: Sandra Horst.

Orchestra e Coro della Canadian Opera Company.

Personaggi e interpreti:

Adina – Simone Osborne

Giannetta – Lauren Eberwein

Nemorino – Andrew Haji

Sergente Belcore – Gordon Bintner

Dottor Dulcamara – Andrew Shore