L'ape musicale - rivista di musica arti cultura

 

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desiree rancatore e valentina boi in norma

Norma, o della grazia indifferente

 di Suzanne Daumann

Non entusiasma la Norma al Carlo Felice di Genova nel secondo cast in cui si segnala il debutto nel ruolo eponimo di Desirée Rancatore. Spicca però l'ottima Adalgisa di Valentina Boi.

GENOVA, 27 gennaio 2018 - Ai nostri giorni, registi e direttori d'orchestra si prendono sempre maggiori libertà con le opere che interpretano: peccato che non si sia fatto un incantesimo per evitare la sensazione di prolissità in quest'opera. Forse non si potrà far molto di più per rendere incalzante e tesa l'azione, ma l'altra sera siamo rimasti abbastanza indifferenti.

L'allestimento di Luigi di Gangi e Ugo Giocomazzi si accontenta di collocare l'azione in uno spazio indefinito fra storia e sogno, aiutato dai costumi di Daniela Cernigliaro: prevede abiti storicizzanti per i Galli, lunghe vesti per sacerdoti e sacerdotesse, casacche e braghe per i guerrieri; i Romani per contro sono in uniformi moderne. La scena di Federica Parolini è interessante a vedersi: alberi morti, legati da un filo rosso, cornici da cui pendono bende in tessuto (o corteccia?), una tonda con striscie di velo bianco, senza dubbio la Luna. Almeno avevamo di che ragionare sul significato di questi simboli. Le belle luci di Luigi Biondi danno colore alle cornici e al fondale e sottolineano il contenuto drammatico delle scene, costituendo, ci pare, uno dei rari aspetti veramente positivi della produzione. 

Quanto al canto, di fronte al secondo cast siamo rimasti sostanzialmente indifferenti: la Norma di Désirée Rancatore, atteso debutto nella parte, è molto graziosa da sentire, ma manca la statura vocale, il respiro, la profondità emotiva e la convinzione, e dunque è poco convincente. Ancor meno lo è Roberto Iuliano nei panni di Pollione. La rivelazione della serata risulta, invece, il soprano Valentina Boi come Adalgisa. Candore giovanile, forza e lirismo: ha tutto. Mihailo Šljivić è Oroveso. Negli assiemi le voci si uniscono in buona armonia e il coro costituisce un altro elemento degno di nota. Convincente pure la direzione musicale animata e attenta di Andrea Battistoni.

Luci e ombre, insomma; il pubblico, da parte sua, è ben soddisfatto, e tutto è bene quel che finisce bene...

foto Marcello Orselli