L’ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

.

 

 

 

 

Nulla di nuovo sotto il cielo di Mantova

di Gabriele Cesaretti

Giuseppe Verdi

Rigoletto

Nucci, Machaidze, Demuro

direttore Massimo Zanetti

regia Stefano Vizioli

Parma, Teatro Regio, ottobre 2008

DVD Unitel Classic A00 008959, collana TUTTO VERDI, 2012

[Pubblicato in collaborazione con Non solo belcanto]

Con il sedicesimo volume del ciclo TuttoVerdi della CMajor si entra nel terreno delle opere più amate e popolari di Verdi, quelle che (facendo un discorso più prosaico) possono vantare una discografia e una videografia decisamente cospicua, tale da rendere nullo il valore documentario di una nuova incisione chiamata a fronteggiare gli impegnativi confronti con i cofanetti vicini di scaffale.

Nel caso del Rigoletto va comunque notato che la videografia del capolavoro verdiano non è poi così ricca quanto la popolarità dell’opera farebbe supporre ma, nonostante questo, la presente incisione in dvd non ha certo vita facile.

Lo spettacolo, con regia di Stefano Vizioli e il recupero di alcune storiche scenografie di Pier Luigi Samaritani, è gradevole e interessante in alcune scelte non così scontate (come il trasferire tutto il grande blocco del I Atto, dal duetto Rigoletto – Gilda al “Caro nome” nell’interno della casa di Rigoletto) ma non lo definirei come particolarmente innovativo: la scena dell’orgia iniziale, ad esempio, è casta e poco inquietante come avviene 9 volte e tre quarti su 10 ma l’intero III Atto è discretamente suggestivo.

Non male la direzione di Massimo Zanetti, che legge l’opera con discreta drammaticità senza però offrire una lettura veramente personale o in grado di reggere gli impegnativi confronti della storia del disco. Nel cast il solo Leo Nucci, con la sua collaudata incarnazione del buffone mantovano, esce vincitore dalla sfida del palcoscenico, mentre Francesco Demuro sfoggia una bellissimo timbro e un’affascinante presenza scenica, ma non ha affatto il fascino predatorio (vocale, prima ancora che attoriale) necessario al personaggio del Duca né la souplesse tecnica indispensabile per emergere dalla difficile “Parmi veder le lagrime”. Nino Machaidze, infine, fa veramente rabbia: in scena è sensazionale perché, oltre ad essere bellissima, è anche un’attrice molto brava e un’interprete che avrebbe un’idea originale, coinvolgente e nuova del personaggio di Gilda; purtroppo i limiti di una tecnica non completamente risolta scemano di molto le intenzioni interpretative dell’artista, con il risultato di una Gilda con potenzialità notevoli solo in parte espresse. Peccato. Nel complesso un Rigoletto di sufficiente livello, che a teatro si classificherebbe come una serata di normale routine, non così indimenticabile da giustificare l’imperitura meritoria di una ripresa in dvd.

 


Vuoi sostenere L'Ape musicale?
Basta il costo di un caffé!

con un bonifico sul nostro conto

o via PayPal

 



 

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Brescia.
Registrazione n. 1/2015 del 26/01/2015
© 2015 L'ape musicale. Tutti i diritti riservati

ATTENZIONE

Questo sito fa uso esclusivamente di cookie tecnici, ma alcune applicazioni possono prevedere cookie di terze parti.

Proseguendo nella navigazioni acconsenti all'utilizzo di cookie. Per maggiori informazioni: Informativa sulla privacy

RECENSIONI  INTERVISTE NEWS 

TV RADIO e STREMING

VIDEO  TERZA PAGINA CORSI e CONCORSI 

CONTATTI

 

 

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.