L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

L'altro volto del Comte Ory

di Andrea R. G. Pedrotti

G.Rossini

Le comte Ory

Bartoli, Camarena, Olvera, Widmer, Guagliardo

Orchestra La Scintilla Coro dell'Opernhaus di Zurigo

direttore e concertatore Muhai Tang

regia Moshe Leiser & Patrice Caurier

Zurigo, 31 dicembre 2011

2 DVD DECCA, 2014 0440 074 3467 3

2 DVD-VIDEOs NTSC GH2 0440 074 3468 0

Blu-ray 60i DH

Se si volesse allietare una ricorrenza, come Natale, un anniversario, un compleanno o semplicemente se si avesse il desiderio di trascorrere poco più di due ore in allegria spensierata, il DVD di Le Comte Ory, recentemente prodotto dalla Decca, nell'allestimento dell'Opernhaus di Zurigo, sarebbe certamente la scelta migliore. L'edizione dell'opera in esame non segue l'edizione critica che siamo abituati ad ascoltare nei varii teatri bensì quella di Damien Colas, edita per Bärenreiter-Verlag: l'interpretazione è più libera e molti passaggi vengono mutuati direttamente da Il Viaggio a Reims. I compagni del Conte, assumono, in questa edizione, un nome proprio: Gérard e Mainfroy; da segnalare, inoltre, l'aggiunta di un Paysan. Questa aggiunta ha lo scopo di rendere musicalmente più simile il finale del primo atto, che nell'edizione Troupenas prevede sette soli, al Gran Pezzo Concertato (n°7 di Il Viaggio a Reims), portandolo a tredici voci, con l'aggiunta di ben cinque corifei. La maggior libertà interpretativa, rende altresì legittima l'inversione di registro fra il paggio Isolier e la Comtesse. L'allestimento di Zurigo -la registrazione è stata effettuata il 31 dicembre 2011- traspone la vicenda in un'epoca indefinita, ma collocabile, a grandi linee, fra gli anni cinquanta e settanta del novecento. Il conte si aggira, travestito da santone, in una Francia scossa da un conflitto internazionale a bordo di una roulotte, che poi diverrà sua alcova, più simile, nell'arredamento, al privé d'un qualche locale equivoco, che non a un luogo di preghiera. Il piccolo palco dell'Opernhaus accoglie, nel primo atto, uno spazio recintato, poco fuori un tipico villaggio d'oltralpe. La scena è fissa e tutti i personaggi, a eccezione del protagonista e del fido Raimbaud, si presentano alla ribalta da una grande e stilizzata scala centrale. Il Comte fa il suo ingresso in abito talare, ma con atteggiamento più simile a quello di un guaritore: fingendosi cieco approfitta della sua condizione per insidiare le fanciulle del borgo, tuttavia piuttosto accondiscendenti e palesemente soddisfatte.

Il paggio Isolier, un giovane soldato francese, spasimante ricambiato della contessa, stringe perennemente fra le labbra una sigaretta spenta, mentre il Gouverneur è abbigliato in classico stile inglese. Molto divertenti le controscene, intuibili all'interno della roulotte, durante l'aria di sortita di quest'ultimo, specialmente dopo l'inebriato apparire delle villane, all'uscita dal presunto santuario-roulotte. Il giungere della Comtesse è una delle pagine più riuscite della produzione: sostenuta, impettita e morigerata dapprima, trasgressiva ed esuberante poi; scatena il suo desiderio per il paggio,a ll'apparire della grande scritta “Dieu est amour!”, suscitando il dispetto del Comte che la stava impunemente seducendo. Il finale primo, eseguito nella forma musicale che si è descritta, porta alla luce l'inganno del finto santone. Il secondo atto è ambientato interamente nel salotto del palazzo: un grande ritratto di De Gaulle campeggia nella sala, dove le castellane sono intente nella toilette, sino allo scoppiare del temporale (quasi un bombardamento) che annunzia l'arrivo di "soeur Colette" e dei suoi accoliti. Il duetto successivo presenta una regia semplice e geniale al tempo stesso, valorizzata notevolmente dalle doti sceniche e intepretative di Cecilia Bartoli e Javier Camarena. Dopo le grandi gozzoviglie dei compagni del conte e l'aria dell'amico Raimbaud, un racconto scherzosamente bellico delle sue imprese nelle cantine del maniero, si giunge al culmine della vicenda, che ne sarà anche conclusione. Il terzetto fra il conte, la contessa e Isolier, si svolge su un piccolo canapé, a lato della scena, dando vita a una simpatica e fortemente ironica situazione di vago erotismo, fatta di complicità, fraintendimenti ed eccessi, realizzati i maniera deliziosa da interpreti e regista; tutto questo sino al termine dell'intreccio, quando il ritorno dei soldati (i crociati nella versione classica), costringe Ory alla fuga, coperto e aiutato da tutte le castellane. Adèle stessa ripara l'apertura di una grande botola centrale con l'ausilio di una bandiera francese, e, dopo aver cantato il finale assieme ai sopraggiunti, si getta, una volta di più, fra le braccia del giovane Isolier. Di ottimo livello anche la compagnia di canto: Javier Camarena è un Comte Ory ideale, pefetto rossiniano è dotato di bel timbro, espressione, agilità, squillo e proiezione invidiabili; a questo aggiunge una verve scenica irresistibile, valorizzando ogni minimo sguardo e movimento. E' un vero peccato che un cantante di questo livello non venga mai ascoltato nei teatri italiani, che, visto il repertorio, potrebbe esssere la sua terra d'elezione. Cecilia Bartoli si trova a perfetto agio nei panni della comtesse Adèle, sorprendentemente misurata e ammiccante nelle espressioni, irresistibile nella recitazione, esegue tutte le agilità in maniera notevolmente composta e precisa. Le va attribuito, inoltre, il merito dell'operazione musicologica che ha portato alla realizzazione di questo DVD, in qualità di direttore artistico dell'intero allestimento. Isolier è stato interpretato dal soprano Rebeca Olivera, cantante di bell'aspetto estremamente pulita nel canto, unisce a questo una resa scenica di alto livello, nell'amore, nello stupore e nel fervore giovanile. Nota dolente del cast è il Raimbaud di Oliver Widmer, corretto dal punto di vista visivo, pessimo da quello vocale, declama male tutta la parte, con poca attenzione all'intonazione. Non all'altezza anche il Gouverneur di Ugo Guagliardo, piuttosto anonimo scenicamente e perennemente in ambasce, quando gli siano richiesti fiati e agilità. La compagnia di canto è completata da Liliana Nikiteanu (Ragonde), Teresa Sdlmair (Alice), Ján Rusko (Gérard), Patrick Vogel (Mainfroy), Henri Bernard (un paysan), Elisabeth Meyer (Coriphée Soprano I), Bettina Schneebeli (Coriphée Soprano II), Ilker Arcayürek (Coryphée Tenor), Aaron Agulay (Coryphée Baritone I) e Armando Piňa (Coryphée Baritone II) L'orchestra La Scintilla affronta la partitura, come sua abitudine, con l'ausilio di strumenti originali, conferendo all'opera un lettura piacevole, dopo un primo disorientamento iniziale nell'ascoltatore, dovuto alle differenze nell'effetto del suono. Direttore e concertatore è Muhai Tang, che ben accompagna e supporta tutti gli artisti, mentre la bella, spumeggiante e divertente regia è firmata da Moshe Leiser e Patrice Caurier. I costumi sono di Agostino Cavalca, le scene di Christian Fenouillat. Buona la prova del coro, diretto da Jürg Hämmerli Il progetto luci è di Christophe Forey e Martin Gebhardt. La ripresa video è curata da Olivier Simmonet. Da sottolineare che la firma delle note al DVD è quella prestigiosa di Philip Gosset.


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