L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

cecilia bernardini

Bach in famiglia

 di Giuliana Dal Piaz

Padre e figlia solisti, con Tafelmusik Baroque Orchestra, per un concerto dedicato alla famiglia Bach.

TORONTO, 5 aprile 2017 - C’è ancora qualcuno che pensa che un concerto barocco sia noioso? Dovrebbe allora assistere a un concerto come quello che la mitica famiglia Bach – Johann Sebastian, la seconda moglie Anna Magdalena, soprano e copista, e i figli, quattro dei quali anch’essi famosi musicisti – ha ispirato all’Orchestra Barocca Tafelmusik con i suoi direttori/solisti ospiti, Alfredo e Cecilia Bernardini, padre e figlia! Alfredo non è infatti soltanto uno straordinario oboista barocco, creatore – tra molte altre iniziative musicali – dell’Ensemble Zefiro e attualmente docente presso la Mozarteum Universität di Salisburgo; è anche un uomo di spettacolo, dotato di grande senso dell’humour e di un tocco di istrionismo, quel tanto che basta a vivacizzare con un gesto, una smorfia, un’inclinazione della persona, uno slancio della testa, un brano di musica comunemente considerata seriosa. Cecilia, bravissima violinista apprezzata a livello internazionale e già ben nota a Toronto, è certo più compassata di suo padre (“più elegante”, la definisce una collega della Tafelmusik Orchestra) ma ne condivide volentieri lo spirito giocoso.

Mentre la Stagione 2016-17 della Tafelmusik Baroque Orchestra si avvia alla fine, il penultimo concerto in programma fornisce un’idea di quelle che potevano essere le riunioni domestiche dei Bach e l’atmosfera di una casa la cui vita ruotava attorno. Dei venti figli avuti da Johann Sebastian con le due mogli, dieci sopravvissero all’infanzia e tutti ricevettero una buona educazione musicale, com’era tradizione in famiglie come la sua. Quattro dei maschi divennero a loro volta compositori apprezzati, forse perfino più noti tra i contemporanei del loro stesso padre, anche se nessuno di loro si arricchì con la musica e anzi due di loro morirono in povertà (Johann Christian e Wilhelm Friedemann).

Partiamo dal padre, ovviamente, con l’Ouverture in Si bemolle maggiore della sua Cantata Höchsterwünschtes Freudenfest (La desideratissima festa della gioia), che J. S. Bach compose a Lipsia per l’inaugurazione di un nuovo organo nella chiesa di Störmhal. Nell’originale, la Cantata inizia con un coro strutturato alla maniera dell’ouverture orchestrale di tipo francese. Alfredo Bernardini ha tuttavia trascritto il movimento per i soli strumenti, mantenendo la partitura per tre oboi, fagotto e archi. L’ouverture vede dapprima il ruolo dominante dei fiati sostenuti dal basso continuo, mentre poi le parti si invertono, con archi e basso continuo che banzano in primo piano e gli oboi che “commentano”. Ancora Johann Sebastian è l’autore del Concerto per violino in Mi maggiore, con Cecilia Bernardini solista, che, assecondata alla perfezione dagli strumentisti della Tafelmusik, guida l’ensemble degli archi con enorme padronanza nei passaggi più complessi ma anche con struggente malinconia nell’adagio.

Tocca ora ai figli, per la cui educazione e sviluppo professionale tanto fece fino alla morte Johann Sebastian: il programma comprende infatti una delle opere di ciascuno due figli maggiori. Per motivi di durata, ascoltiamo per primo il secondo figlio. Del Concerto per oboe in Mi bemolle maggiore di Carl Philipp Emanuel Bach – a cui i musicisti si riferiscono come C.P.E. e che i contemporanei chiamavano “il Bach di Berlino o il Bach di Amburgo” – Alfredo Bernardini dà una bellissima interpretazione, punteggiata qua e là da sprazzi di ironia: il punto di partenza è ancora la splendida e precisa musica di Johann Sebastian (C.P.E. diceva essere stato suo padre il suo unico maestro) ma lo stile ha subito una evoluzione, arricchendosi di ardimento ed espressione drammatica. È C.P.E. il Bach intellettuale, personalità di spicco dell’era del sentimento rousseauviano che pare abbia influenzato Haydn, Mozart e lo stesso Beethoven, soprattutto attraverso il suo trattato Versuch über die wahre Art das Clavier zu spielen (Saggio sulla vera arte di suonare strumenti a tastiera), per anni considerato un testo fondamentale di studio.

Nella seconda parte del concerto, è la volta di Wilhelm Friedemann Bach, il primogenito di Johann Sebastian, quello per cui il famoso musicista scrisse numerose composizioni didattiche come il Clavierbüchlein (Il libriccino del clavicembalo) per W.F. o alcune semplici suites francesi. Di questo geniale ed estremamente dotato musicista, compositore e matematico, ascoltiamo la Sinfonia in Fa maggiore, Fk 67, detta anche “della Dissonanza”: una composizione capricciosa, in cui l’antico (la solida formazione musicale della sua gioventù e il suo grande talento) non riesce a fondersi armonicamente con il nuovo (l’evoluzione personale e l’urgenza di esprimere il cambiamento in atto nel mondo musicale). Particolarmente moderno e interessante il primo movimento della sinfonia, un Vivace in cui le improvvise asprezze del tessuto musicale sembrano quasi accennare a un embrione di dodecafonia. Il concerto si chiude con la “Suite Orchestrale in Re Minore, TWV 55:d3” per 3 oboi, fagotto e corde, di Georg Philipp Telemann, non un membro della famiglia Bach, ma padrino di battesimo (vincolo che aveva un tempo enorme importanza) e sempre grande sostegno di Carl Philipp Emanuel a livello personale e professionale; cosicché la Tafelmusik e i Bernardini lo hanno assimilato alla famiglia come membro onorario. La partitura, che configura due gruppi di quattro strumenti ciascuno, ha permesso la creazione in scena di un autentico “dialogo-spettacolo” musicale tra gli strumentisti schierati in due gruppi, divisi o collegati solo dal clavicembalo, i fiati da un lato e le corde dall’altro; sul dialogo collettivo ha avuto comunque speciale risalto il dialogo scherzoso di sguardi, cenni e strumenti stabilitosi tra Alfredo e Cecilia, provocando molte compiaciute risatine del pubblico. Questo ha applaudito alla fine con tanto entusiasmo che sono stati offerti loro due bis, i movimenti Rondeau e Réjouissance da una suite in La Minore dello stesso Telemann.

Straordinaria e partecipe l’esecuzione di tutti gli strumentisti, con un plauso particolare al fagotto di Dominic Teresi, basso continuo di grande livello.

 

Toronto, 5-IV-2017. Trinity-St. Paul’s Centre. Stagione 2016-17 della Tafelmusik Baroque Orchestra BACH: KEEPING IT IN THE FAMILY (5-9 aprile). Musiche di Johann Sebastian BACH, Carl Philipp Emmanuel BACH, Wilhelm Friedemann BACH, Georg Philipp TELEMANN. Direttori e solisti ospiti: Alfredo BERNARDINI, oboe; Cecilia BERNARDINI, violino. Orchestra Barocca TAFELMUSIK di Toronto.


 

 

 
 
 

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